06:44 18 Ottobre 2018
Le proteste contro la coferenza Bilderberg in Austria (foto d'archivio)

Bilderberg, il gruppo segreto oppure il club elitario?

© AFP 2018 / Christian Bruna
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Marina Tantushyan
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Dal 7 al 10 giugno, a Torino avrà luogo il mega summit del Gruppo Bilderberg, l’appuntamento annuale dei potenti della Terra che si incontrano ritualmente in una location fino all’ultimo momento top secret per discutere e decidere i destini della pianeta.

Fondato nel 1954 da David Rockefeller, il Bilderberg si tiene secondo regole precise: due terzi dei partecipanti arrivano dall'Ue, il resto dall'America del Nord. 

Come sostiene il Giornale, a pagare l'organizzazione, secondo le regole della Fondazione, saranno i membri italiani del "comitato direttivo", ossia John Elkan e Lilli Gruber.

E` veramente il club segreto che governa il mondo? Chi ne fa parte? Quali saranno i temi dell'incontro italiano? Sputnik Italia si è rivolto a Daniele Scalea, analista del Centro Studi politici e strategici Machiavelli.

— Daniele, potresti per favore spiegare cosa esattamente rappresenta il Gruppo Bilderberg? Quando e chi l'ha creato? E soprattutto per quale motivo?

— Il Gruppo Bilderberg è una sorta di club elitario che si riunisce annualmente. Fu fondato negli anni '50 come mettere attorno a un tavolo leader politici, economici e della società civile del Nordamerica e dell'Europa. L'iniziativa s'inseriva chiaramente nello sforzo atlantista contro l'URSS durante la Guerra Fredda: uno dei suoi ispiratori fu l'esule polacco Jozef Retinger col beneplacito della Casa Bianca e il patrocinio del principe olandese Bernhard. L'intento di mantenere il legame euro-atlantico non si è perso nemmeno dopo la dissoluzione dell'URSS, ma progressivamente l'enfasi si è spostata sulla promozione del libero mercato e di una governance globale. Il Bilderberg rappresenta un perfetto esempio di quella élite transnazionale e cosmopolita che ha dettato per anni l'agenda ai media e alla politica; perciò alcuni complottisti ne hanno esagerato il ruolo dipingendolo come un vero e proprio governo mondiale.

— Ogni anno, tra 120 e 150 personalità di diversi paesi si incontrano in un posto nel mondo tra imponenti misure di sicurezza e una riservatezza che crea un'aura di mistero. Quali caratteristiche deve avere la persona per essere accettata a questo prestigioso club?

— Bisogna far parte dell'establishment, essere un membro dell'élite economica o di quella politica o di quella culturale. Non fa poi difetto essere in linea con la posizione espressa da questo establishment, che è di sostegno a oltranza al globalismo, ossia ad una sempre più fitta trama che colleghi e leghi il mondo sotto un unico sistema economico, un unico sistema ideologico e un unico sistema di amministrazione e controllo. Ma può capitare di trovare partecipanti non in linea con questi principi guida.

— Nel corso degli anni son stati decine gli italiani che a vario titolo sono stati invitati e hanno partecipato alle riunioni del gruppo. Potresti citare i loro nomi?

— Secondo la lista diffusa dagli organizzatori, quest'anno ci saranno economisti (Alberto Alesina, Marianna Mazzucato), banchieri (Salvatore Rossi), giornalisti (Lucio Caracciolo, Lilli Gruber), politici (Elena Cattaneo, che partecipa tuttavia in veste di scienziata), dirigenti d'impresa (Vittorio Colao, John Elkann), e una personalità come quella di Giampiero Massolo che si estende su più di uno dei livelli appena citati. A precedenti edizioni hanno partecipato personaggi di spicco della politica (Emma Bonino, Enrico Letta, Mario Monti), della finanza (Mario Draghi), dell'impresa (Giovanni e Umberto Agnelli).

— Tu o forse qualcuno di tuoi colleghi ha mai partecipato ai meeting di questo club?

