03:50 17 Luglio 2018
La veduta della Torre Spasskaya del Cremlino di Mosca e del cattedrale di San Basilio a Mosca.

Valdegamberi: “no” al rinnovo delle sanzioni alla Russia

© Sputnik . Vladimir Astapkovich
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Eliseo Bertolasi
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Il 28 e 29 giugno si terrà la riunione annuale del Consiglio europeo che viene organizzata con cadenza trimestrale.

Nell'attuale appuntamento, tra i vari punti in agenda, anche quello del rinnovo delle sanzioni alla Russia, la cui scadenza è prevista per la fine di luglio. In quest'occasione si capirà in maniera inequivocabile fin dove si spinge la discontinuità del nuovo governo Lega-5 Stelle rispetto ai precedenti governi PD.

Si tratta del primo Consiglio europeo che vedrà la partecipazione del premier Giuseppe Conte.

L'Italia che il premier Conte dovrà rappresentare al vertice europeo è un Italia sostanzialmente diversa, rinnovata, rispetto a quella dei precedenti governi. È un Italia che sta visibilmente rialzando la testa e che sta ritrovando il proprio orgoglio nazionale, destando non poco sgomento e irritazione agli euroburocrati di Bruxelles abituati a un'Italia scontata e asservita a ogni loro vessazione.

Sul vessillo innalzato dal nuovo governo ora ci sono gli interessi dell'Italia e degli italiani; nei precedenti governi questi interessi venivano regolarmente sacrificati in nome di istanze sempre straniere: Parigi, Berlino, Bruxelles, Washington..  Agli italiani solo mortificazioni: più migranti, più austerità, più perdita di sovranità, più annichilimento del paese.

Alla luce di queste considerazioni la revoca delle sanzioni alla Russia assume perciò una valenza decisiva. In questi anni, dalla loro entrata in vigore nel 2014, non solo hanno dimostrato la loro inefficacia ma, soprattutto, si sono trasformate in un reale effetto boomerang contro gli interessi economici italiani.   

Stefano Valdegamberi
© Foto : fornita da Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi, il consigliere della Regione Veneto, promotore "storico" dell'iniziativa che ha portato il Consiglio regionale veneto, nel maggio del 2016, al riconoscimento della Crimea come territorio integrante della Federazione Russa,  ha spiegato a Sputnik Italia l'importanza di questo passo cruciale:

— Il prossimo 28 giugno al Consiglio d'Europa mi auguro l'Italia abbia il coraggio di dire "no" al rinnovo delle sanzioni alla Federazione Russa, in quanto sono risultate un metodo del tutto inefficace per risolvere i conflitti geopolitici oltre che gravemente dannoso per l'economia, soprattutto quella del nostro Paese, principale vittima delle contro-sanzioni russe.

— Si tratta ormai di perdite ingenti?

— Le perdite subite nel settore agricolo e agro-industriale in Italia ammontano a svariate miliardi di euro, sicuramente superiori a quelle della Germania e di altri Paesi europei. Le nostre imprese hanno perso mercati un tempo in crescita e le ripercussioni avranno effetti negativi irreversibili, anche dopo la fine delle sanzioni. Il paradosso è che le sanzioni hanno fatto più male a noi che al mercato russo che vede ora un momento di sviluppo e crescita, proprio nel settore agricolo e agroindustriale, a discapito soprattutto dei prodotti tipici italiani, dalla frutta, alla pasta, alla carne e al settore lattiero-caseario.

— L'Italia dovrebbe quindi ritornare a normali relazioni economiche con la Russia?

— Certo! La Russia è un partner imprescindibile per l'Unione Europea, non solo per la creazione di una grande area di mercato euroasiatico ma anche per ragioni di sicurezza internazionale.

— Cosa ti aspetti dal nuovo governo italiano?

— Che inverta la rotta rispetto al passato. Questo è ciò che tutti si aspettano dal nuovo governo a guida Lega-5Stelle, come ha ben evidenziato nel suo stesso programma. Questo non vuol dire mettere in discussione l'attuale alleanza atlantica, ma semplicemente indirizzarla in un processo di cooperazione anziché di scontro e conflittualità. L'apertura dei mercati con la Russia si rende ancor più impellente ora che i partner americani stanno praticando una politica protezionistica con i dazi che colpiscono L'Europa. Senza una discontinuità con il passato l'UE rischia di essere stretta in una morsa, tra est ed ovest. Il governo italiano abbia il coraggio di questo atto di discontinuità che molte nostre imprese stanno chiedendo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Cibo, Sanzioni contro la Russia, Sanzioni, relazioni Italia-Russia, governo, Giuseppe Conte, Stefano Valdegamberi, Veneto, Crimea, Italia, Russia
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