02:14 18 Novembre 2018
Il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, a sinistra, e Sergey Razov, ambasciatore della Russia in Italia

Ambasciatore Razov: l'Italia per la Russia è uno dei partner chiave a livello europeo

© Foto : fornita dall'Ambasciata della Russia in Italia
Opinioni
URL abbreviato
Elena Kovalenko
6120

Il Capo di Stato russo, Vladimir Putin, il 19 luglio interverrà alla Conferenza degli ambasciatori e rappresentanti diplomatici della Federazione Russa che, come da tradizione, si tiene ogni biennio a Mosca.

Sono stati invitati i rappresentanti dell'Amministrazione della Presidenza e del Governo della Federazione Russa, i presidenti di entrambe le Camere del Parlamento Federale, i ministri e i dipartimenti impegnati nella realizzazione della politica estera russa.

Alla vigilia della Conferenza alle domande di Sputnik Italia, cortesemente ha accettato di rispondere l'Ambasciatore russo in Italia Sergey Razov.

— Nonostante le sanzioni l'Italia continua ad essere uno dei partner europei più vicini alla Russia. Il nuovo governo Conte ha più volte dichiarato il proprio interesse all'eliminazione delle sanzioni, ma al vertice di Bruxelles non ha fatto veto in tal senso. Alla luce di tale decisione quale sarà il futuro dei rapporti italo-russi?

L`ambasciatore  della Russia in Italia Sergey Razov
© Sputnik . Владимир Вяткин
L`ambasciatore della Russia in Italia Sergey Razov

— In effetti, nonostante l'instabilità e l'imprevedibilità della situazione internazionale l'Italia è stata e continua ad essere per la Russia uno dei partner chiave e prioritario a livello europeo. Il presidente russo Vladimir Putin si è espresso più volte in tal senso e l'ha confermato ad aprile di quest'anno quando ha accolto le lettere credenziali del nuovo ambasciatore d'Italia in Russia.

Le elezioni parlamentari che si sono tenute lo scorso marzo in Italia hanno fatto avanzare forze politiche che desiderano rivedere la politica distruttiva dell'Unione europea nei confronti della Russia. Tra l'altro voglio far notare che i risultati dell'elezione non erano affatto inaspettati. In occasione di incontri personali con rappresentanti della società e dell'imprenditoria italiana abbiamo notato un crescente scontento verso la politica europea anti-russa e la tacita accettazione di perdite multimilionarie derivanti dalle sanzioni economiche.

Com'è noto il nuovo governo italiano ha adottato un documento programmatico nel quale si dichiara la necessità di instaurare un dialogo con la Russia e di rivedere la politica delle sanzioni. Noi ci affidiamo all'impegno di attenersi a questi intenti. Al tempo stesso comprendiamo che il cosiddetto "governo del cambiamento" italiano è in carica solo da un mese e mezzo. È evidente che per avviare un lavoro produttivo occorre dipanare diverse questioni organizzative e tecniche, concretizzare le promesse programmatiche, determinare l'ordine del giorno.

Io non ho alcun dubbio che la cooperazione italo-russa continuerà a svilupparsi in modo costruttivo e progressivo. Abbiamo accumulato una notevole esperienza di collaborazione in diversi settori. Rafforzeremo il dialogo politico nel quadro del quale si effettua lo scambio degli opinioni sugli indirizzi e termini delle future visite dedicate all'attività statale e ministeriale. Proprio di questo ho avuto l'occasione di parlare con i Presidente della Camera e del Senato italiani, con i presidenti dei principali comitati parlamentari e con i ministri. Siamo in attesa della conferma del nuovo organico della Grande commissione interparlamentare italo-russa e dell'Unione Interparlamentare Italia-Russia, del ravvivare dei contatti tra comitati e commissioni parlamentari. Entro la fine dell'anno si prevede un incontro nell'ambito del Consiglio italo-russo per la cooperazione economica, industriale e finanziaria.

— L'Italia ha riconosciuto l'URSS già nel 1924 e nel 1969 fu il primo Paese occidentale a concludere con l'URSS un contratto a lungo termine per la fornitura di gas. Queste date possono essere considerate la rappresentazione di due aspetti, quello politico e quello economico, dei nostri rapporti bilaterali? Secondo Lei quale dei due aspetti prevale nelle relazioni italo-russe?

