20:39 14 Dicembre 2018
Vertice NATO a Bruxelles

NATO? Trump gioca da solo in vista dell’incontro con Putin

© AFP 2018 / Tatyana ZENKOVICH / POOL
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Tatiana Santi
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L’ultimo vertice della NATO avvolto nel caos si è trasformato in realtà in uno show di Trump, che fra provocazioni e minacce ha fatto emergere un’Alleanza sempre più debole. Gli Stati Uniti perseguono i propri interessi al di là della NATO e al prossimo vertice con Putin ad Helsinki detteranno agli alleati la linea da seguire.

Alla vigilia dei suoi 70 anni la NATO non sembra essere in ottima forma e il presidente americano con la sua trasferta in Europa ha dimostrato di condurre lui i giochi. Guerra dei dazi, sanzioni contro la Russia che danneggiano le imprese europee, la questione energetica, su tutti i fronti è Washington che comanda.

Il vertice NATO, dove il presidente americano ha dato i numeri, chiedendo agli Stati membri di spendere il 4% per la difesa e minacciando addirittura un'uscita degli Stati Uniti dall'Alleanza, si è svolto all'ombra di un appuntamento ben più decisivo: l'imminente bilaterale fra Putin e Trump ad Helsinki. Che ne sarà della NATO? Il prossimo incontro fra il presidente americano e il capo del Cremlino come influenzerà i futuri rapporti fra Europa e Russia? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari.

— Al vertice della NATO Trump ha chiesto ai Paesi membri di aumentare le spese per l'Alleanza fino al 4%. Mirko, secondo te qual è il perché di questa mossa? Che senso ha?

Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari
© Foto : fornita da Mirko Molteni
Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari

— La richiesta di Trump sembra più che altro una provocazione, perché effettivamente per i Paesi della NATO sarebbe difficile pensare ad un raddoppio delle spese laddove è già difficoltoso raggiungere il 2% entro il 2024. Trump ha più che altro voluto lanciare un messaggio agli europei circa una contraddizione fra gli attuali assetti delle spese della NATO con gli Stati Uniti che spendono più degli altri Paesi per difendere l'Europa occidentale e i Paesi europei che hanno più interesse a contrapporsi agli Stati Uniti sotto vari aspetti.

Da molte settimane inoltre è sul banco la questione dei dazi fra l'Unione Europea e gli Stati Uniti su tutta una serie di prodotti. Trump ha ricordato, additando soprattutto la Germania, la dipendenza energetica dell'Europa occidentale dalla Russia. Il ragionamento di Trump è stato quello di far venire a galla la contraddizione di fondo che permea i Paesi europei: per la loro difesa vorrebbero comunque continuare ad affidarsi agli Stati Uniti per quanto riguarda le spese, economicamente però di fatto sono concorrenti. Le dichiarazioni di Trump sul 4% sono delle provocazioni, come anche minacciare l'uscita degli Stati Uniti dall'Alleanza. Il che teoricamente potrebbe anche accadere, ma in un futuro più lontano, nel caso gli Stati Uniti vedessero che i propri interessi divergono totalmente da quelli dell'Europa Occidentale.

— Secondo te quindi i Paesi europei non aumenteranno realmente le spese per la NATO?

— Abbiamo visto Trump annunciare dal canto suo che gli europei hanno accettato le sue critiche e che spenderanno 33 miliardi di euro in più per la difesa. A loro volta i leader europei, specialmente Macron, hanno ribattuto che si trattava dell'aumento già previsto entro il 2024. Anche questo rende bene l'idea del fatto che a Bruxelles si è visto un teatro di posizioni, il quale serve a nascondere le discussioni anche più animate fra i capi di Stato a porte chiuse, che per il momento non possono essere portate all'attenzione della stampa. Vorrei anche sottolineare un aspetto che è stato poco ricordato di questo vertice.

— Cioè?

