18:47 16 Luglio 2018
Leonardo da Vinci

In Italia svelata la prima pittura di Leonardo Da Vinci

© AFP 2018 / LOUISA GOULIAMAKI
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Marina Tantushyan
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Annunciano la straordinaria scoperta della quadrella, intitolata "L'Arcangelo Gabriele, pittura d'Eterna vernice", il Prof. Ernesto Solari la Dott.ssa Ivana Rosa Bonfantino.

La più antica opera pittorica di Leonardo da Vinci datata 1471, la prima a riportare una firma autografa del maestro della Gioconda, ma soprattutto, il suo primo autoritratto, sarebbe un Arcangelo Gabriele dipinto su una piastrella in terracotta invetriata di forma quadrata delle dimensioni di 20×20 cm.

Annunciano la straordinaria scoperta della quadrella, intitolata "L'Arcangelo Gabriele, pittura d'Eterna vernice", il Prof. Ernesto Solari, studioso leonardiano di fama mondiale e autore di numerosi studi sul genio toscano e la Dott.ssa Ivana Rosa Bonfantino, professoressa di grafologia comparata all'Università Lumsa di Roma. Per completare lo studio ci sono voluti tre anni di ricerche e 6 mila documenti.

Come arrivò Leonardo a produrre quest'opera? Cosa inspirò il giovane Da Vinci? Quando fu ritrovata e come si è arrivati a determinarne l'origine? Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento il Professor Ernesto Solari.

— Professore, come avete scoperto che questa opera è stata realizzata da Leonardo e contiene la sua prima firma autografa? Qual è il contenuto del suo studio storico artistico?

— Quando mi portarono questa quadrella, vidi subito che era una maiolica, pensai che era una maiolica a lustro perché aveva tutti gli effetti particolari, quasi metallici e luminosi, un gioco di colori particolari. Infatti, gli esami hanno smentito questo fatto e hanno confermato che si tratta di una maiolica dipinta a simil-lustro, cioè praticamente è un falso lustro. Nel senso che nel 400, nella zona tra Montelupo e Bacchereto non c'erano troppi soldi per fare le maioliche del lustro che si fa con tre passaggi di cottura. Mentre invece la maiolica normale viene fatta con due passaggi di cottura. E siccome c'era una concorrenza con dei maiolicari spagnoli, è stato deciso di effettuare le maioliche che imitavano il lustro. A Bacchereto c'era la fornace dei nonni di Leonardo e quindi li vennero fatti questi esperimenti di maiolica a simil-lustro che richiedevano la grande abilità di un bravo pittore. Quindi, la quadrella nasce dalle necessità dei nonni paterni di produrre e di vendere le maioliche ai prezzi accessibili. E loro sfruttarono l'abilità di un giovane Leonardo che si era appena uscito dalla bottega del Verrocchio e che si affacciava al mondo del lavoro.

Il mio studio invece è basato sul confronto con le opere che hanno preceduto l'opera leonardesca perché uno studente cerca sempre di imparare dai suoi predecessori. Io ho cercato di capire quali potevano essere gli elementi studiati e assimilati dal giovane, dallo studente Leonardo e devo confermare che sono gli elementi molto importanti che poi ritroviamo anche sulle sue opere a seguire, fino a maturità.

— La maiolica è stata analizzata in tre laboratori diversi. Quale analisi è stata, a Suo avviso, la più importante?

— Sicuramente l'esame più importante è stato la termoluminescenza che stabilisce una datazione sulla base dell'ultimo passaggio di cottura. Quindi, la data non può essere un falso perché se fosse stato falsificato sia la firma che il dipinto, avrebbe avuto come resultato della termoluminescenza la data della falsificazione. Invece come datazione è venuto fuori 1415-1515. C'è una forbice di cento anni che di solito si taglia a meta e quindi si conferma come data 1471, che era scritta sopra dell'opera come data di realizzazione.

— La Sua collega grafologa Dott.ssa Bonfantino è riuscita a portare alla luce il rebus di Leonardo. Potrebbe raccontare brevemente i resultati della sua indagine grafologica?