— In realtà la politica e l'economia sono strettamente legate. La frase di Lenin, "la politica è un concentrato dell'economia", è ormai entrata nel linguaggio comune. Il peggioramento del clima politico che i Paesi cosiddetti "occidentali" hanno instaurato nei confronti della Russia non ha fatto che rafforzare la dimensione economica dei nostri rapporti con l'Italia. L'imprenditoria italiana è chiaramente interessata a promuovere e diversificare le relazioni economico-commerciali con la Russia, a non perdere le posizioni guadagnate sul mercato russo, a portare avanti ciò che ha costruito in decenni di collaborazione reciproca. Nonostante il calo dei volumi di fatturato a causa delle sanzioni (dalla cifra record di 54 miliardi di dollari nel 2013 a 24 miliardi nel 2017), assistiamo ora a una ripresa: nel primo trimestre del 2018 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente vi è stata una crescita del 15%, il che è segnale di ottimismo seppur contenuto.

Procede la realizzazione, tra gli altri, di progetti nelle industrie aeronautica, chimica e di trasformazione del gas. 

— L'Italia e la Russia condividono un'enorme eredità culturale nella pittura, nella letteratura, nell'architettura e nella musica. Vi è un elemento di questa ricchissima eredità che L'ha maggiormente toccata in questi 5 anni di lavoro in Italia?

— Le relazioni culturali e artistiche tra Russia e Italia hanno una storia plurisecolare. Moltissime opere architettoniche di valore in Russia sono state create da maestri italiani (Fioravanti, Rastrelli, Rossi, Trezzini). Strettamente legati all'Italia erano gli artisti russi Shedrin, Bryullov, Repin, Serov e gli scrittori Gogol, Gorky e Dostoevsky. Molti di loro non solo hanno studiato e lavorato nel Paese degli Appennini ma sono stati anche attori in prima linea delle relazioni italo-russe.

Il dialogo culturale tra Italia e Russia non consiste solamente nel ricordare i bei tempi andati. Anzi, la sua evoluzione è tangibile anche oggi. Nel 2011 si è tenuto l'Anno "incrociato" della cultura e della lingua, tra il 2013 e il 2014 quello del turismo. Quest'anno la Russia sta organizzando in Italia un festival unico e senza precedenti dedicato alla cultura russa, Stagioni russe. Il programma del festival include più di 300 eventi in 80 città italiane. Sono centinaia di migliaia gli italiani che hanno partecipato alle iniziative già organizzate nell'ambito del festival. Un altro simbolo della stretta collaborazione bilaterale sarà la partecipazione dell'Italia in qualità di ospite d'onore al VII Forum culturale internazionale di San Pietroburgo il prossimo novembre.

— La Sua carriera diplomatica è piuttosto variegata: Lei è stato ambasciatore di Russia in Cina e in Polonia e ora qui in Italia e a San Marino. In che modo l'esperienza che ha accumulato immergendosi nella cultura e nella politica di Oriente e Occidente la aiuta nel suo lavoro in Italia?

— L'esperienza di una persona torna sempre utile qualsiasi strada professionale si scelga. Una delle caratteristiche tipiche e, sicuramente, più piacevoli dell'attività diplomatica è la possibilità di conoscere più da vicino le peculiarità dei singoli Paesi in cui ci si trova a lavorare, di immergersi nella quotidianità del luogo rimanendo pur sempre un ospite. Come disse Kipling, "l'Oriente è l'Oriente, l'Occidente è l'Occidente, i due mai si incontreranno". Ed effettivamente questi sistemi di civiltà sono molto diversi per storia, cultura, tradizioni e codici comportamentali.

— La residenza dell'ambasciatore, villa Abamelek, occupa 33 ettari, è la seconda tenuta per estensione della Russia all'estero. È vero che nel territorio della villa vi è un campo da calcio e si possono anche vedere volpi e ricci?

Yuri Bashmet e Laura Bortolotto
© Foto : Dmitry Grinchenko, Città di Conegliano Ufficio Comunicazione e Media

— Sì, la residenza degli ambasciatori russi in Italia, villa Abamelek, è un luogo unico, una vera perla tra le proprietà dello Stato russo all'estero. Dobbiamo ringraziare il principe russo di origine armena Abamelek-Lazarev che più di un secolo fa ha acquistato un appezzamento di terra a un chilometro dal Vaticano e vi ha fatto costruire un lussuoso edificio signorile, sale di rappresentanza, locali ad uso domestico. Oggi alla villa vivono i funzionari di rappresentanze russe a Roma con le proprie famiglie. La villa dispone di una piscina, un campo di calcio e grandi aree verdi. Si possono vedere persino volpi e pappagalli. Insomma, è un luogo ideale in cui vivere e riposare.

Noi conserviamo con cura l'eredità affidataci, ci occupiamo della ristrutturazione e della manutenzione dell'edificio. Gli ospiti russi e stranieri in visita a villa Abamelek rimangono sempre piacevolmente stupiti. 

Tags:
cultura, rapporti con la Russia, Forum culturale internazionale di San Pietroburgo, Sergey Razov, Italia, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik