20:08 23 Settembre 2018
Palazzo Chigi

Governo di compromesso lascia irrisolto il nodo dell'allineamento internazionale del paese

CC BY 2.0 / Simone Ramella
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Germano Dottori
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Il fallimento del tentativo promosso dal Presidente della Repubblica di dar vita ad un “governo neutrale” che fosse in grado di portare l’Italia a nuove elezioni ha improvvisamente aperto la strada all’insediamento di un nuovo esecutivo. Lo hanno formato il Movimento 5 Stelle e la Lega, insieme ad alcune figure tecniche di garanzia.

La lista dei ministri che il nuovo Premier, Giuseppe Conte, ha presentato al Quirinale è significativamente differente rispetto a quella che il Capo dello Stato aveva bocciato soltanto pochi giorni prima. È importante capire come ciò sia potuto accadere e quali possano essere le implicazioni internazionali del modo in cui la crisi italiana è stata temporaneamente ricomposta.

L'esito di quasi tre mesi di complesse negoziazioni riflette un compromesso dal quale ognuna delle parti coinvolte ha tratto delle soddisfazioni. Al Quirinale è stata risparmiata l'umiliazione di un voto parlamentare che avrebbe visto persino il Pd rifiutare la fiducia all'uomo del Presidente della Repubblica, Carlo Cottarelli.

Sergio Mattarella è inoltre riuscito a moderare la connotazione fortemente anti-europeista ed anti-tedesca della compagine governativa, ottenendo la designazione di Moavero Milanesi alla carica di Ministro degli Affari Esteri: un tecnico molto preparato, gradito a Bruxelles e con pregresse esperienze ministeriali nei governi presieduti da Mario Monti ed Enrico Letta.

Giuseppe Conte
© AP Photo / Alessandra Tarantino
Sono da mettere in preventivo attriti e frizioni nell'attività legislativa ordinaria. Ma non dovrebbero derivarne particolari conseguenze, dal momento che su ogni dossier le parti potranno di volta in volta trovare un punto d'incontro tra gli interessi di cui sono portatrici. Al limite, le questioni più divisive verranno sterilizzate, rinviandone a tempi futuri la soluzione, come nel caso della flat tax, della cui introduzione si prefigura già il rinvio al 2020. Anche per il reddito di cittadinanza promesso da Luigi Di Maio si profila un'attuazione molto parziale. Conte pare in grado di assicurare la manutenzione di queste inevitabili tensioni. Ma esiste un terreno in cui le contraddizioni latenti nel compromesso raggiunto potranno essere all'origine di maggiori difficoltà: è quello concernente la determinazione della posizione internazionale dell'Italia.

I più elevati livelli dell'establishment italiano hanno infatti preteso che il nuovo esecutivo non sfidasse frontalmente la Germania, come avrebbero voluto tanto Salvini quanto Di Maio, esigendo da loro una professione incondizionata di fede europeista conforme all'ideologia anti-sovranista della Repubblica Italiana. È stata confermata anche la lealtà all'Alleanza Atlantica.

Ma tra Stati Uniti ed Unione Europea le relazioni sono in rapido deterioramento e non è detto che si possa rinviare al lontano futuro una scelta di campo tra Washington e Berlino alla quale non pare che nessuno si stia preparando.

Non è chiaro da che parte starà l'Italia. Roma pensa forse di scommettere sulla Francia del Presidente Macron, che per contenere il potere tedesco in Europa sta puntando tanto su Trump quanto sulla Russia di Putin. Appoggiarsi a Parigi permetterebbe di non tradire la narrativa europeista abbracciata ufficialmente dall'Italia, ma renderebbe estremamente difficile la difesa degli interessi nazionali italiani nel Mediterraneo, ora minacciati anche dalla probabile crescita d'influenza del Regno Unito a Roma.

La situazione è quindi problematica. Consiglierebbe una scommessa decisa sulla Casa Bianca, nella speranza che all'attuale Presidente americano riesca di ricucire con la Russia ed ottenere ciò che vuole dall'Iran. La strada pare tuttavia strettissima, stante l'evidente volontà statunitense di ridurre la potenza della Germania e di tutta l'Unione Europea. La vera sfida di fronte a Conte è trovare il modo di proteggere efficacemente l'Italia dagli effetti di un urto che si prospetta titanico. Impossibile prevederne al momento le scelte.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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relazioni, governo, Sergio Mattarella, Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Germania, Europa, Italia
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