11:31 15 Novembre 2018
Il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini

“Vade Retro”, ma Salvini così è sempre più popolare

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Opinioni
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Tatiana Santi
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Dopo i paragoni con Hitler e Mussolini, ora il vice premier Matteo Salvini è stato accostato nientedimeno che a Satana. Fa discutere la copertina del settimanale Famiglia Cristiana che ritrae il ministro dell’Interno e il versetto “Vade retro”, ma Salvini così è sempre più popolare.

Fin dalla campagna elettorale la maggior parte dei media italiani hanno attaccato Matteo Salvini e il Movimento 5 stelle, dopo le elezioni, come un mantra, le aggressioni alle due forze politiche che hanno formato il governo non sono cessate. La critica nei confronti dei politici è più che dovuta, ma stando alle numerose campagne mediatiche contro il governo, soprattutto contro Salvini, sembra di trovarsi piuttosto di fronte ad una demonizzazione fine a sé stessa.

Ginevra Cerrina Feroni, professore ordinario di diritto costituzionale italiano e comparato all’Università di Firenze
© Foto : fornita da Ginevra Cerrina Feroni
Ginevra Cerrina Feroni, professore ordinario di diritto costituzionale italiano e comparato all’Università di Firenze

Una cosa è certa: il governo attuale ha subito un attacco senza precedenti ancora prima di mettersi alla prova. L'impressionante copertina di Famiglia Cristiana in realtà mostra un fenomeno ben più ampio nel panorama mediatico italiano, comunque vada sembra scontato che il governo e i suoi esponenti siano sbagliati, brutti e cattivi. I continui attacchi contro Salvini potrebbero produrre l'effetto contrario rendendo ancora più popolare il Ministro dell'Interno e il governo attuale? Sputnik Italia ne ha parlato con Ginevra Cerrina Feroni, professore ordinario di diritto costituzionale italiano e comparato all'Università di Firenze.

— Matteo Salvini è stato paragonato in questi mesi a Hitler, Mussolini, dalla rivista Famiglia Cristiana addirittura a Satana con una copertina intitolata "Salvini, vade retro". Professoressa Cerrina Feroni, che idea si è fatta personalmente di questi attacchi nei confronti del Ministro dell'Interno?

— L'Italia è un Paese civile, ma spesso qualcuno preferisce dimenticarlo. Ci si risente, si comincia ad attaccare, si perdono le staffe, si perde la misura e ogni lucidità. Lo vediamo in queste settimane nei confronti del governo e in modo particolare nei confronti del Ministro dell'Interno e del vice premier Salvini. Non è facile ricordare un tale concentrato di attacchi, di esagerazioni, di smisurati paragoni. Si tratta, come ho scritto in un articolo, di una sorta di psichiatrizzazione del nemico, che non è dato ricordare. Questo, a mio modo di vedere, pone dei grossi problemi in una società democratica.

— Lei si ricorda casi simili nei confronti di ministri della Repubblica?

— Forse nei confronti dell'ex presidente Berlusconi con una stampa molto aggressiva e violenta. Nei confronti del Ministro dell'Interno secondo me si sta superando il limite. La copertina di Famiglia Cristiana oltre ad essere molto volgare, devo dire che oltrepassa ogni limite di decenza. Nella copertina vediamo la fotografia del Ministro dell'Interno in un'espressione contratta, dura, non naturale. Poi si vede la mano, che evidentemente evoca Gesù Cristo, ed un titolo così forte come "Vade retro", il quale si riferisce al versetto biblico su Satana, un versetto usato anche negli esorcismi.

La personificazione del Ministro con il demonio come un personaggio immondo e immorale in un giornale che conteneva un'intervista al presidente della CEI, la voce ufficiale della Chiesa, determina una suggestione molto forte nei confronti del lettore. È vero che l'intervista non ha una precisa attinenza al titolo, però in generale crea una confusione anche in un credente, in un cattolico il quale vede associata la figura del Ministro al demonio.

— La critica ai politici ovviamente è utile, però qui si tratta piuttosto di una demonizzazione fine a sé stessa. Che ne pensa?

— Sì, si tratta di una demonizzazione, di una psichiatrizzazione del nemico a tutti gli effetti. Sono professoressa di diritto costituzionale e, come dico ai miei studenti, il diritto di critica è la base di ogni sistema democratico. La libertà di manifestare il proprio pensiero, articolo 21 della Costituzione, e tutti i suoi corollari, parlano anche del diritto di critica politica. Si intende anche critica forte, irriverente, che fa parte del sistema democratico. I costituzionalisti dicono che l'articolo 21 è la pietra angolare del sistema democratico, il fondamento di una società democratica.

La critica può essere forte, ma incontra dei limiti che i giudici hanno elaborato: la dignità delle persone, l'onore e la reputazione, il prestigio delle istituzioni. Il diritto di critica deve trovare un giusto equilibrio.

— Il governo attuale e Salvini soprattutto sono stati fortemente attaccati ancor prima di lavorare, non è stato giudicato il loro operato. È un aspetto da analizzare, non crede?

— Sì, colpisce la fortissima opposizione alla nascita di questo governo. Per tutta la campagna elettorale abbiamo ascoltato come un mantra ogni giorno su tutti i canali televisivi il concetto di populismo e del pericolo populista. È una canzone che ha accompagnato tutti i mesi che hanno preceduto le elezioni e le settimane successive in cui si cercava di formare un governo.

Anche qui secondo me bisogna rimettere ordine, perché il termine populismo in sé è molto sfuggente. Può significare, infatti, fenomeni molto diversi: può essere uno stile comunicativo, un modo di parlare alla pancia della gente; può essere anche un sistema non democratico, un regime totalitario. Comunque dare potere al popolo è esattamente l'essenza della democrazia, restituire al popolo le decisioni ultime. La nostra Costituzione all'articolo 1 dice che "la sovranità appartiene al popolo".

Dare un po'più di voce al popolo piuttosto che alle élite finanziarie e politiche credo sia giusto. In democrazia le forze politiche che ricevono un mandato dagli elettori devono essere messe alla prova. Vanno giudicate sulla base dei risultati.

— Secondo lei le accuse contro Salvini potrebbero provocare l'effetto opposto, cioè accrescere la sua popolarità?

— Credo questo possa essere un effetto. Intorno a questo governo c'è ancora un grande consenso, è anche vero che siamo all'inizio di una nuova stagione politica e c'è sempre molto entusiasmo nelle prime settimane di governo. Credo che questi attacchi concentrici e questa orchestrazione alla fine possano indubbiamente avvicinare Salvini alle persone, che si sentono in dovere di difendere una persona, la quale porta avanti una linea politica coraggiosa.

Un politico deve essere valutato sui fatti, sui risultati, bisogna prima di tutto lasciare governare questo governo. Più le critiche vengono portare avanti più si crea una situazione di affectio con il governo, però questo destabilizza molto il sistema, vediamo una spaccatura nel Paese e questo non fa mai bene. Quando c'è un attacco continuo non si vive in un bel clima.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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Matteo Salvini, Italia
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