21:49 12 Novembre 2018
Il Colosseo

Archeologia ferita: perché i turisti danneggiano il nostro patrimonio archeologico?

© Sputnik . Наталья Селиверстова
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Alessandro Naselli
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Il patrimonio storico italiano è sterminato, dal nord al sud della nostra penisola, ma soprattutto è inimitabile, e questo chiaramente è noto in tutto il globo. Ma a volte i visitatori, oltre ad essere sbadati, possono rivelarsi davvero dei veri e propri teppisti, magari inconsapevoli.

Spesso sopraggiungono notizie di turisti italiani o stranieri che per fare una foto o per sbadataggine danneggiano monumenti millenari. Ci sono anche persone che consapevolmente recano danno al nostro patrimonio senza alcun rispetto per la nostra cultura, la nostra eredità e più di tutto per la storia intrinseca del monumento stesso.

Roma, Italia
© Sputnik . Alexander Vilf
L'ultima segnalazione è stata fatta da Rainews: un turista austriaco 17enne, durante il suo viaggio a Roma, decide di staccare un pezzo di laterizio romano del Colosseo per portarselo come souvenir a casa. Il ragazzo è stato subito individuato dai carabinieri che lo hanno denunciato a piede libero per impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato, scrive Rainews.

Sputnik ha intervistato Domenico Caragnano, Direttore del museo del castello di Palagianello in provincia di Taranto:

— Quali sono le motivazioni dietro il deturpamento dei monumenti da parte dei turisti?

"Ci sono varie ragioni che spingono le persone a sfregiare e danneggiare i monumenti. La prima ragione è quella del ricordo, il turista vuole portare con se "un pezzo" del monumento come souvenir. Nella stessa logica un'altra ragione possono essere i potenziali guadagni della vendita di resti archelogici sul mercato nero. Già negli anni ‘80 in Italia meridionale c'era un fiorente mercato nero di antichità fomentato dalla brama di persone abbienti di avere un oggetto antico e inestimabile solo per se".

Ma di segnalazioni come questa ce ne molte.

Sempre a Roma una quarantenne tedesca è stata denunciata dai carabinieri per aver sfregiato il Colosseo. La donna con l'aiuto di una "pietra" trovata per terra, ha inciso il suo nome su un'arcata al piano rialzato, accanto a uno degli affacci sull'interno dell'Anfiteatro Flavio. La donna, subito individuata dai dipendenti, è stata portata dai carabinieri e, più stupita che preoccupata, ha spiegato in inglese che non pensava che fosse illegale. Il problema dell'incisione dei nomi al Colosseo ha spinto le autorità ad installare dei pannelli di plexiglass per difendere le pareti dai "turisti-vandali".

Un'altra notizia del genere riportata da Repubblica, è quella di un turista americano che in visita al Museo dell'Opera del Duomo di Firenze ha danneggiato una statua. L'uomo stava cercando di confrontare il proprio dito con quello di una statua di un gruppo scultoreo della fine del trecento, quando ha urtato la mano della statua incrinandone un dito: un dipendente del museo ha cercato di fermarlo prima che l'uomo si avvicinasse troppo alla statua, ma era già troppo tardi, scrive Repubblica.

— E le scritte? Cosa spinge i turisti a fare le incisioni sui monumenti? È solo maleducazione o c'è qualcos'altro dietro?

"A volte vediamo delle scritte lasciate sui monumenti e sulle antichità, anche recenti. Questo è spesso dovuto al desiderio dell'uomo di lasciare un segno, per dire "io sono stato qui". Questo fenomeno però non è moderno. Ci sono scritte risalenti al Medioevo, o al 1500, 1600, di persone che, recatisi in questi luoghi lasciavano sui muri delle iscrizioni per indicare il proprio passaggio.

L'ultima e, purtroppo, la più amara ragione, è la distruzione deliberata di questo patrimonio, in altri termini gli atti vandalici. Questi sono dovuti alla semplice ignoranza delle persone, e all'incapacità di comprendere il valore di quello che si ha di fronte per se stessi e per la comunità".

La legge italiana prevede pene abbastanza severe anche per chi solo affigge manifesti sui monumenti come un noto caso citato dal Sole24ore a Lecce, dove dei ragazzi sono stati sanzionati per aver affisso un manifesto sulla Porta Rudiae della città pugliese. Ma è chiaro che davanti ad un aumento del flusso turistico nelle città italiane saranno sempre più necessarie attività di prevenzione e sorveglianza. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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