16:27 18 Agosto 2018
George Soros

Interferenze? Ne parla l’esperto, Soros

© Sputnik . Sergey Guneev
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Tatiana Santi
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Il finanziere e speculatore George Soros dai palchi del festival dell’economia di Trento ha attaccato il governo Conte e in particolare il ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusandolo di ricevere soldi dal Cremlino. Il magnate ungherese in realtà sarebbe l’ultima persona a poter parlare di interferenze.

Soros, invitato al festival dell'economia a Trento, si è detto preoccupato per la troppa vicinanza alla Russia del nuovo governo italiano. Il finanziere americano di origini ungheresi non si è limitato ad esprimere le proprie paure e ha accusato il vice premier Matteo Salvini di essere a libro paga del Cremlino.

Mirko Bisesti
© Foto : fornita da Mirko Bisesti
Mirko Bisesti

Accuse pesanti e infondate, lanciate inoltre da un personaggio notoriamente ambiguo che ha finanziato campagne elettorali in tutto il mondo, fra cui quella di Hillary Clinton. Perché invitare a parlare di economia uno speculatore che finanzia i flussi migratori attraverso le ONG? Come mai in Italia c'è chi continua a dare credito a Soros? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Mirko Bisesti, segretario nazionale della Lega in Trentino.

— Mirko Bisesti, perché secondo lei Soros è stato invitato al Festival dell'economia di Trento? Perché lei era contrario al suo intervento?

— Non è la prima volta che viene invitato e lo si annuncia all'ultimo. Soros è una persona che ha speculato ai danni dell'Italia, è una persona che in molti giustamente considerano nemico della democrazia che sta alla difesa dei popoli e dei più deboli. Una persona che ha lucrato e viene invitata con i tappeti rossi in un Paese al quale ha creato danni è già di per sé una contraddizione. Invitare al festival dell'economia dove si parla dei nuovi lavori una persona che ha finanziato le ONG, movimenti in giro per il mondo tesi a destabilizzare sicuramente non è un esempio.

— Perché in Italia si dà credito ad un personaggio così ambiguo?

— L'Italia in questo momento in cui la Lega e il Movimento 5 Stelle sono andati al potere sta vivendo un momento di vero cambiamento, i poteri forti e l'establishment sono spaventati, perché hanno visto che hanno perso il controllo della popolazione. Questo controllo avveniva grazie ai mass media tradizionali, ora grazie alla rete riusciamo a fare un certo tipo di informazione, però siamo completamente boicottati. Soros avrà fatto tanta strada da un punto di vista professionale, ma in lui valori non se ne trovano. La speculazione finanziaria per noi non è un valore, noi vorremmo regolamentare la finanza, vogliamo che la ricchezza sia data dal lavoro, non dalla speculazione. Non posso dire all'artigiano che le tasse da lui pagate non contano nulla perché ci sono persone le quali controllano enormi somme di denaro fasullo, somme di denaro che vanno a determinare la sua vita. È un mondo che noi non vogliamo.

— Soros durante il festival ha accusato pesantemente Salvini di essere pagato dal Cremlino. Qual è la vostra posizione in merito?

— Sono spaventati, una battuta non mia che condivido: "non sono a libro paga suo, perciò magari non gli torna qualcosa". Non abbiamo alcun feeling particolare con la Russia, riconosciamo quel che è giusto, se una cosa è giusta ai nostri occhi la portiamo avanti. Soros ha fatto quelle accuse perché vuole screditare, non è mai riuscito a corrompere la Lega con le sue fondazioni, perciò dice che ci paga qualcun altro. La nostra linea non è cambiata, i nostri progetti vengono riconosciuti dai cittadini, sull'immigrazione e sull'Europa la nostra posizione è la stessa. I cittadini hanno capito che abbiamo ragione e ora ci hanno premiato. Soros deve imparare a capire che non decidono tutto la ristretta élite del Bilderberg o i suoi amici.

— A parte Soros e diversi esponenti politici americani, la stessa stampa italiana critica molto la Lega e i 5 Stelle perché vogliono abolire le sanzioni alla Russia. Perché secondo lei se un partito vuole togliere le misure restrittive antirusse dannose per gli italiani viene accusato e criticato?

— Perché il nostro slogan è "prima gli italiani", che significa difendere i nostri cittadini e le loro imprese. Ho parlato con degli imprenditori che per le sanzioni hanno rimesso tantissimi soldi. Difendere gli interessi nazionali nel mondo occidentale non è più visto di buon occhio, perché è più importante la copertina patinata dei media mainstream che definiscono certe persone per bene e fidate. Questo loro giochetto, durato tantissimi anni, fortunatamente sta per crollare.

— In Italia e in Europa secondo lei l'aria sta cambiando?

— Per fortuna sì, in Austria è cambiata, in Paesi più piccoli sta cambiando. Ora l'Italia è il primo dei grandi Paesi che l'ha sperimentato con successo. Altri Paesi hanno tentato, penso alla Le Pen in Francia. Però abbiamo l'esempio dell'Ungheria e quello della piccola Slovenia. Le cose stanno cambiando.

— La Lega quindi continuerà sulla strada dell'abolizione delle sanzioni alla Russia?

— Penso che la dichiarazione di Salvini sia stata abbastanza chiara, stiamo pensando al veto in Europa. È molto bello che finalmente le parole si possano trasformare in fatti. Vedere delle cose sensate, dalle parole ai fatti, è molto bello rispetto al politicamente corretto, che sembrava dovesse dominare il mondo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

Tags:
Intervista, Elezioni politiche 2018 in Italia, George Soros, UE, Russia, Italia
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