23:19 23 Ottobre 2018
Le salme di San Nicola a San Pietroburgo

San Nicola potrebbe essere considerato un ponte tra Santa Sede e Russia

© Sputnik . Михаил Киреев
Opinioni
URL abbreviato
Marina Tantushyan
870

A due anni dalla vis a vis storica tra Francesco e Kirill come si sono svilupati i rapporti fra Vaticano e Mosca? Riusciranno le Chiese a superare le differenze? E dove si svolgerà il secondo incontro tra Papa e Patriarca?

Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista don Stefano Caprio, in passato missionario in Russia e ora docente di Storia e Cultura russa al Pontificio Istituto Orientale di Roma.

— Il testo dell'Avana parlava anche della "comune venerazione dei santi". Il 21 maggio del 2017 le reliquie di San Nicola sono state traslate in Russia dalla basilica di Bari. Si tratta di un evento unico perché per 930 anni le reliquie non hanno mai lasciato la città italiana. A Suo avviso, San Nicola potrebbe essere considerato un ulteriore ponte tra Santa Sede e Russia?

— Il pellegrinaggio della reliquia di s.Nicola in Russia è stato il primo frutto visibile dell'incontro dell'Avana, dove il patriarca Kirill aveva fatto un'esplicita richiesta al papa in questo senso; si è dovuto "smurare" il sarcofago per estrarre la reliquia. La venerazione di s.Nicola è stata un ponte storico tra gli slavi, i greci e i latini, per motivi che si perdono nella storia; all'epoca delle Crociate, quando diventava troppo difficoltoso il pellegrinaggio in Terra Santa e perfino a Costantinopoli, Bari divenne un'alternativa importante per aiutare i russi a ritrovare le radici originarie del cristianesimo, a cui essi si erano uniti solo alla fine del primo millennio. Oggi la questione è il cristianesimo del terzo millennio, in un mondo molto secolarizzato, e questa risorsa spirituale diventa quanto mai preziosa per tutti.

Il prossimo 7 luglio il papa Francesco ha convocato tutti i cristiani orientali a Bari per una comune preghiera di pace. Si prevede la visita del patriarca ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli, e Mosca invierà il metropolita Ilarion, anche se molti sperano nell'arrivo dello stesso patriarca Kirill. Il capo della Chiesa russa, del resto, ha visitato molte volte Bari da monaco, da vescovo e da metropolita, e prima o poi è molto probabile che la visiterà anche da patriarca.

— La guerra in Ucraina è vista da molti come una ferita aperta nei rapporti tra il Vaticano e Mosca. Come, secondo le Sue previsioni, si evolverà questo conflitto?

— Il conflitto tra Russia e Ucraina non riguarda solo le Chiese, ma la stessa concezione dell'Europa: è il vero confine, ukraina, tra oriente e occidente europeo. È una questione che si trascina dal Medioevo, nel confronto tra slavi orientali e occidentali. Il territorio-simbolo del conflitto, la Crimea, è stato il teatro di questi scontri in tante occasioni: è stata colonia greca, genovese, turca, tartara… è la terra del battesimo del principe Vladimir a Chersoneso, prima dell'intero popolo della Rus' a Kiev, prima ancora fu visitata da Cirillo e Metodio, che recuperarono le reliquie di papa Clemente per riportarle a Roma. Partecipando alla guerra di Crimea nell'Ottocento i Savoia ottennero la possibilità di iniziare l'unificazione dell'Italia; in quell'occasione, la Russia perse la sua credibilità internazionale, come è avvenuto con la fine dell'Unione Sovietica. Basterebbero questi esempi per dire che la questione riguarda tutto il continente, e l'Unione europea dovrebbe cogliere l'occasione per affrontare seriamente i problemi della propria identità storica e delle prospettive future, in dialogo con la Russia.

La Russia stessa, del resto, non può fingere di non essere parte dell'Europa. Le visioni eurasiatiche del "mondo russo" non devono isolare la Russia, al contrario dovrebbero suggerire una nuova apertura non genericamente "all'Occidente", ma proprio alle "nazioni sorelle" d'Europa. Le alleanze asiatiche, infatti, non faranno della Russia una vera superpotenza, ma solo uno "junior partner" della Cina, dell'India o del Giappone.

— Secondo la stampa italiana, la Bielorussia potrebbe essere il luogo di un possibile prossimo incontro tra Papa Francesco e Patriarca di Mosca Kirill. Come commenterebbe questa notizia? Perché si parla della Bielorussia?

— Il papa visiterà in settembre i paesi Baltici, e in quell'occasione i cattolici bielorussi si recheranno in pellegrinaggio a visitarlo. Più volte i vescovi cattolici bielorussi hanno invitato papa Francesco a Minsk, e lo stesso presidente Lukashenko ha dichiarato che sarebbe felice di accoglierlo. Anche la Bielorussia è terra d'incontro tra cattolici e ortodossi, ma senza il problema degli "uniati" greco-cattolici, che non sono rilevanti in quel territorio. Potrebbe essere una buona opportunità per un incontro molto vicino alle terre storiche dei russi, anche se il tempo per ora appare prematuro; per ora sembrano più probabili altre soluzioni "neutre", magari meno esotiche dell'Avana, in Europa o in Medio Oriente. Sarebbe veramente profetico se il papa e il patriarca si incontrassero magari proprio in Ucraina.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Attacco vaticano contro la finanza speculativa
Papa Francesco: Dio è una cipolla. Hacker viola il sito del Vaticano
Esperto: l’Occidente ostacolerà la normalizzazione delle relazioni Cina-Vaticano
Tags:
religione, relazioni Italia-Russia, Patriarca Kirill, Papa Francesco, Bari, Italia, Vaticano, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik