18:09 18 Novembre 2018
APCE, Assemblea Parlamentare Consiglio d'Europa

Europa e Russia insieme troppo forti per gli Stati Uniti

© Sputnik . Vladimir Fedorenko
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
7260

Legami culturali, storici e commerciali, l’Europa e la Russia sono fondamentali l’una per l’altra, unite formerebbero un blocco imbattibile. Gli ottimi rapporti russo-europei prima delle sanzioni, dettate da Washington, erano diventati troppo scomodi per gli americani. L’Europa prolungherà nuovamente le sanzioni?

A luglio l'Unione Europea si esprimerà sulle sanzioni alla Russia, misure restrittive che hanno fortemente danneggiato le imprese europee, in primis quelle italiane. Nonostante ciò le relazioni commerciali, così come quelle culturali, fra Italia e Russia non si fermano a prescindere dalle politiche ostili nei confronti di Mosca di Bruxelles e Washington.

Paolo Borgognone, saggista, autore
© Foto : fornita da Paolo Borgognone
Paolo Borgognone, saggista, autore

Una cooperazione a 360 gradi in realtà fra Europa e Russia non farebbe che giovare a tutte le parti, ma riallacciare i rapporti sarà un'impresa fattibile visti i diktat d'oltreoceano? L'avvento del governo gialloverde permetterà di rivedere i rapporti con Mosca anche nell'ambito dell'Unione Europea? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Paolo Borgognone, saggista, autore di svariati libri fra cui "Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell'Ucraina postsovietiche", "Deplorevoli? L'America di Trump e i movimenti sovranisti in Europa".

— Una cooperazione più stretta fra Unione Europea e Russia gioverebbe a tutti. Paolo Borgognone, che ne pensa?

— Penso che la cooperazione fra Europa e Russia sia indispensabile a tutti i livelli: commerciale, economico, politico, culturale e anche militare. Parlo di una cooperazione a tutto campo perché l'Europa e la Russia sono indispensabili l'una per l'altra per la loro storia e per la reciproca tradizione culturale e identitaria. Questo processo di cooperazione potrà essere implementato attraverso la rimozione delle sanzioni che l'Unione Europea ha imposto, su mandato americano, alla Russia. L'Ue è dominata da un'ideologia politica molto precisa, quella del liberalismo di mercato transatlantico.

La cooperazione fra Europa e Russia avvicinerebbe i Paesi della Ue all'identità politica tradizionale europea e russa, cioè sarebbe utile all'Europa per ritrovare sé stessa, anche a livello culturale. L'Europa si dovrebbe costituire attraverso una più grande integrazione eurasiatica, che guardi alla Russia tramite l'alleanza fra Germania, Italia e Russia. Nonostante le passate inimicizie e i rapporti a volte altalenanti, questi Paesi sono legati da una sorta di imprescindibile vincolo storico, quello dell'identità tradizionale imperiale. Gli Stati Uniti e la talassocrazia anglosassone guardano con sospetto e ostilità ad un'alleanza eurasiatica di questo tipo.

— Le sanzioni hanno frenato i buoni rapporti fra Europa e Russia danneggiando probabilmente di più le imprese europee, in primis italiane, no?

— I rapporti prima delle sanzioni erano buoni, per qualcuno oltreatlantico e a Bruxelles risultavano anche "troppo buoni", per questo hanno voluto metterli in crisi. Questo qualcuno va ricercato nelle cancellerie europee totalmente contrarie all'identità europea, ma favorevoli a una proiezione dell'Europa in chiave esclusivamente transatlantica. Negli Stati Uniti attualmente è in corso una vera e propria guerra politica all'interno delle élite dominanti: fra la frazione protezionista trumpiana e quella legata ai settori neocon. Trump ha segnato in qualche modo una frattura interna alla continuità politica e militare statunitense degli ultimi anni.

L'Unione Europea ha imposto le sanzioni alla Russia su dettato americano e Obama poco prima di dimettersi dalla sua carica di presidente, è andato a Berlino e ha investito Angela Merkel dell'eredità ideologica e geopolitica della sua presidenza. L'Unione Europea oggi continua sulla linea di Obama con le sanzioni alla Russia e guarda con aperta ostilità alla linea dialogante e protezionista in qualche modo intrapresa dall'ala "nazionalista", trumpiana, della nuova amministrazione Usa.

L'Italia e la Russia sono legate da un comune destino non solo culturale, ma anche da un percorso storico contingente: sono due Paesi che hanno da perdere nel momento in cui la globalizzazione liberale si afferma a livello potenzialmente globale. Mentre le talassocrazie, invece, Gran Bretagna e Stati Uniti in primis, guadagnano anche dal punto di vista economico nel momento in cui l'unipolarismo va affermandosi. L'ex premier Gentiloni ha detto apertamente che l'apertura del nuovo governo italiano nei confronti della Russia è una "scelta pericolosissima". Per chi e perché l'apertura alla Russia costituisce "un pericolo", dovremmo chiederci… Certamente, l'apertura alla Russia è "pericolosa" per chi si ostina a non voler intraprendere la strada della cooperazione paritaria tra Stati sovrani e del multipolarismo geopolitico.

— È chiaro che si cerchi di mettere zizzania fra Europa e Russia. Evidentemente perché insieme Europa e Russia formerebbero un blocco super potente?

— Sicuramente. L'Europa e la Russia insieme al di là dei nazionalismi costituirebbero un blocco storico, geopolitico, economico e militare invincibile. Di fatto ciò significherebbe la fine dell'egemonia del liberalismo occidentale e dei suoi interpreti statunitensi e anglosassoni più in generale. Perciò, la costituzione di questo blocco è inaccettabile da parte delle élite del mondo anglosassone e questi centri di potere atlantisti farebbero qualunque cosa per cercare di evitare la formazione di questo blocco eurasiatico antiegemonico. Ricordiamoci che queste élite liberal-globaliste vogliono tenere l'Europa sotto il loro tallone.

— A luglio in teoria l'Ue dovrebbe rinnovare le sanzioni alla Russia. Secondo lei l'aria sta cambiando in Europa, soprattutto dopo la formazione del governo giallo-verde in Italia? C'è la possibilità che si faccia dei passi in avanti verso l'abolizione delle sanzioni?

— Io auspico di sì. Vedo personalmente in maniera molto positiva la formazione di questo governo che esprime la volontà di un'apertura nei confronti della Russia e pone sul tavolo il tema della revoca delle sanzioni. Vedo positivamente l'evoluzione dello scenario politico italiano, spero che alle parole seguano i fatti. In Italia la costituzione del nuovo governo è stata avversata con ogni mezzo in maniera evidente dal presidente della Repubblica e dal mainstream nel suo complesso. Non per la questione relativa al ministro Savona, in realtà perché in ballo c'era la questione delle sanzioni alla Russia. Il rapporto dell'Italia con Mosca è centrale, perché in un'eventuale escalation contro la Russia l'Italia secondo la NATO deve essere in prima linea accanto agli Stati Uniti in funzione antirussa.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
relazioni internazionali, Intervista, Europa, USA, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik