17:46 18 Novembre 2018
Il presidente ucraino Petro Poroshenko e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg

L'Ucraina è in ginocchio ma c'è chi la vorrebbe nella Nato

© Sputnik . Mikhail Palinchak
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Pietro Vinci
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L'Ucraina è un gigantesco pezzo del continente europeo, eppure nessuno nella UE o in Occidente sembra realmente curarsi del suo stato attuale.

Ultimamente l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha), ha rilasciato un rapporto pubblico nel quale elenca le nuove piaghe che affliggono il popolo ucraino.

La guerra, che vede Kiev opporsi alle neonate repubbliche di Donetsk e Luhansk, costringe oramai 3,4 milioni di ucraini a essere nella condizione di richiedere assistenza e aiuti umanitari. L'Ocha riporta che solo per il 5% della somma complessiva richiesta è coperta e servirebbero 181 milioni di dollari.

Il costo umano è colossale: sono morti più di 2.500 civili e sono migliaia i feriti; circa 600.000 persone vivono sulla cosiddetta "linea di contatto" di 475 chilometri, ossia il nuovo confine interno fra l'Ucraina e le repubbliche del Donbass, mettendone a serio repentaglio la vita. Nel numero totale sono inclusi anche 100.000 bambini, spesso costretti con le proprie famiglie a fuggire da bombardamenti e missili nascondendosi in rifugi di fortuna. Sono un milione gli ucraini, costretti a usufruire dei check-point per il transito, a passare la linea rossa per usufruire di servizi essenziali come quelli sanitari o pensionistici. Il pericolo è grande: oltre alle attese estenuanti, non è raro che ci si ritrovi nel bel mezzo di bombardamenti o azioni di guerra.

Oltre ai più piccoli, anche gli anziani sono le prime vittime di questo immane disastro: degli oltre 4 milioni di persone colpiti dal conflitto, il 30% ha più di sessanta anni. Per l'età e le difficoltà che incontrano nel superare tutti i controlli, spesso non riescono a ricevere la pensione e difatti alla fine del 2017 si calcola che sono oltre 600mila i pensionati ad essere stati in pratica estromessi dal poter usufruire dei diritti loro garantiti quali pensioni o servizi sociali.

La guerra, come se non bastasse, si è crudelmente accanita portando alla distruzione di ospedali, presidi medici e strutture sanitarie; anche il personale medico è sempre più carente e le medicine scarseggiano. Nelle aree del conflitto, i colpiti da questa catastrofe sono 2,2 milioni: ciò ha infatti causato un aumento esponenziale dei casi di un ceppo estremamente resistente di tubercolosi, portando questa zona dell'Ucraina orientale ad essere il luogo dell'intera Eurasia col maggior picco di morti per tale malattia, con più di 40mila malati. Si staglia preoccupante, inoltre, lo spettro della carestia: se i servizi per i cittadini e i più deboli vacillano, ciò porta il popolo a dover spendere il poco che ha per procurarsi il cibo. Fenomeni oscuri e pericolosi come il mercato nero, la prostituzione o persino l'abbandono scolastico forzato, diventano sempre più comuni mezzi di "sopravvivenza" per riuscire a mangiare.

Persino quando il cannone non tuona e domina una breve ed esile pace momentanea, la guerra miete le sue vittime: missili, granate inesplose e le stesse mine terrestri contaminano come un esercito invisibile e letale i campi d'Ucraina. Più di 1.800 fra uomini, donne e persino bambini sono stati uccisi o feriti dal 2014; si calcola che sono quasi 2 milioni gli ucraini che vivono in zone nelle quali abbondano mine ed esplosivi che nel peggiore dei casi possono mutilare gravemente o persino uccidere, ma che generalmente restringono le possibilità di movimento soprattutto per chi è contadino e vive in campagna.

Nonostante questo prospetto tragico, che mostra quanto ci si trovi al cospetto di una sciagura nazionale, l'attuale presidente ucraino Petro Poroshenko, durante il summit coi Paesi membri della Nato che si è tenuto a Bruxelles in Belgio l'11 e 12 luglio, ha dichiarato:

"Il nostro obiettivo è di raggiungere tutti gli standard della Nato e assicurare la cooperazione completa entro il 2020… Per raggiungere questo scopo, introdurremo un programma nazionale sotto l'egida della Commissione Ucraina-Nato. Questo strumento pratico è volto al traguardo finale: rendere l'Ucraina un membro della Nato".

Il Segretario generale dell'Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, sebbene abbia specificato che all'Ucraina non sarà concesso l'EOP (Enhanced Opportunities Partnership, ossia il partenariato con accresciuta opportunità), ma avrà il supporto della Nato.

Le prospettive di una risoluzione reale e pacifica del conflitto non sono presenti e il futuro dell'Ucraina puzza sempre di più di polvere da sparo. In milioni soffrono per i mostruosi "doni" della guerra: fame, indigenza, povertà e paura; ma la priorità, per adesso, è solo l'adesione all'Alleanza atlantica, mentre il popolo geme e piange. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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bombardamenti, Civili, Feriti, Vittime, ONU, NATO, Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, Petro Poroshenko, Donbass, Ucraina
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