— E' stata un'indagine molto lunga. Dott.ssa Bonfantino è andata a Firenze per confrontare con tutti i documenti scritti e con le poche firme esistenti. Ha fatto un lavoro immane e ha decifrato questa scritta che un rebus che parte dal nome: "Io, Vinci Leonardo" e poi si collegano anche i numeri che corrispondono sia alla data di nascita di Leonardo 1452, che al numero dell'Arcangelo Gabriel, 72, perché le due lettere Gb corrispondono alla settima e alla seconda lettera. Il rebus dice: "io na 52-io 72-a 1471" che in sintesi significa "mi sono autoritratto come Arcangelo Gabriele". Quindi, Leonardo afferma che questa quadrella è il suo primo autoritratto.

L'Arcangelo Gabriele, pittura d'Eterna vernice
© Foto : Be Creative Business
"L'Arcangelo Gabriele, pittura d'Eterna vernice"

 Perché Da Vinci si identificava proprio con l'Arcangelo Gabriele? È stata una scelta causale?

— L'Arcangelo Gabriele era come un star, nel senso che era molto noto in quel periodo ed aveva molta attenzione anche per l'apparizione concessa al Beato Amadeo da Silva che aveva avuto delle visioni che vennero riconosciute dal Papa.

 Quando l'opera fu realizzata, Leonardo aveva quasi 19 anni ed aveva appena terminato il suo apprendistato presso la bottega di Andrea Verrocchio. Cosa voleva dimostrare il giovane Da Vinci con questa sua prima opera?

— Lui era nato in mezzo a questa fornace e fino a tredici anni ha vissuto li con i nonni e manipolando la creta, Leonardo aveva una grande ammirazione per la maiolica. Il dipinto invetriato è stato realizzato da Leonardo Da Vinci per dimostrare la superiorità della pittura sulla scultura perché la maiolica è eterna. Cioè praticamente la maiolica era l'eterna vernice, come lui la definisce, e di fatto era più longeva di tutte le altre forme d'arte. Quindi, Leonardo aveva una sorta di ammirazione verso questo tipo di tecnica che era una tecnica molto difficile anche perché dopo il secondo passaggio di cottura non si sa mai cosa viene fuori. In fatti anche in questa quadrella ci sono degli elementi che sono scomparsi dopo la seconda cottura… 

— A chi appartiene oggi la quadrella e come mai i suoi proprietari hanno deciso di sottoporla a tutti questi esami solo adesso?

— Gli attuali proprietari della quadrella sono dei decidenti della famiglia antica e nobiliare Fenicia di Ravello che era al servizio degli Aragonesi. Gli attuali eredi hanno ricevuto questa opera per atto testamentario alla fine del 800 e chiaramente loro non sapevano che era di Leonardo. Visto la bellezza di questa quadrella hanno deciso di chiedere qualche esperto di fare gli esami. Hanno intuito che la scritta più leggibile del resto, 1471, potesse avere a che fare con il Rinascimento.

— Come definirebbe il valore di questa opera?

— Essendo la prima opera in assoluto di Leonardo, l'unica opera giovanile che abbiamo, e visto come il mercato si è impazzito negli ultimi tempi, direi che è estremamente difficile dare una valutazione. Abbiamo visto che il Slavator Mundi ha raggiunto queste cifre incredibili, ma qui abbiamo l'unica opera firmata e quindi, secondo me, ha un valore inestimabile.

— Una copia dell'opera dal 22 giugno è stata esposta al Museo da Vinci Experience di Roma insieme alla macchina per quadrella del Maestro. Che destino prevede invece per l'originale? La famiglia di Fenicia di Ravello ha intenzione di venderla?

— Visto i rischi che corrono, secondo me, i proprietari hanno intenzione di darla via. Poi sinceramente non lo so, se avranno la possibilità di farlo. A mio avviso, sarebbe meglio che non andasse all'estero, ma che rimanesse in Italia perché abbiamo già perso la Gioconda, La Sant'Anna e le opere più importanti di Leonardo.

— Ci saranno condotti ulteriori ricerche su ritratto e il dibattito si chiude qui?

— Io mi sono dichiarato disponibile. Chiaramente è già stato fatto tutto ciò che era possibile fare. Tutto quello che era necessario per scoprire cosa c'è e non c'è sotto è stato fatto. Il Trattato di Pittura di Leonardo contiene una ricetta su come fare le maioliche e tutti gli ingredienti che fanno parte di quella ricetta sono statti trovati negli esami effettuati. Quindi non vedo cosa ci possa fare ulteriormente…

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Leonardo da Vinci, Italia
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