00:50 17 Dicembre 2018
La bandiera italiana

Caos politico, l’Italia vista dal mondo

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Tatiana Santi
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La crisi di governo, o meglio di non-governo, rende l’Italia ancora più debole nell’ambito europeo e internazionale. Dopo lo stop del Presidente della Repubblica alla formazione del governo giallo-verde votato dal popolo, il Paese si affaccia su un periodo di forte instabilità, vivendo una crisi istituzionale.

I mercati e la grande finanza reagiscono drammaticamente alla crisi politica dell'Italia, che ad un passo dal nuovo governo Lega-5 stelle si è ritrovata di nuovo ad un punto morto. Il veto del presidente della Repubblica imposto sul ministro all'economia, proposto dai leghisti e i pentastellati, ha acceso un grande dibattito nel Paese, suscitando una dura reazione da parte del leader del Movimento 5 stelle Di Maio, l'impeachment per Mattarella.

Il governo giallo-verde, espressione del volere dei cittadini, ancor prima di nascere ha subito uno sfrenato attacco da parte dei media stranieri legati agli interessi della finanza. Ora l'Italia, guidata da un governo tecnico, si accinge ad attraversare un periodo assai complesso in attesa di nuove elezioni. Nel frattempo che ruolo politico avrà l'Italia sull'arena internazionale? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges).

Tiberio Graziani
© Foto : Tiberio Graziani
Tiberio Graziani

— Sul gesto del presidente della Repubblica si è acceso un forte dibattito. Tiberio Graziani, che idea si è fatto di questa crisi di governo?

— Dal 2007 l'Italia ha risentito pesantemente della crisi economica, poi abbiamo visto una crisi politica fra i vari partiti. Ora siamo arrivati anche ad una crisi istituzionale, il gioco di tirare la corda fra il tandem Salvini-Di Maio da una parte e il Colle dall'altra ha provocato quello che avremo molto probabilmente ora, cioè un governo tecnico, il quale non risponde ai voleri della popolazione. Tutto ciò è avvenuto in 80 giorni, la situazione è diventata quasi drammatica, sulla base di queste considerazioni si apre per l'Italia una stagione molto difficile e pericolosa.

Molto probabilmente vi saranno le elezioni a settembre-ottobre, la campagna elettorale a mio avviso sarà molto dura, speriamo non diventi drammatica. Il Paese sembra abbastanza diviso, si vede una parte dell'opposizione capeggiata dal PD che cerca di utilizzare questo scontro fra il Colle e l'alleanza giallo-verde per ricompattarsi dietro una sorta di alleanza repubblicana. Ci aspetta quindi un periodo difficile, tanto più negli ultimi giorni vi è stato l'innalzamento dello spread che ovviamente non favorisce l'Italia.

— Ritornando alle urne probabilmente vinceranno gli stessi partiti, non c'è il rischio che si riproponga la stessa situazione fra qualche mese?

— Ci potrebbe essere una sorta di patto fra Lega e 5 stelle e quindi si riproporrebbe lo stesso problema di oggi, è anche vero che in questo lasso di tempo i 5 stelle e la Lega, avendo la maggioranza in Parlamento, potrebbero proporre di votare una legge nuova per quanto riguarda le elezioni. Se ci sarà un patto elettorale fra Lega e 5 stelle si arriverà ad una soluzione simile a quella odierna, una sorta di impasse. Va tenuta presente anche la posizione della Lega: è un alleato importante nell'ambito del centrodestra, con Forza Italia governa le maggiori regioni produttive, come la Lombardia. Per cui una frattura fra Lega e Forza Italia la vedo difficile. Non so quanto l'alleanza elettorale giallo-verde possa essere concreta.

