08:44 12 Dicembre 2018
Il governo

Lega-5 stelle, nasce il primo governo sovranista nel cuore d’Europa

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Tatiana Santi
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Nonostante gli ostacoli e le paure dell’Europa è nato, proprio alla vigilia della Festa della Repubblica, il nuovo governo italiano, che promette forti cambiamenti. Il premier Conte ha presentato la lista dei ministri dando il via ai lavori. Lega-5 stelle, nasce il primo governo sovranista nel cuore d’Europa.

Dopo lo spauracchio di nuove elezioni, si è formato il governo Conte con Di Maio e Salvini vice premier, oltre che rispettivamente ministro del Lavoro e dell'Interno. Criticato dalla stampa internazionale ancor prima di nascere, ha preso il via il governo che tanto spaventa Bruxelles. Stando al programma pentaleghista l'interesse nazionale dovrebbe tornare al centro dell'attenzione, si tratterebbe così del primo governo sovranista fra i Paesi fondatori dell'Europa.

Il governo giallo-verde reggerà a lungo nonostante le divergenze di vedute fra Lega e Movimento 5 stelle in molti ambiti, a partire dall'immigrazione? Come si posizionerà l'Italia sullo scacchiere internazionale?

Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Paolo Becchi, fra i primi ad utilizzare in Italia il concetto del sovranismo, docente in filosofia del diritto presso l'Università di Genova.

— Professore Becchi, qual è il suo punto di vista sul nuovo governo?

Giuseppe Conte
© AP Photo / Alessandra Tarantino
— Si tratta di una svolta epocale, per questo si è cercato di bloccare in ogni modo quest'esperienza, utilizzando mezzi a mio avviso al di là della Costituzione. Intendo quando Mattarella ha bloccato il governo Conte perché non gli andava bene un nome. A mio avviso tutto ciò era inammissibile, si è trattato di un errore, che sarebbe potuto diventare un errore gravissimo, ma poi si è giunti ad un compromesso accettabile. Il presidente della Repubblica non ne è uscito completamente stravolto, d'altra parte spostando il nome di Savona, i due leader hanno dimostrato di poter essere abbastanza forti per iniziare questo nuovo cammino.

C'è da dire che paradossalmente sul professore Savona viene posto il veto per il ministero dell'economia e delle finanze per le sue posizioni critiche nei confronti dell'Unione Europea, poi lui stesso viene inserito nella compagine governativa come ministro per le politiche dell'Unione Europea. Siamo di fronte al ridicolo, ma è una situazione alla quale si è esposto il presidente della Repubblica e non di certo i due leader. Il futuro ministro dell'economia è una persona molto vicina alle idee di Savona, a questo punto possiamo dire che la strategia perseguita da Di Maio e Salvini ha avuto successo.

— Secondo lei questo governo reggerà nonostante le divergenze di vedute su molti temi fra la Lega e i 5 stelle? È fiducioso?

— Io sono fiducioso. In Italia avremo un primo laboratorio politico di quello che potrebbe avvenire anche in Europa il prossimo anno. In questo laboratorio nasce la nuova esperienza di sovranismo, che colloca assieme il sovranismo identitario della Lega con il sovranismo sociale del Movimento 5 stelle. Questo governo nasce ideologicamente come la prima grande vittoria del sovranismo nei Paesi europei, ci sono state altre vittorie, penso ad Orban in Ungheria, ma si trattava di province dell'Europa. Qui siamo in uno dei Paesi fondatori dell'Europa. Il sovranismo penetra nel cuore dell'Europa stessa. Non a caso i due leader scelgono i due ministeri che diventeranno importanti per realizzare questi aspetti del sovranismo: la Lega sceglie il Ministero dell'Interno, che significa "prima l'Italia"; mentre Il Movimento 5 stelle, da sempre dalla parte dell'impegno sociale, basti pensare al Reddito di Cittadinanza, per Di Maio sceglie il Ministero del Lavoro.

— Secondo lei come cambieranno i rapporti fra l'Italia e l'Europa?

— Il fatto che paradossalmente proprio Savona sia stato messo alle Politiche dell'Unione Europea a mio avviso significa un grande cambiamento. L'Italia comincerà ad affermare sé stessa, finora abbiamo avuto da Monti in poi un'Italia suddita dell'Unione Europea e dei diktat di Bruxelles. Credo che il discorso ora cambierà, perché il ministro per le politiche comunitarie ha sempre avuto un atteggiamento critico nei confronti dell'Unione Europea. Al centro dell'attenzione sarà posto per la prima volta dopo tanti anni l'interesse nazionale e non più i vincoli esterni che ci collegano all'Unione Europea.

— C'è da dire però che agli Esteri è stato nominato Moavero, europeista, già ministro dei governi Monti e Letta. Non vi è il rischio secondo lei che in politica estera, nei rapporti con la Russia e gli Stati Uniti, non si arrivi ad alcun vero cambiamento?

— È vero, hai colto il punto nevralgico e la vera debolezza di questo governo, cioè il ruolo che va a ricoprire Moavero come ministro degli Esteri. Sapevamo che questo nome la prima volta era stato messo per le politiche europee e poi è stato spostato, in seguito all'occupazione di questo ruolo da parte di Savona. Io avevo suggerito di cogliere l'occasione per eliminare il nome di Moavero dalla compagine governativa, che è diventato lo scotto da pagare per iniziare il governo. Dopo aver superato l'ostacolo di Savona, l'altro ostacolo che sembrava insormontabile era il nome per il Ministero degli Esteri.

Per non sollevare ulteriori problemi si è deciso di lasciare questo nome. Nella rivoluzione sovranista in atto in effetti questa nomina è l'elemento di debolezza. Per il resto la compagine governativa è abbastanza omogenea. È difficile dire quello che succederà. È un governo che comincia purtroppo con un grosso peso sulle spalle. Il problema è come si collocherà nella scacchiera internazionale il nuovo ministro, intendo nei rapporti con la Russia e con gli Stati Uniti.

— Come si immagina i futuri rapporti con la Russia? Si arriverà finalmente all'eliminazione delle sanzioni?

— Il mio auspicio ovviamente è che questo governo al più presto possibile, anche in maniera unilaterale, elimini le sanzioni nei confronti della Russia, che fra l'altro costituiscono un danno enorme, incalcolabile, per la nostra economia. Nel programma, ovvero sia nel contratto di governo sottoscritto dai due partiti, uno dei punti era proprio il superamento delle sanzioni antirusse. Indipendentemente dal ruolo che, aimè, è andato ad assumere Moavero, mi auguro si rispetti il programma sottoscritto e si passi al superamento delle sanzioni.

L'Italia potrebbe giocare un nuovo ruolo nello scacchiere internazionale: non è essere né contro la Russia né contro gli Stati Uniti, per un mondo veramente plurale. La posizione italiana deve essere aperta tanto nei confronti della Russia quanto nei confronti degli Stati Uniti. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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governo, Lega, M5S, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Italia
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