— Non ho frequentazioni tanto altolocate.

— Perché questo club viene molto spesso etichettato come misterioso? È vero è che il Gruppo Bilderberg chiede agli ospiti di non citare ciò che altri hanno detto per garantire che i partecipanti sentano di poter parlare liberamente in un clima di fiducia?

— Il Bilderberg applica la regola di Chatham House: i partecipanti possono raccontare che cosa viene detto al suo interno, ma non rivelare chi ha detto cosa. Essa serve a garantire la massima franchezza nella discussione, e coerentemente il Bilderberg cerca di tener lontani i giornalisti. Inoltre non mette risoluzioni al voto, non pubblica comunicati ufficiali: si sa di cosa si parla (almeno a grandi linee) ma non come. Questa grande riservatezza alimenta la nomea di misterioso "governo ombra" che si è meritata.

— I partecipanti di questo club gestiscono il mondo e influenzano la nostra vita. Ma come lo fanno in pratica? Potresti fare qualche esempio dell'esibizione della loro potenza?

— Innanzi tutto va chiarita una cosa: il Bilderberg non è un "governo ombra" mondiale, non è una conferenza annuale in cui viene deciso dove andrà il mondo nei dodici mesi successivi. È un congresso, come se ne tengono molti, la cui particolarità è di riunire persone molto altolocate in un clima di rigida riservatezza. Ciò favorirà il confronto, la socializzazione ecc., ma sarebbe ingenuo pensare che queste stesse persone, e molte altre potenti quanto o più di loro, non si vedano e sentano con frequenza nel resto dell'anno, fuori dalla cornice fornita dal Bilderberg ma nell'ambito delle loro normali interazioni di lavoro, d'affari, d'amicizia o parentela. La potenza dell'establishment è grande, ma il Bilderberg è solo una piccola manifestazione della sua esistenza. D'altro canto l'establishment non è un monolite, nemmeno a livello euro-atlantico: non avremmo altrimenti i frequenti litigi tra Paesi e potentati dell'area.

— A suo tempo Charles de Gaulle è andato contro la Nato. Ci sono oggi i leader mondiali pronti a fare fronte alle decisioni di questo club?

— Come dicevo, la classe dirigente non è un monolite. Basta pensare a Donald Trump per individuare un uomo potentissimo e che condivide solo in piccola parte la piattaforma ideologica del Bilderberg.

— Secondo alcune voci i membri di questo club considerano Putin un leader ingestibile, vero?

— Indubbiamente la prospettiva euro-atlantica del Bilderberg non vede di buon occhio l'influenza russa e men che meno la politica di assertività di Vladimir Putin.

— Potresti ipotizzare quali potrebbero essere i temi dell'incontro torinese, visto si terrà ad una settimana esatta dal giuramento dei ministri davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella?

— Il programma ufficiale ci dice che parleranno di temi d'ovvia attualità, come il populismo in Europa, il libero commercio, il ruolo di leadership degli Usa, la Russia, la rivalità iraniano-saudita. Si toccheranno poi altri argomenti come la "post-verità" o "il futuro del lavoro". Prevedibilmente i partecipanti si scambieranno pareri preoccupati sul nuovo governo italiano, sulla possibilità che si saldi un'alleanza intra-europea coi Paesi di Visegrad e con altri governi di Destre non "merkeliane" (come la Danimarca o l'Austria e forse pure l'Olanda) o, peggio, con la Russia e gli Usa; ci saranno molte critiche alla sfida lanciata da Trump al dogma del commercio internazionale assolutamente libero, e ostilità verso la Russia di Putin. Si osserverà che Internet è uno strumento pericoloso in mano ai nemici dell'establishment e si studieranno modi per irreggimentarlo, controllarlo e impedire alle popolazioni di utilizzarlo per costruire narrative alternative a quelle dominanti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
politica, guerra fredda, Bildeberg, Club Bilderberg, URSS, UE, USA, Italia
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