23:08 19 Settembre 2018
La bandiera NATO

La Nato a pezzi

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Opinioni
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Gian Micalessin
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Esiste ancora la Nato? E’ l’Atlantismo resta l’asse portante dell’ordine politico e strategico occidentale? La domanda è cruciale.

Una rottura tra gli Stati Uniti e i suoi alleati nel corso del vertice Nato dell'11 e 12 luglio rischia di regalare un assist importante alla Russia alla vigilia del summit di Helsinki del 16 luglio tra Vladimir Putin e Donald Trump.    

I presupposti per una clamorosa rottura tra Washington e alleati europei ci sono tutti. Uno dei tre punti cruciali del vertice Nato è quello, assai controverso, delle spese militari. Trump nei giorni scorsi ha scritto ai governi di Germania, Canada, Belgio e Norvegia chiedendo l'adeguamento alla quota minima del 2 per cento del prodotto nazionale lordo prevista dalle regole Nato. Regole assai poco rispettate visto che la Germania spende l'1,22 per cento, il Canada l'1,31, il Belgio lo 0,91 e la ricca Norvegia non supera l'1,59.

Il premier italiano Paolo Gentiloni
© REUTERS / Remo Casilli
Mentre l'Italia, pur non avendo ricevuto alcuna lettera, non oltrepassa l'1,13. Ma i soldi non sono tutto. Anche un altro punto all'ordine del giorno, ovvero il rafforzamento della Nato nell'Est Europa per prevenire presunte provocazioni russe, non solleva grandi entusiasmi. Almeno non in Italia dove né Lega, né Movimento 5 Stelle condividono i timori di un'imminente minaccia. Ancor più divisiva si profila la richiesta di statunitense di tornare ad un maggior impegno di uomini e mezzi in Afghanistan. Le nazioni europee che hanno sacrificato uomini, mezzi e denaro per garantire la sconfitta dei talebani e la governabilità del paese sono poco propense a tornare in prima linea. Anche perché la missione appare irrimediabilmente compromessa dagli errori dell'era Obama. Fra i meno entusiasti ad un salto nel passato c'è sicuramente il governo Cinque Stelle Lega. L'Italia dopo aver sacrificato oltre 50 uomini in Afghanistan resta la seconda nazione come impegno militare nel paese in virtù dei circa 900 militari impegnati nell'addestramento dell'esercito afghano ad Herat. Ma il governo italiano, Lega in testa, auspica un veloce ridimensionamento del contingente.

I controversi temi di Bruxelles sono, comunque, solo la punta dell'iceberg della discordia su cui rischia lo schianto il Titanic Nato. Lo scontro sull'accordo nucleare con Teheran e i dazi su alluminio e acciaio imposti all'Europa sono ancor più devastanti. Le regole studiate dall'Unione Europea per evitare le sanzioni secondarie Usa e continuare a far affari con la Teheran minacciano di scavare un solco incolmabile con un'amministrazione Trump pronta anche allo scontro militare con l'Iran. E a rendere il tutto ancor più complesso contribuisce la presenza nella Nato di una Turchia percepita più come avversario che alleato da molti paesi europei. Primo fra tutti una Germania impegnata da tempo a vigilare sulle moschee delle comunità turche trasformate avamposti dei servizi segreti di Ankara e della predicazione dell'Islam radicale. La Turchia resta invece essenziale per gli Stati Uniti che temono di vederla allinearsi con Mosca e continuano a considerarla fondamentale per garantire alla Nato profondità strategica in caso di scontro con Russia e Iran.

Nel contesto di queste marcate frizioni interne alla Nato s'inserisce l'accordo siglato il 25 giugno da Francia, Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Estonia, Spagna, Portogallo per la creazione di una "Forza militare europea di rapido intervento". Il progetto voluto dalla Francia di Macron, e sostenuto dal governo inglese nonostante la Brexit, si configura come una sorta di piccola Nato capace di garantire gli interessi europei. E nonostante gli apprezzamenti dal segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg, prontissimo ufficialmente ad elogiare una maggiore capacità di reazione europea, è chiaro che l'alleanza a nove viene vista come una minaccia all'integrità della Nato. Una Nato che Trump ha già definito obsoleta. E che molti alleati europei incominciano a considerare poco adeguata ai propri interessi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Vertice NATO, Lega, Movimento 5 Stelle, NATO, Donald Trump, Jens Stoltenberg, Vladimir Putin, Belgio, Canada, Germania, Bruxelles, Italia, USA
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