19:33 25 Giugno 2018
Roma

Abolire le sanzioni alla Russia, l’Italia contro i diktat NATO e USA

© Sputnik . Natalia Seliverstova
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
26271

Il discorso del premier Conte sull’eliminazione delle sanzioni antirusse ha scatenato un’immediata reazione da parte di Stoltenberg e di diversi esponenti politici americani. Gli alleati atlantici hanno “avvisato” il Belpaese indicando la strada da seguire. Abolire le sanzioni alla Russia, l’Italia contro i diktat NATO e USA.

Le famigerate interferenze russe nel processo politico dei Paesi di tutto il mondo non sono nulla in confronto agli avvertimenti diretti di queste ore del segretario dell'Alleanza Atlantica Stoltenberg e dell'ambasciatrice americana presso la NATO Kay Bailey Hutchison: le sanzioni alla Russia non si toccano.

La maggior parte dei giornali italiani riportano le dichiarazioni degli alleati atlantici senza definirle ingerenze né interferenze, evidentemente secondo la narrazione dominante i "consigli" che arrivano d'oltreoceano sono sempre ben accetti, anche quando stonano con i propri interessi nazionali.

Stelio Fergola
© Foto : fornita da Stelio Fergola
Stelio Fergola

Sul tema delle sanzioni ad ogni modo l'aria sta cambiando: l'Italia, ma non solo, danneggiata dalle misure restrittive antirusse, cerca di voltare pagina. Il governo Conte riuscirà a passare ai fatti nonostante gli "avvertimenti" degli alleati? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Stelio Fergola, direttore di Oltre la Linea, autore del recente libro "L'inganno antirazzista" (Passaggio al Bosco).

—  Le dichiarazioni di Conte sulla necessità di togliere le sanzioni alla Russia confermano il contratto di governo giallo-verde. Stelio Fergola, dopo le parole si passerà ai fatti secondo lei?

—  La dichiarazione di Conte si interseca anche con un'altra dichiarazione che lo stesso Conte ha fatto in occasione della richiesta di fiducia alla Camera. Entrambe le dichiarazioni sono un po'ambigue su certi punti: Conte dice di "ripensare il sistema di sanzioni alla Russia", il giorno dopo quando parla dell'Alleanza Atlantica afferma di voler rimanere parte della NATO, ma valutando caso per caso.

L'Italia, come sappiamo tutti, è un Paese a sovranità limitata, penso comunque sia fattibile ciò che ha affermato Conte per una serie di recenti circostanze sullo scenario internazionale. Le sanzioni alla Russia non vengono applicate comunque in modo così integerrimo da tutti i Paesi. L'Italia continua ad esportare in Russia anche se in tono minore i suoi prodotti agricoli, merce di abbigliamento e macchinari.

Se andiamo a vedere le dichiarazioni della Merkel risalenti a marzo, riguardanti il Nord Stream 2, al di là delle sanzioni ci rendiamo conto che comunque c'è una fisiologica difficoltà per l'Europa di applicare le sanzioni economiche integrali contro Mosca. L'Europa è troppo dipendente da un punto di vista energetico dalla Russia. Anche se è impossibile tecnicamente che l'Italia da sola possa abolire le sanzioni, è altrettanto vero che l'Europa è poco portata a perseguire questo sistema di sanzioni, un diktat imposto da Washington e non una reale convinzione delle élite politiche europee.

Nuovo premier italiano Giuseppe Conte
© AFP 2018 / Vincenzo Pinto

—  La NATO e gli Stati Uniti non si sono fatti attendere, hanno reagito immediatamente alle parole di Conte avvisando l'Italia che le sanzioni vanno mantenute. Che ne pensa di questi avvertimenti?

—  Non solo dalla NATO, questi avvertimenti arrivano anche dagli inviati speciali americani, Kurt Volker già dopo le elezioni italiane aveva detto che ci sarebbero state conseguenze se il sistema di sanzioni alla Russia fosse stato messo da parte, come aveva annunciato Salvini quando si candidava a premier.

Le reazioni americane si inseriscono in un contesto internazionale molto particolare. Non è detto che tali reazioni abbiano un seguito reale nelle decisioni della politica italiana, che resta comunque dipendente dal superiore potere di Washington. Ora gli Stati Uniti sembrano avere più interessi particolari nel ridimensionare il peso della Germania nel contesto dell'Unione Europea che non a intestardirsi sulla Russia. Gli americani capiscono che il loro peso a livello internazionale non può più essere mantenuto.

L'Unione Europea resta un motivo di estensione del potere americano nello scacchiere occidentale. Le regole europee stringenti dettate soprattutto dalla linea tedesca stanno impoverendo questo sistema. Da questo punto di vista gli Stati Uniti potrebbero valutare di avere più ostilità verso la Germania, dando magari appoggio al governo Conte.

—  Si parla spesso di interferenze russe nella politica di altri Stati, anche dell'Italia. In questo caso vediamo palesi ingerenze statunitensi, però i giornali che citano le dichiarazioni della NATO e degli Stati Uniti non le interpretano come interferenze, ma consigli da seguire. Perché?

—  Tutta la stampa italiana è completamente dominata dalle fonti che vengono dalle agenzie di stampa prevalentemente anglosassoni. Questo pone tutta l'informazione occidentale, anche italiana, di fronte ad un limite evidente di pluralismo. Il discorso sull'imperialismo russo è un argomento privo di qualsiasi tipo di fondamento, non perché la Russia sia un Paese senza ambizioni internazionali, ma semplicemente perché in questo momento storico non può esistere un imperialismo russo.

Se andiamo a vedere il peso geopolitico della Russia negli ultimi 20 anni notiamo che si è ridotto consistentemente in corrispondenza delle continue estensioni della NATO. Un'estensione che è arrivata ad un punto di rottura quando era impossibile chiedere a Mosca di stare ferma, cioè la crisi ucraina, quella che ha generato le note sanzioni.

—  La Russia è tornata protagonista sull'arena internazionale soprattutto negli ultimi anni, la Siria ne è un esempio. Questo forse ha dato fastidio agli americani?

—  Assolutamente sì, ma questo dipende da due fattori fondamentali secondo me: anzitutto dalla grande abilità strategica di Putin, a mio avviso il più grande politico europeo di oggi. D'altra parte vediamo che gli Stati Uniti sembrano non avere una ricetta precisa a quelle che sono le sue ambizioni internazionali. L'elezione di Trump credo renda ancora più incerto quest'andamento.

—  L'Italia con il nuovo governo che ruolo avrà adesso nei rapporti fra Washington e Mosca? Come costruirà i rapporti con questi suoi importanti alleati?

—  L'Italia riprenderà un discorso tipico della politica italiana dagli anni di Fanfani fino ad arrivare a Pratica di Mare con il premier Silvio Berlusconi. Intendo un atteggiamento ben disposto verso l'Alleanza Atlantica, allo stesso tempo per ragioni fisiologicamente inevitabili propositivo verso Mosca. È un discorso totalmente naturale. L'Italia è il secondo partner commerciale della Russia, sarà impossibile nel lungo periodo vedere il nostro Paese ostile a Mosca.

Il momento storico di oggi è particolarmente proficuo, perché i cambiamenti di strategia degli apparati interni americani combinati con l'avvento del nuovo governo giallo-verde potrebbero creare un periodo positivo in grado di riportare la politica italiana al ruolo di ponte, che già ha avuto in passato in diverse occasioni.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Sanzioni contro la Russia, Sanzioni, relazioni Italia-Russia, NATO, Giuseppe Conte, Kurt Volker, Matteo Salvini, UE, Italia, USA, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik