15:31 21 Agosto 2018
Bandiere dell'Italia e dell'UE

Il nuovo governo italiano e il fallimento dell’Unione europea

© AP Photo / Gregorio Borgia
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Momir Bulatovic
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Materiale di Momir Bulatovic, ex presidente del Montenegro all’interno della Repubblica Federale di Jugoslavia tra il 1990 e il 1998, primo ministro jugoslavo dal 1998 al 2000.

Tre mesi dopo le elezioni e il febbrile approccio politico di Bruxelles, l'Italia ha finalmente un nuovo governo. Gli italiani, minacciando di provocare massicci disordini contro l'UE che contestava il volere del popolo, hanno vinto il primo tempo.

Momir Bulatovic
© Sputnik . Alexander Milacin
Momir Bulatovic

La politica italiana non è mai noiosa. Gli italiani amano mettere in piedi veri e propri numeri da circo anche su cose molto meno serie. Ma gli eventi che hanno preceduto la formazione del governo di Giuseppe Conte sono stati praticamente privati dell'insuperabile charme italiano. All'inizio il popolo era perplesso a causa delle macchinazioni riguardo al suo stesso voto, poi si è infuriato e infine i "burattinai nascosti" (per ora almeno) si sono arresi e hanno permesso la creazione in Italia del "primo governo populista dell'UE".

Le testate giornalistiche mainstream non hanno perso l'occasione di diffondere questo slogan in tutto il mondo continuando, con l'aiuto di Bruxelles, ad affondare i lettori creduloni in un oceano di mezze verità o di menzogne presentate come notizie veritiere.

In una situazione politica normale la definizione di "populista", ovvero del popolo, sarebbe percepita come un complimento, ma oggi ha acquisito connotazioni estremamente negative che possono portare ad essere accusati di apologia di nazismo.

Le "grandi famiglie" furono chiaramente molto sorprese dallo sviluppo degli eventi in Italia.

Nonostante ciò probabilmente questo stupore è stato indotto, perché la vera "sorpresa" sarebbe una conseguenza diretta del comportamento dell'UE che ormai il popolo ironicamente definisce con il proverbio "il riso abbonda sulla bocca degli stolti".

In realtà in Italia non è accaduto niente di nuovo o di inaspettato, ma è successo esattamente ciò che doveva succedere e qualunque persona informata e senza paura di dire la verità avrebbe potuto prevedere questi eventi senza sforzarsi troppo.

Già alla fine del 2016 l'elettorato italiano al referendum votò contro l'introduzione di emendamenti alla Costituzione che avrebbero attirato capitali stranieri e favorito la creazione nel Paese di multinazionali a discapito dei diritti dei lavoratori. L'elettorato scoprì l'inganno dietro la reticenza sulla necessità di cambiamento dovuta alle ristrettezze economiche delle strutture statali e dell'élite politica. Il referendum pose fine al governo dell'allora "socialista" Matteo Renzi.

Quel voto portò all'ascesa politica dei partiti Lega e Movimento Cinque Stelle che erano sostenuti da più del 60% degli italiani. I leader dei due partiti, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, hanno sottoscritto un contratto che ha garantito il sostegno al governo Conte. I 20 punti del cosiddetto "Contratto per il governo del cambiamento" ricordano sorprendentemente i famosi 40 del programma di Syriza sulla base dei quali Alexis Tsipras ha formato il proprio governo.

Ricordiamo che al vertice UE del 2015 il progetto di Tsipras venne smontato e il primo ministro greco fu costretto a rinunciare praticamente a tutti i punti. Probabilmente si riferiva proprio a questo il commissario europeo per il bilancio e le risorse umane Günther Oettinger quando disse agli italiani che "i mercati insegneranno loro come votare nel modo giusto".

Sulla base di ciò si può presupporre che con l'Italia vorranno applicare lo stesso approccio adottato con la Grecia. Sarebbe, infatti, del tutto in linea con il comportamento delle istituzioni europee ma sarebbe un errore madornale.

L'Italia è diversa. E non solo per le dimensioni della sua economia che da sole imporrebbero un approccio diverso rispetto a quello greco. Gli italiani sono capaci di fare il miracolo, uno dei più grandi miracoli della loro storia dopo il 1943 e il rovesciamento di Benito Mussolini quando erano invisi agli alleati e accusati da Hitler di tradimento, dopo aver perso la guerra e lacerati da contrapposizioni interne. Si trovarono in una situazione in cui era impossibile sopravvivere, ma dopo circa 10 anni l'economia italiana era già al settimo posto al mondo. L'Italia diffuse nel mondo la sua pizza, il suo vino, la moda, la musica, il design, la velocità. E da allora molti stranieri si sono innamorati dell'Italia e hanno cominciato a tifare per lei di cuore.

Se l'Unione europea cominciasse a intralciare anche l'Italia, oltre alla Grecia, bisognerebbe chiedersi che cosa sia l'Europa senza due delle sue perle più belle. I prevedibili attacchi dell'UE al nuovo governo italiano forse non determineranno la fine formale dell'UE ma saranno il simbolo di un fallimento di quest'istituzione. In questo caso con fallimento si intende il tempo che viene perso a procrastinare qualcosa di inevitabile che viene chiamato fine. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Elezioni politiche 2018 in Italia, UE, Momir Bulatovic, Montenegro, Italia
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