22:34 19 Ottobre 2018
Migranti a Ventimiglia

Immigrazione, un appello da Ventimiglia

© AFP 2018 / VALERY HACHE
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Tatiana Santi
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“Italia vomitevole”, “i sovranisti in Europa sono come la lebbra”, da giorni assistiamo alle battute amichevoli del governo francese nei confronti dell’Italia, ma se il problema immigrazione in Italia non esistesse, come sostiene Macron, perché gli alleati francesi chiudono le frontiere? Un appello da Ventimiglia.

Migranti a Ventimiglia
© AFP 2018 / JEAN-CHRISTOPHE MAGNENET
Di immigrazione si parla sempre dalle tv ai giornali e ai grandi vertici europei, ma a scontrarsi con il problema faccia a faccia sono i comuni, i sindaci, i semplici cittadini e gli immigrati stessi. In alcune zone come le città di frontiera le situazioni spesso diventano incontrollabili.

Un esempio su tutti è il comune di Ventimiglia, dove al centro di accoglienza oltre alle centinaia di migranti presenti potrebbero arrivarne altri nei prossimi giorni. I bravi francesi che danno lezioni all'Italia non solo cacciano i migranti dai propri confini verso l'Italia, ma mandano i propri gendarmi a controllare il territorio italiano.

Proprio per trovare una soluzione a questa complessa situazione il sindaco di Diano Marina, presidente della Commissione Immigrazione per l'Anci di Genova, ha inviato una lettera al Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Come andrebbe gestito al meglio il fenomeno dei centri d'accoglienza e dell'immigrazione? Sputnik Italia ha raccolto la testimonianza diretta del sindaco Giacomo Chiappori.

— Sindaco Chiappori, in che cosa consisteva la sua lettera appello al ministro dell'Interno Salvini? Quali sono le sue preoccupazioni?

— Io sono presidente della Commissione Immigrazione per l'Anci di Genova per i piccoli comuni. Su input anche del sindaco di Ventimiglia sono andato a vedere il centro di accoglienza di Ventimiglia, il quale serve da elastico per le persone che arrivano e vanno via per non trovarsele in mezzo alla strada o sotto i ponti. Nei giorni in cui l'ho visitato c'erano circa 300 persone, con quella capacità il centro funziona bene. Il problema è che queste persone escono, vanno in giro per la città, ogni tanto creano qualche problema.

Lo scopo della lettera per Salvini era sollevare questo tema e cercare di trovare delle soluzioni insieme per far sì che Ventimiglia ritorni ad essere una città normale. Una simile situazione va gestita meglio.

— Il Ministro ha risposto, c'è stata una reazione?

— No, non ha ancora risposto, pensavo di sentirlo telefonicamente. Abbiamo anche l'onorevole Di Muro che qualche cosa dovrebbe fare, stando a Roma potrebbe vedere direttamente il Ministro. La questione è istituzionale, è evidente che il ministro mi risponderà oppure lo chiamerò io personalmente. Il vero problema nasce adesso però.

— Cioè?

— Il sindaco di Ventimiglia mi ha chiamato dicendo che ci saranno dei nuovi arrivi. Il problema vero è la Francia che ha richiuso le frontiere creando anche scompensi ai nostri transfrontalieri. La Francia che dà lezioni a noi, prende rimedi drastici e poi succedono cose che non devono accadere. Dobbiamo parlare anche di questi accordi, i francesi non possono rimandarci indietro tutti i migranti che si ritrovano al di là del confine. Noi potremmo fare lo stesso allora. Parliamo di un traffico di persone, solo la storia ci racconterà chi l'ha gestito, è una schiavitù moderna senza catene, ma esiste. Costerebbe un terzo aiutarli a casa loro.

L'immigrazione è diversa, quando gli italiani emigrarono nessuno di loro fu tenuto comodamente in un hotel, pagato e spesato. Siamo andati in America dove abbiamo lavorato, abbiamo esportato anche qualche disgrazia che abbiamo, però siamo andati in una terra che aveva necessità di braccia e abbiamo lavorato come delle bestie. Qui la situazione è completamente differente, anzi crea dei problemi per i residenti che non hanno lavoro e non riescono a trovarlo. C'è qualcosa che non va.

— La situazione a Ventimiglia pesa sulla popolazione?

— È un riflesso naturale di quella che è una gestione sbagliata. Il centro serve, perché fa da elastico nei momenti necessari, purtroppo pesa perché dal centro i migranti escono: c'è chi cerca il passeur che lo porta dall'altra parte, c'è chi con le cuffie e lo zainetto sta tutto il giorno a bighellonare per una città che già ha seri problemi. Io sono sindaco di Diano, quasi tutti i giorni dei cittadini mi chiedono perché paghiamo 35 euro al giorno per loro e noi che abbiamo costruito il Paese abbiamo 400 euro di pensione. Questo è il leitmotiv, sono storie vere, non stupidate.

Salvataggio alla italiana
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Salvataggio alla italiana

— Che cosa direbbe al presidente francese secondo cui in Italia non c'è il problema immigrazione?

— Macron è una persona sconosciuta al mondo e che in un giorno si è ritrovato a fare il presidente. Non parliamo di un De Gaulle qui, né di un Mitterand. Dice le cose in maniera sbagliata, lo dice in maniera poco elegante. Se il problema in Italia non esiste, perché non se li prende lui, perché non apre le frontiere, perché i gendarmi li vengono a controllare nel nostro territorio? I suoi ragionamenti stonano. Lui deve affrontare il problema come lo deve affrontare l'Europa. La Spagna non può fare asse con la Francia quando spara sui migranti e alza i muri sui suoi confini. Noi abbiamo detto solo una volta di fermare i flussi e nel dirlo abbiamo creato il problema…

— Di che cosa avrebbero bisogno i sindaci per far fronte al fenomeno migratorio sul territorio?

— Io posso parlare per la nostra zona e per Ventimiglia. Ventimiglia è una città di confine, quindi bisogna trovare un giusto equilibrio con la Francia. Il centro d'accoglienza ha una certa capacità, non possono arrivarci 10 mila persone. Bisogna trovare una strada e una soluzione per le persone che ci vivono. Una proposta inoltre che farò al ministro, se lo vedo, è aumentare il controllo in città per far star tranquilli i cittadini. Infine chi è nel centro si deve alzare al mattino, dalle 9 fino alle 13 deve dedicare del tempo alla città che lo ospita, lavori socialmente utili. Non possono non fare niente dalla mattina alla sera. Se queste persone tengono puliti i giardini, se la gente si sente sicura allora sarà un'altra storia. Siamo un popolo cattolico, possono dire quello che vogliono, ma noi non siamo razzisti e neanche la vogliamo quell'etichetta.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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Migranti, Matteo Salvini, Giacomo Chiappori, Ventimiglia, Italia
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