02:42 18 Luglio 2018
Spasskaya Bashnya

Fratelli d’Italia: Russia partner commerciale e politico fondamentale

© Sputnik . Ilya Pitalev
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Tatiana Santi
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Le sanzioni alla Russia rinnovate di altri sei mesi dai Paesi membri dell’Unione Europea, compresa l’Italia, affossano il Made in Italy. A lanciare l’allarme in difesa delle imprese italiane, oltre alla Coldiretti, è anche il partito Fratelli d’Italia.

Nonostante gli ingenti danni alle imprese italiane e i documenti votati in Parlamento, l'Italia ha prolungato in seno all'Unione Europea le sanzioni alla Russia. Nessun veto da parte del governo italiano quindi, come era stato preannunciato alla vigilia del vertice europeo.

Sotto attacco il Made in Italy e gli imprenditori italiani, costretti a pagare il conto delle politiche antirusse dell'Unione Europea. Di fronte alle vere minacce di oggi sull'arena internazionale, come il terrorismo, qual è l'importanza dei rapporti fra l'Italia e la Russia? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Adolfo Urso, senatore di Fratelli d'Italia, presidente della Fondazione Farefuturo.

Adolfo Urso, senatore di Fratelli d'Italia, presidente della Fondazione Farefuturo
© Foto : fornita da Adolfo Urso
Adolfo Urso, senatore di Fratelli d'Italia, presidente della Fondazione Farefuturo

— Senatore Urso, al recente vertice di Bruxelles il governo Conte ha prolungato insieme agli altri Paesi europei le sanzioni alla Russia di altri sei mesi. A parole il governo sembrava del parere opposto, perché secondo lei ha fatto dietrofront?

— Non solo a parole, ma anche nei documenti scritti presentati in Parlamento e votati dalla maggioranza. Conte ha riferito in aula che occorreva esaminare l'eventuale proroga, invece di farne una misura automatica, come purtroppo è accaduto. Probabilmente il governo si era battuto molto sull'argomento che riteneva prioritario, cioè quello dell'immigrazione e ha ritenuto di cedere senza combattere su tutti gli argomenti economici, fra cui la proroga automatica per altri 6 mesi delle sanzioni nei confronti della Russia. Questo pur avendo espresso un parere diverso in Parlamento e nonostante una posizione contraria alle sanzioni da parte di tutte le associazioni produttive e da parte delle imprese del nostro Paese.

— Secondo lei al vertice europeo il governo ha ottenuto qualcosa di concreto sul tema immigrazione?

— Obiettivamente vi è una difficoltà concreta a capire da parte di tutti. Un conto è quello che il governo ha sbandierato, un altro sono i documenti. Gli altri attori europei, come Macron o la Merkel, così come la Spagna e i Paesi Scandinavi, leggono ciascuno a modo proprio il documento finale. Questo significa che ci sono troppe ambiguità e troppi riferimenti alla discrezionalità di ogni Paese.

— Qual è la posizione del vostro partito in merito alle sanzioni antirusse?

— La politica delle sanzioni di per sé è una politica che di fatto punisce l'Italia. Questo vale per le sanzioni alla Russia, ma anche in altri contesti specifici, come nel caso dell'Iran. Le sanzioni contro Teheran hanno avuto conseguenze negative soprattutto per le imprese italiane, ne hanno beneficiato altri Paesi, talvolta anche europei. L'Italia paga un prezzo troppo caro, perché le imprese italiane sono produttrici di manufatti. L'Italia ha più difficoltà rispetto alle imprese tedesche a aggirare le norme sulle sanzioni, è un dato inoppugnabile. Il regime sanzionatorio, è stato dimostrato più volte, non sortisce gli effetti sperati, anzi spesso ne derivano risultati controproducenti.

Siamo consapevoli che la politica sanzionatoria contro la Russia sta danneggiando le nostre imprese, ci auguriamo non vi siano ritorsioni da parte di Mosca, come temono per esempio le organizzazioni delle imprese agroalimentari. Dopo il vertice europeo queste organizzazioni hanno realizzato un documento allarmante.

— Chiederete dei chiarimenti a Lega e 5 stelle sul mancato veto?

Migranti a Ventimiglia
© AFP 2018 / VALERY HACHE

— Ci auguriamo che il governo, una volta che ha accettato questa proroga, agisca anche sul piano bilaterale per evitare ritorsioni da parte della Federazione Russa, soprattutto nei confronti delle imprese produttrici italiane. È un impegno che chiediamo in maniera esplicita al governo e al Ministero degli Esteri. Chiediamo, inoltre, che l'Italia, così com'è scritto nel contratto di governo, ritenga la Russia un ottimo partner commerciale e non solo. Come si concilia questo con l'atteggiamento supino nei confronti di chi voleva la proroga delle sanzioni senza discussione non ce lo spieghiamo. Chiediamo vengano rispettati gli impegni presi, bisogna quindi agire per limitare i danni alle imprese italiane e in sede europea perché non si proceda in maniera automatica nella proroga delle sanzioni nei confronti di un partner così importante come la Russia.

— Non solo da un punto di vista economico, ma anche politico, per l'Italia qual è l'importanza dei rapporti con la Russia?

— Le cito un esempio ormai storico nelle relazioni fra Oriente e Occidente, fra Alleanza Atlantica e Russia, ovvero sia quello di Pratica di Mare. L'allora governo Berlusconi riuscì con un colpo politico magistrale a far comprendere all'Alleanza Atlantica di dover instaurare un rapporto privilegiato con la Federazione Russa.

Quello spirito realizzato dal centrodestra è lo spirito giusto per fronteggiare i pericoli che noi tutti corriamo, per esempio per quanto riguarda il fondamentalismo islamico. Questi pericoli purtroppo si stanno moltiplicando sullo scacchiere internazionale. L'Europa e l'Occidente hanno bisogno di un rapporto continuativo con la Russia proprio per tentare di porre freno alla moltiplicazione dei rischi che si stanno alimentando sulla scena globale. Quindi partner commerciale, ma certamente anche partner politico fondamentale per l'Italia, ma non solo, anche per l'Unione Europea e per l'Alleanza Atlantica.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Sanzioni contro la Russia, Intervista, immigrazione, Fratelli d'Italia, Russia, Italia
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