— In conferenza stampa Stoltenberg ha dato per certa la prossima adesione della Georgia all'Alleanza Atlantica. Il presidente georgiano Margvelashvili si è detto sicuro del fatto che il suo Paese verrà ammesso e Stoltenberg ne ha dato conferma. Questo fatto potrebbe riaprire un nuovo contenzioso con la Russia per quanto riguarda il fronte sud. Bisognerà vedere se si tratta di una mossa simbolica, ovvero sia lasciando al Paese un ruolo marginale e più centrato sullo scacchiere al confine con la Turchia. L'importante, ad ogni modo, è vedere che cosa accadrà ad Helsinki nell'incontro fra Trump e Putin.

— Da questo ultimo vertice la NATO ne esce indebolita?

— Sicuramente è indebolita, lo sarà ancora di più se la settimana prossima ad Helsinki Trump dovesse trovare un accordo indipendente dalla NATO con Putin, magari riconoscendo l'annessione della Crimea.

Sappiamo tutti che la Crimea è sempre stata russa fin dai tempi degli zar e fu consegnata all'Ucraina negli anni '60 da Khrushev per un gioco politico interno all'Unione Sovietica. Riconoscere l'annessione della Crimea toglierebbe significato alla maggior parte delle sanzioni economiche che l'Unione Europea attua contro la Russia da 4 anni.

Ci si ritroverebbe nella situazione paradossale in cui gli Stati Uniti vanno oltre, fanno passi avanti rispetto all'Europa e decidono di chiudere la parte della crisi ucraina legata alla Crimea. Bruxelles si troverebbe impegolata in altri 6 mesi di guerra di sanzioni con la Russia con tutti danni che ne conseguono, anche per le aziende italiane. Gli Stati Uniti invece tendono a perseguire una loro politica sempre più indipendente, quasi come la stessa NATO andasse loro troppo stretta.

— L'ultimo vertice NATO si è svolto all'ombra dell'imminente incontro fra Putin e Trump. Un incontro decisivo anche per l'Europa?

— Certo, è probabile che Trump e Putin parleranno fra molti argomenti anche della questione delle basi anti missile americane, quella di Deveselu in Romania già attiva da oltre due anni, e quella di Redzikowo in Polonia che verrà completata quest'anno. Già il ministro della difesa russo Shoigu ha sollevato la questione dei moduli di lancio dei missili antimissile SM-3 sono identici esternamente a quelli dei missili da attacco Tomahawk.

Molti generali russi temono che gli americani in queste basi stiano anche un po'mascherando lo schieramento segreto di missili Tomahawk d'attacco, che violerebbero il trattato INF del 1987, il quale proibisce in Europa lo schieramento di missili a testata nucleare di raggio compreso fra 500 e 5500 chilometri. C'è anche questo ulteriore fronte di tensione fra Stati Uniti e Russia.

Trump sicuramente farà presente a Putin che queste basi sono frutto della politica della precedente amministrazione Obama. Trump farà capire a Putin che non può semplicemente tornare indietro, però potrà cercare di fare delle concessioni, anche con il riconoscimento della Crimea russa.

— Comunque sia da questo incontro bilaterale dipenderanno, se vogliamo, anche i futuri rapporti fra Europa e Russia?

— Certo, perché gli Stati Uniti è come se con questo vertice di Helsinki facessero capire all'Europa che sono loro ancora a decidere il bello e il brutto tempo. Se si arriverà, come tutti auspichiamo, ad una nuova stagione di collaborazione e di distensione con la Russia dovranno essere gli Stati Uniti per primi a decidere di farlo e gli europei seguiranno a ruota. Da parte di Trump è anche un'affermazione dell'egemonia americana sugli alleati, gli americani vogliono mettere i propri paletti per far capire che decidono loro che direzione prenderanno gli alleati.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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Vertice NATO, UE, NATO, Donald Trump, Vladimir Putin, Europa, USA, Russia
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