21:43 14 Novembre 2018
I migranti nella nave Acquarius

Italia, dopo il no all’Aquarius ecco lo sdegno ipocrita dell'Europa

© REUTERS / Karpov/SOS Mediterranee
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Marco Fontana
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Il presidente francese Macron, al termine del Consiglio dei Ministri a Parigi, ha denunciato una forma di cinismo e di irresponsabilità da parte dell'Italia nel caso della nave Aquarius.

A un'Italia che cerca di rialzare la testa imponendo la sua linea sul tema immigrazione, l'Unione Europea risponde schiumando di rabbia, tramortita e stupita dalla tenacia con cui il duo Salvini-Toninelli sta mantenendo la rotta impostata prima delle elezioni, sempre per restare dentro la metafora marinara. Il nostro Paese è in queste ore sommerso da critiche interne schizofreniche, lanciate da coloro hanno avuto diversi anni a disposizione per risolvere il problema di cui ora accusano chi sta al governo da qualche giorno; e anche dagli insulti provenienti dai vertici politici di altri Stati membri. C'è molto poco di politically correct nelle critiche volgari e ipocrite dei leader o ministri europei che avevano in passato fatto spallucce di fronte alle legittime richieste italiane di affrontare in modo unitario l'emergenza migranti. 

Il presidente francese Macron, al termine del Consiglio dei Ministri a Parigi, ha denunciato una forma di cinismo e di irresponsabilità da parte dell'Italia nel caso della nave Aquarius. La dichiarazione è arrivata dopo quella di Gabriel Attal, portavoce del partito La République En Marche, rilasciata alla canale televisivo Public Sénat:

Considero che la linea del governo italiano sia vomitevole. E' inammissibile fare della piccola politica su delle vite umane… in questa maggioranza non si fa politica con i tweet.

L'indignazione francese ha avuto seguito anche in Spagna, il cui ministro della Giustizia Dolores Delgado ha commentato la decisione italiana di non accogliere l'Aquarius con queste parole:

Non è questione di buonismo o generosità, ma di diritto umanitario. Ci possono essere responsabilità penali internazionali per la violazione dei trattati sui diritti umani.

Davvero eccellente: allo sdegno ipocrita si aggiunge pure la velata minaccia!

La stampa nazionale e internazionale non poteva lasciarsi sfuggire un'occasione così ghiotta per sparare titoloni e frasi a effetto. El Pais parte in quarta con l'articolo L'Italia blocca i versamenti alla Turchia per i rifugiati, notizia che è stata categoricamente smentita dal governo Conte. Dalle colonne del prestigioso The Guardian, l'attivista per i diritti dei rifugiati Daniel Howden attacca i governi italiano e maltese definendoli troppo occupati a fare politica sotto forma di hashtag di facile presa. Lo stesso Howden attacca persino il governo britannico, reo di aver fatto lo stesso negli anni passati, e quello tedesco, troppo impegnato per commentare le scorrerie salviniane mentre i suoi leader emanavano leggi sempre più rigide in materia di asilo in risposta al macabro omicidio di un'adolescente. Il giornale francese Libération, da parte sua, accusa il nostro governo definendo "populiste" le sue azioni contro l'approdo dell'Aquarius.

Infine, il settimanale cattolico Famiglia Cristiana chiosa: Pare proprio che l'Italia voglia dare una lezione di disumanità all'Europa. Ci siamo dimenticati di essere uomini. il comportamento dell'Italia è in violazione di tutte le leggi umanitarie possibili e immaginabili, dal codice della navigazione alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

In controtendenza rispetto all'atmosfera generale, si registra la posizione di Dimitris Avramopoulos, commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza: L'incidente dell'Aquarius dimostra che il nostro lavoro non è finito e non lo sarà presto. Dobbiamo essere preparati. Non ci possiamo permettere si ripeta un nuovo 2015, abbiamo bisogno di un approccio comune strutturato, con solidarietà e responsabilità condivisi.

L'Istituzione europea sembra non voler aprire un fronte contro il Governo italiano appena insediato, e lascia quindi che gli scontri si consumino tra i vari capi di governo e ministri. Ma è una situazione paradossale, visto che gli stessi che riversano sull'Italia ogni tipo di insulto sono quelli che dovrebbero darsi delle regole comuni e condivise sulle politiche migratorie. Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha certamente vinto la prima battaglia: ora però inizia la guerra vera e propria dentro i palazzi europei del potere. L'UE farà resistenza alle riforme, perché alcuni Stati che da sempre trattano gli altri come subalterni dovranno per lo meno rispondere delle loro scelte alla stampa. Esempio: perché Macron non ha accettato di accogliere la nave Aquarius in Francia? Per la semplice ragione che da tempo attua una politica di respingimenti analoga a quella attuata ora dal Governo italiano. È evidente a tutti che le lezioni di etica dell'accoglienza vadano date solo quando si accoglie lo straniero anche in casa propria, non quando si fa la cernita di quali profughi prendersi e quali no, come fa solitamente la Germania. Fino ad oggi su alcuni temi scottanti si è applicata in Europa la massima orwelliana del "Qualcuno è più uguale degli altri": i cittadini italiani ormai lo hanno capito e adesso non vogliono più tornare indietro.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

Tags:
Migranti, Caso della nave Aquarius, Matteo Salvini, Italia
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