19:30 21 Agosto 2018
Libri

Aleksej Kara Murza descrive l’Italia come la patria dell’animo russo

© Fotolia / adistock
Opinioni
URL abbreviato
Elena Kovalenko
1120

"Continuo a credere nella carta stampata: è bello incontrare nelle città italiane miei connazionali che utilizzano i miei libri come guida".

Il ministero degli Esteri a Mosca
© Sputnik . Maksim Blinov
Aleksej Kara Murza, storico, politologo, professore di filosofia all'Università statale di Mosca, all'Università statale di Mosca per le Relazioni Internazionali, all'Istituto di filosofia presso l'Accademia russa delle scienze e autore di una ventina di libri, ritiene di dovere il proprio successo agli "italiani russi". La prima monografia della sua antologia storica Roma russa è uscita nel 2001. Valisy Zhukovsky, Ivan Ajvazovsky, Ivan Aksakov, Ivan Bunin e Vladimir Nabokov hanno cercato l'ispirazione in quel paradiso che è il Mediterraneo. E oggi il senso di "contatto con l'eterno" è presente in ogni viaggiatore russo. I russi si sentono "russi europei" quando visitano in Italia quei luoghi commemorativi legati a Gogol, che a Roma ha lavorato alle Anime morte, a Turgenev, che a Roma ha terminato l'Asia e ha cominciato Un nido di mobili, a Chaikovsky, che ha composto La dama di picche a Firenze e la Quarta sinfonia a Venezia, a Dostoevsky, che ha scritto L'idiota a Milano e a Firenze. 

Sputnik Italia ha parlato con Aleksej Kara Murza della sua nuova opera dedicata a Ivan Turgenev e all'eterno parallelismo tra Occidente e Oriente. 

Aleksej Kara Murza
© Foto : Fornita da Aleksej Kara Murza
Aleksej Kara Murza

— Per il duecentesimo anniversario della nascita dello scrittore russo Ivan Turgenev uscirà il Suo libro Turgenev e l'Italia. Turgenev nella letteratura russa è considerato un "occidentalista" a differenza di Dostoevsky. Ma per entrambi l'Italia è il "paese dei miracoli". Perché l'Italia ha sempre attirato gli scrittori russi nonostante le loro opinioni politiche? 

— Sia Ivan Turgenev sia Fyodor Dostoevsky sono intellettuali, persone di cultura che hanno sofferto personalmente per l'operato delle autorità russe. Per entrambi, indipendentemente dal loro orientamento politico, l'Italia era un Paese in cui la Cultura vinceva sulla Politica. Non a caso Boris Zajtsev, fidato seguace ed erede letterario di Turgenev, scrittore del secolo d'argento e, chiaramente, emigrato, scriveva che Firenze è straordinaria perché lì Dante ha "sconfitto" Savonarola in un'ottica storico-culturale. In Russia, purtroppo, non è mai successo niente di simile, ma i vari adoratori russi dell'Italia (come Pushkin che purtroppo non la vide mai) sognavano proprio questo, cioè che la Russia diventasse una "Russia europea" simile al loro ideale culturale, l'Italia. 

Giorgio Mutinati
© Foto : Giorgio Mutinati

— Nella Sua famiglia vi sono dei legami con l'Italia? L'Italia è diventata per caso oggetto dei Suoi interessi di ricerca? 

— Il grande letterato e pensatore russo Nikolaj Mikhajlovic Karamzin, di cui abbiamo di recente festeggiato il duecentocinquantesimo anniversario, è genealogicamente legato al principe tataro Kara Murza. Nella nostra famiglia, una famiglia di intellettuali moscoviti laureati per quattro generazioni all'Università di Mosca, c'è sempre stato interesse per le ricerche di Karamzin sulla sua discendenza. Nella primavera del 1913 i miei nonni, l'avvocato imperiale e bibliofilo Sergey Georgievic Kara Murza e Maria Alekseevna (nata Golovkina, figlia di un ricco commerciante moscovita), partirono per un grand tour in Italia: Venezia, Padova, Firenze, Roma, Napoli, Pompei. Di quel viaggio rimase il diario del nonno: forse è stato quello a scatenare il mio interesse per il tema "I russi in Italia". Ho già scritto i libri su Roma, Venezia, Firenze, Napoli, Genova e Amalfi. I libri hanno avuto diverse ristampe anche in Italia.

Giornate della cultura russa a Milano
© Foto : EXPO 2015 RUSSIA

— Lei ha ricevuto il premio Amalfi People's Bridge per aver contribuito a sviluppare le relazioni culturali internazionali. Secondo Lei in che modo le "particolari relazioni" plurisecolari tra Italia e Russia possono contribuire all'avvicinamento dei nostri Paesi in questi tempi difficili? 

— Ho ricevuto il premio nel 2015 ad Amalfi nel giorno di Sant'Andrea Apostolo le cui reliquie, com'è noto, si trovano nel duomo di Amalfi. Al tempo ad Amalfi si teneva una presentazione del mio nuovo libro I russi ad Amalfi in cui sono raccolti racconti dei soggiorni in questa piccola città dei diplomatici russi dei tempi di Pietro il Grande e di Nabokov, Bunin e Muratov. Mi ricordo che gli amalfitani stessi erano sorpresi dalla florida storia delle nostre relazioni culturali. 

— Nel secolo di Internet è diventato popolare parlare della perdita di interesse per la letteratura ma è proprio la cultura che aiuta le nazioni a non perdere la propria identità. Lei crede che la cultura riuscirà a conservare l'Europa per la Russia e la Russia per l'Europa nel nuovo secolo?

— Continuo a credere nella carta stampata: è bello incontrare nelle città italiane miei connazionali che utilizzano i miei libri come guida come facevano più di 100 anni fa i miei nonni che avevano portato con loro in Italia l'allora recentemente pubblicato Immagini d'Italia di Pavel Muratov. Sono convinto che conoscere la storia dei viaggi russi in Italia, il destino dei miei connazionali che hanno trovato in Italia la pace (da Kiprensky e Bryullov, da Stravinksy a Brodsky) permette di capire meglio le radici europee e cristiane dei russi.

Tags:
Intervista, Aleksej Kara Murza, Italia, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik