20:01 17 Novembre 2018
Fuochi di artificio alla cerimonia di chiusura dei Mondiali 2018

Perché Putin è considerato il vero vincitore dei Mondiali 2018?

© Sputnik . Vladimir Pesnya
Opinioni
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Marina Tantushyan
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I Mondiali 2018 in Russia si sono conclusi oramai quasi due settimane fa, però la stampa internazionale ne continua a parlare quasi senza sosta.

I giornalisti occidentali, sempre impegnati nella demonizzazione della Russia, hanno dovuto ammettere che il vero trionfatore di questa Coppa del Mondo è stato il presidente russo Vladimir Putin.

«Nonostante il clima particolarmente teso con l'Occidente», scrive il Corriere della Sera, «Putin chiude il Mondiale perfetto»; l'emittente UsaToday lo definisce «il migliore fino ad ora»; la Coppa del mondo «perfetta», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron a Vladimir Putin; «la migliore di sempre», sostiene il britannico Telegraph. 

Questa posizione condividono anche alcuni politici italiani. Sputnik-Italia ha raggiunto per un approfondimento Carlo Fidanza, Deputato di Fratelli d'Italia.

— Onorevole Fidanza, l'Italia ha purtroppo non ha partecipato ai Mondiali 2018 in Russia. Per chi ha tifato Lei durante questa festa di calcio e perché?

— Di fatto ho avuto simpatia per due squadre. La prima è la nazionale russa perché in questo momento sia un paese amico e un paese alleato dell'Italia. Come abbiamo visto, oltre le aspettative e le previsioni, la squadra russa ha fatto un grande Mondiale anche sul campo. E la seconda squadra per la quale ho tifato è la nazionale di Uruguay, dove c'è una forte impronte italiana perché la gran parte dei giocatori hanno cognome italiano. È una nazionale molto tosta, molto concreta e combattiva, il loro modo di giocare a calcio è quello che piace a me.

— Parlando dei Mondiali, il presidente della Fifa Gianni Infantino ha chiamato la Coppa del mondo in Russia "la migliore della storia", sottolineando la "grande organizzazione" della manifestazione. Condivide questa visione? Cosa Le ha impressionato di più?

— Penso che la Coppa del Mondo sia stata molto ben organizzata e la Russia abbia dato una dimostrazione di serietà, di capacità organizzativa, di efficienza e anche di una affermazione di identità e di orgoglio nazionale senza fanatismi. Russia si è dimostrato come un paese solido, consapevole al suo passato ma aperto al mondo, che un po' è contrario di come viene dipinta spesso la Russia di Putin. Per cui sono d'accordo con il giudizio del Presidente della Fifa e credo che la cosa che abbia impressionato di più sia stata la gestione dell'ordine pubblico. Perché questo forse è stato il primo Mondiale dove praticamente non ci sono stati gli incidenti da parte degli hooligans stranieri e russi, che pure c'erano, ma che però non hanno causato nessun problema. Questo vuol dire che la macchina di stato è stata assolutamente efficiente.   

— Nonostante che la Coppa del Mondo è andata in Francia, la stampa internazionale, compreso quella più russofoba, ha chiamato "Putin il vero vincitore" dei Mondiali. A che cosa, a Suo avviso, è dovuto questo inaspettato cambio di linguaggio nei confronti del presidente russo che è molto spesso viene demonizzato dalla stampa occidentale?

— Io penso che si siano dovuti arrendere alla realtà. Era di tutta evidenza che la centralità che la Russia ha avuto durante il mese dei Mondiali, era dovuta sicuramente all'aspetto organizzativo perfetto e anche al fatto che naturalmente il presidente Putin ha utilizzato questo mese di vetrina per avere molti incontri al livello internazionale con tantissimi capi di stato e di governo che hanno sicuramente rafforzato la sua immagine del leader che sta al centro delle dinamiche mondiali e anche la sua immagine dell'importante interlocutore per i paesi del cosìdetto Occidente e per i paesi degli altri continenti.

— Quali conseguenze potrebbe avere la Coppa del mondo — uno degli eventi più mediatici a livello internazionale sull'immagine e la riputazione della Russia nel mondo che è stata danneggiata negli ultimi anni soprattutto grazie alla stampa occidentale? La Russia è riuscita a presentarsi come un Paese forte, non solo nell'ambito militare ma anche su sociale e umano? Si sono caduti molti preconcetti sul paese ospitante?

— Io personalmente me lo auguro. Spero che questa esperienza sia un passo avanti, soprattutto per l'opinione pubblica. Abbiamo visto che negli ultimi anni l'opinione dei cittadini del mondo (in Europa e Stati Uniti) è sempre meno mediata dalla grande stampa mainstream. E quindi il fatto di vedere direttamente con i propri occhi una vetrina di questo genere, organizzata molto bene con una centralità anche politica, oltre che sportiva, credo abbia aperto gli occhi a tanti cittadini che hanno potuto constatare direttamente queste cose positive senza il filtro dei grandi media occidentali che hanno riempito i cittadini del mondo di propaganda antirussa in questi anni.

Squadre miste italo-russe di calcetto a Mosca
© Sputnik . Alessio Trovato
Però, secondo me, è ancora presto per festeggiare. C'è ancora molta strada da fare, anche perché proprio contestualmente in quei giorni del Mondiale l'Ue rinnovava le sanzioni antirusse per altri 6 mesi. Quindi, evidentemente non basta un Mondiale ben organizzato, bisogna lavorare sull'aspetto politico e diplomatico per cercare di riequilibrare una situazione che ha messo la Russia nel mirino anziché farne un alleato, come secondo noi, dovrebbe essere.  

— Qual'è il Suo parere sulla polemica intorno il regalo che Vladimir Putin ha fatto a Donald Trump a Helsinki: il pallone ufficiale dei Mondiali di Russia? Secondo l'agenzia Bloomberg, questo pallone all'interno potrebbe contenere un chip in grado di dialogare e trasmettere informazioni ai telefonini, tablet o personal computer nelle vicinanze.  

— Io personalmente non credo a questi complottismi. A mio avviso, Putin ha fatto un regalo assolutamente normale. Con questo semplice gesto il presidente russo ha voluto di rivendicare un momento positivo di dignità e di centralità del suo paese. Non ci vedo nessuna dietrologia. Delle spy story, del Russiagate e di cose di questo tipo abbiamo letto fin troppe, molte di loro sono infondate e direi che non è il caso di andare avanti con accuse e sospetti di questo genere. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Mondiali di calcio 2018, Vladimir Putin, Russia
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