Alle elezioni un centrodestra composto ancora una volta da Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia evidentemente prenderà molti voti. La Lega di Salvini si rafforzerà tantissimo, vi sono sondaggi che la danno attorno al 26%. Se ci sarà la possibilità del centrodestra di raccogliere molti voti, il governo andrà al centrodestra. La relazione fra il centrodestra e il Colle non sarà così dura, perché come abbiamo potuto vedere, il Movimento 5 stelle ha cominciato a parlare di impeachment del presidente. Cosa che non ha fatto invece Salvini, molto probabilmente pensando che dopo le prossime elezioni comunque bisognerà andare a presentare nuovamente la lista dei ministri a Mattarella.

— La crisi politica italiana è sotto i riflettori del mondo intero. I mercati reagiscono in modo negativo a questa situazione. È più il caos e l'instabilità ad incidere sui mercati e non, come dicevano molti giornalisti, la formazione in sé di un governo Lega-5 stelle?

I greci protestano durante una marcia contro l'Unione Europea a Salonicco.
© AFP 2018 / Sakis Mitrolidis

— Sì, secondo me è più l'instabilità e il caos ad influenzare i mercati. Oramai l'Italia è vista nell'ambito internazionale dell'economia e della finanza come un Paese in grande difficoltà, quindi il gioco dei mercati è quello di lucrare su questa situazione. Tutto ciò non farà altro che indebolire la posizione italiana rendendo ancora più difficile il bilancio del debito italiano.

— Durante la formazione del contratto di governo fra Lega e 5 stelle la stampa estera ha molto criticato il governo ancor prima della sua nascita. Perché secondo lei questo governo ha subito un simile attacco mediatico?

— La situazione è molto complessa e quindi anche molto confusa. Il motivo per cui questo contratto di governo è stato criticato in maniera molto negativa rientra in una visione che Bruxelles, la Germania e anche gli Stati Uniti hanno dell'Italia, cioè di un Paese molto fragile. Sulla base di questo a livello internazionale significa che una fragilità maggiore dell'Unione Europea dà maggiore spazio di negoziazione fra Trump e gli altri Paesi europei e Bruxelles.

Per gli altri Paesi come la Francia e la Germania avere un'Italia molto debole rafforza le loro posizioni nazionaliste. L'abbiamo visto in particolare da parte di Macron, che sta cercando di allontanare i legami con la Germania per assumere un ruolo ancora più importante nell'ambito dell'Ue. Per questo secondo me la maggior parte della stampa internazionale, molto vicina ai centri dell'economia e della finanza europea, fin dall'inizio ha espresso giudizi molto negativi sull'alleanza giallo-verde.

— Come sarà vista nei prossimi mesi l'Italia nei tavoli internazionali? L'immagine dell'Italia subirà dei grossi colpi?

— Certamente, ma già a partire da adesso l'Italia subisce una posizione di debolezza. Basti pensare all'incontro che c'è in questi giorni sulla questione libica portato avanti da Macron, in cui l'Italia sarà rappresentata semplicemente da un ambasciatore, che ha quindi dei limiti istituzionali. Non si tratta di un politico, non ha la possibilità di negoziare, di esprimere un giudizio di politica internazionale operativa da parte del governo italiano in un teatro così difficile come quello libico e mediterraneo.

Un primo ministro tecnico che andrà a parlare in Europa chiaramente avrà una sua debolezza da un punto di vista politico. È vero che Cottarelli è un tecnico molto rispettato a livello internazionale, è stato un esponente del Fondo Monetario Internazionale. Seppur tecnico Cottarelli appartiene ad una cultura globalista che non è attenta agli interessi nazionali, cosa di cui invece si ha un grande bisogno, espresso da parte del popolo italiano alle ultime elezioni.

— I rapporti italo-russi come si svilupperanno in questi mesi di governo tecnico a suo avviso?

— Sul piano politico saranno dei rapporti in stand by, andranno in pausa, questo almeno fino al nuovo governo, che ci auguriamo sia politico. Sul piano economico e commerciale, nonostante le sanzioni, credo che i nostri imprenditori continueranno ad avere rapporti più fruttuosi possibili sia per la popolazione italiana sia per quella russa.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Intervista, Elezioni politiche 2018 in Italia, Lega, Movimento 5 Stelle, Sergio Mattarella, Luigi Di Maio, Italia
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