17:35 18 Novembre 2018
La dieta mediterranea

Dieta mediterranea sotto attacco, parola alla Coldiretti

CC0 / Pixabay
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
461

L’Olio d’oliva, il prosciutto crudo e il parmigiano reggiano farebbero male come le sigarette? È quanto risulta dalle iniziative dell’Onu e dell’OMS: la guerra ai prodotti ricchi di grassi, sali e zuccheri si è trasformata però in un attacco al Made in Italy e alla dieta mediterranea, considerata da sempre segreto di longevità.

Quella che era considerata la dieta per una vita lunga e sana, patrimonio dell'umanità, oggi è sotto attacco dell'ONU e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. La discussione ufficiale in merito è prevista per fine settembre, ma sono trapelate informazioni circa sovrattasse ed etichette a semaforo per avvertire i consumatori sui rischi per la salute legati a determinati prodotti.

Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia, vice presidente nazionale della Coldiretti
© Foto : fornita da Coldiretti Lombardia
Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia, vice presidente nazionale della Coldiretti

È indubbia la qualità dei prodotti italiani per eccellenza, come l'olio di oliva, simbolo della dieta mediterranea. Bisognerebbe capire perché oggi si muove questa battaglia contro il Made in Italy? Come tutelare i prodotti italiani finiti nel mirino delle istanze internazionali e delle grandi multinazionali? Per fare chiarezza Sputnik Italia ha raggiunto Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia, vice presidente nazionale della Coldiretti.

— Recentemente si sono accesi infuocati dibattiti sulle iniziative dell'ONU e dell'OMS di imporre ad alcuni prodotti della dieta mediterranea una sovrattassa e dei bollini di avvertenza sui rischi per la salute. Qual è la posizione della Coldiretti in merito?

— Per l'ennesima volta più che fare informazione, si fa disinformazione. È evidente l'interesse da parte di alcune multinazionali di spingere su prodotti di sintesi, quindi chimici, fatti in laboratorio rispetto ai prodotti di carattere naturale. Si è strumentalizzato il tema dello zucchero, del sale e dei grassi naturali rispetto ai prodotti creati in laboratorio. Alla base degli zuccheri e dei sali naturali c'è la dieta mediterranea, che ha permesso alla popolazione italiana di essere quella più longeva a livello mondiale.

Mediamente un italiano vive 15 anni di più rispetto ad un cittadino statunitense, è paradossale si voglia modificare la dieta spingendo verso un'alimentazione come quella degli Stati Uniti. È ovvio che al centro non c'è l'interesse del consumatore, ma ci sono interessi e logiche le quali rispondono alle multinazionali.

— Sembra una contraddizione, perché la dieta mediterranea è sempre stata considerata patrimonio dell'umanità, chiave di salute longevità, no?

— Tutto ciò è paradossale. È altrettanto paradossale con quanta frenesia immediatamente l'ONU ha voluto precisare che si trattava di un dibattito in corso e che non c'era un punto all'ordine del giorno dell'incontro a settembre. Dalle informazioni che noi abbiamo i ragionamenti erano già andati oltre, si iniziava già ad ipotizzare di quanto sarebbe stato l'aumento della tassazione si questi prodotti. Quando si agisce su queste leve il meccanismo è quello di mettere in difficoltà nella fase di vendita i prodotti che sono sottoposti ad una eccessiva tassazione, hanno infatti un prezzo di riferimento talmente alto che i consumatori non si possono permettere di acquistare.

La nostra battaglia è sulla verità della qualità dei prodotti in modo tale che i consumatori possano decidere cosa comprare senza avere vincoli. Anche sul tema degli embarghi visti in questi ultimi anni è evidente com'è stata penalizzata la possibilità di crescita di alcuni Paesi.

— L'ONU si pronuncerà in merito ufficialmente a settembre, possiamo dire che nel frattempo il Made in Italy ha comunque subito un duro attacco?

— Basti vedere che cosa è successo sul mercato inglese e in parte su quello francese con l'etichettatura a semaforo. Anche questa è una grande presa in giro perché è fuori dubbio che se non si entra nel merito di quanto prodotto viene consumato non si possono fare paragoni. Se noi dobbiamo paragonare un litro di diet coke e un litro di latte, il latte ha il bollino arancio, la coca cola il bollino verde. Già questo di per sé è paradossale, in termini nutrizionistici un bicchiere di latte vale come un litro di diet coke. A quel punto il latte avrebbe il bollino verde e la diet coke il bollino rosso. Se il paragone è un litro ad un litro la strumentalizzazione può essere facile.

Un litro di latte non può che far bene e le bevande come la diet coke o la redbull non possono essere salutari come il latte. Dal punto di vista economico si fanno prevalere gli interessi di pochi gruppi forti rispetto ad un interesse generale che riguarda le popolazioni. La cattiva informazione e i dati falsi che vengono evidenziati rischiano di andare a sovvertire le regole del mercato.

— Che misure dovrebbe intraprendere il governo per difendere i prodotti italiani anche in merito alle recenti notizie allarmanti provenienti dall'ONU?

— Bisogna essere all'interno di queste istituzioni non solo nella fase di discussione, ma iniziare a preparare gli elementi di discussione partendo con grande anticipo facendo sinergia con i Paesi che capiscono come dietro a tutto questo si faccia strumentalizzazione. Vanno create alleanze.

Anche a livello europeo bisogna creare le condizioni perché realmente i consumatori vengano informati sulla verità e su come stanno le cose. Per poter far questo bisogna stare in Europa ed essere incisivi.

— Se si parla di Made in Italy la domanda sulle sanzioni antirusse è d'obbligo. Il governo italiano all'ultimo vertice europeo ha prorogato le sanzioni contro Mosca. Che idea si è fatto del dietrofront del governo? Qual è il suo auspicio?

— Da sempre come Coldiretti siamo contrari al regime sanzionatorio imposto alla Russia, non solo per quanto riguarda un interesse di carattere economico e il rapporto di amicizia con Mosca. Vedevamo nel mercato russo un mercato importante che stava crescendo anche in termini di consapevolezza in merito alla qualità dei prodotti. L'embargo ha frenato questa possibilità di continuo mutuo confronto Italia-Russia per quanto riguarda i generi agroalimentari, ma non solo.

Non sono misure da adottare secondo noi, l'embargo è stato fatto nel contesto europeo, ma poi sono subentrati altri Paesi nella fornitura dei prodotti. Sembra una presa in giro. Già in campagna elettorale chiedevamo alle varie forze politiche che cessasse immediatamente l'embargo nei confronti della Russia. Continueremo a farlo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.     

Tags:
Alimentare, Cibo, dieta, Coldiretti, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik