21:08 22 Giugno 2018
I soldati svedesi

La Svezia si prepara alla guerra con la Russia. Perché?

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Tatiana Santi
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Dove procurarsi del cibo e dell’acqua, dove trovare rifugio, come interpretare le sirene e gli allarmi. In Svezia ad ogni famiglia verrà recapitato nei prossimi giorni un opuscolo per preparare la popolazione ad un possibile conflitto. Non accadeva dai tempi della Guerra Fredda. La Svezia si prepara alla guerra con la Russia. Perché?

Seppure Mosca non venga citata direttamente nelle 20 pagine dell'opuscolo diffuso da Stoccolma, le preoccupazioni degli svedesi nascono nell'ambito di una rinnovata tensione fra Occidente e Russia. Paese non allineato, la Svezia può essere considerata in un certo senso affiliata alla NATO, Alleanza che avanza sempre più verso i confini con la Russia.

L'Unione Sovietica non esiste più, ma per continuare a vivere la NATO evidentemente ha bisogno di un nemico esterno, l'avversario perfetto sembra essere proprio la Russia. La continua tensione fra Mosca e l'Alleanza Atlantica è una condizione inevitabile del "gioco" geopolitico globale? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari.

Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari
© Foto : fornita da Mirko Molteni
Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari

— La Svezia in questi giorni farà recapitare in ogni casa un opuscolo che descrive le misure da adottare in caso di una guerra nel contesto di tensione fra Occidente e Russia. Mirko Molteni, come si spiega questo allarmismo?

— Per certi aspetti questa reminiscenza di un'iniziativa che c'era stata negli anni della Guerra Fredda si spiega con il riemergere della tensione fra la Russia e la NATO negli ultimi 4 anni, a partire dall'inizio della crisi ucraina. In parte può centrare anche il fatto che in Svezia sono previste elezioni a settembre, per cui è probabile che nel dibattito politico svedese entrerà il solito discorso sulle fake news e sulle presunte influenze russe sulle elezioni politiche.

La Svezia come Stato è neutrale come lo è sempre stata anche fra i due blocchi durante la Guerra Fredda. Ha una tradizione di forze armate pronte a difendere il Paese da attacchi provenienti da qualsiasi direzione. Molti svedesi penseranno che la neutralità del Paese possa far gola all'una o all'altra delle due parti.

— Questo tipo di opuscoli venivano pubblicati e diffusi negli anni in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. Possiamo dire che siamo tornati ad un clima simile? Quali sono gli elementi che distinguono il periodo della Guerra Fredda da quello attuale?

— Sicuramente oggi l'arte della diplomazia è molto più responsabile e raffinata. Non c'è stato un conflitto in Europa negli anni della Guerra Fredda quando c'era l'Unione Sovietica, né vi sono stati conflitti dopo la Guerra Fredda salvo quelli locali nei Balcani e quello odierno in Ucraina. Dal 1991 ad oggi, pur crollando i vecchi equilibri fra la Russia e la NATO, non siamo mai giunti a scontri aperti, vuoi per l'importanza delle armi nucleari che aiutano a raffreddare gli animi, vuoi anche per l'esperienza della classe diplomatica.

Tornando al caso della Svezia c'è un discorso da fare: con la pubblicazione di questo opuscolo il Paese è preoccupato di essere in mezzo geograficamente alla regione del Baltico, che nel caso malaugurato di un conflitto sarebbe una delle zone in prima linea. Sul Baltico si affacciano le basi russe, San Pietroburgo, la grande base di Kaliningrad. Inoltre sul Baltico si affacciano Germania e Polonia, due capisaldi della NATO di oggi. In questo opuscolo non si addita la Russia come nemico, si parla di rischio di una guerra in generale, però non sta scritto che se ci dovesse essere un'aggressione, questa provenga per forza dalla Russia.

— A parte l'opuscolo svedese, di cui si parla già da mesi, vanno ricordate le numerose esercitazioni NATO ai confini con la Russia. In un'intervista a Panorama il ministro degli Esteri russo Lavrov ha sottolineato che la pacifica Europa è spinta costantemente dalla NATO verso una guerra fredda. Che ne pensi di questa dichiarazione?

— C'è del vero, se pensiamo a tutti i progetti di cooperazione economica che i Paesi europei hanno con la Russia, soprattutto per quanto riguarda il gas, ma anche nel campo industriale e delle esportazioni, c'è un intreccio di interessi pacifici. Questo intreccio è messo in difficoltà dalla contrapposizione fra la NATO e il governo di Mosca. La cooperazione economica dovrebbe essere sempre il fondamento su cui costruire poi l'amicizia politica e geopolitica. Il problema grosso resta ancora l'Ucraina, conflitto che si trascina da 4 anni, e anche l'avanzamento dell'Alleanza Atlantica verso le frontiere della Russia.

La presenza militare della NATO sui confini con la Russia se viene mantenuta sul lungo periodo non farà che tenere alta la tensione e allora si correrà il rischio di creare una nuova guerra fredda. Sarebbe più opportuno che magari le forze della NATO compissero pure le proprie esercitazioni, però a cicli di periodi limitati.

— Questa tensione continua sembra quasi inevitabile, come se facesse parte di un gioco dove ci deve per forza essere un nemico, in questo caso la Russia. Sei d'accordo?

— Inevitabile entro certi limiti, la NATO per restare coesa ha bisogno di una ragione esterna. L'Alleanza era nata dal 1949 per contrapporsi all'Unione Sovietica e al blocco dei Paesi satelliti comunisti. Venuta a mancare l'Unione Sovietica, è rimasta la Russia che resta una superpotenza sotto tutti gli aspetti. La NATO quindi per sopravvivere e continuare ad esistere nel tempo ha bisogno di avere un avversario. Anche i Paesi della NATO sanno che sarebbe catastrofica una guerra e la vogliono evitare, però tengono in piedi una specie di gioco delle parti in cui alla Russia è riservata la parte dell'avversario, dell'antagonista.

Non si tratta di una contrapposizione pericolosa come lo era ai tempi di Breznev o Andropov. A quei tempi la contrapposizione era molto rischiosa, la situazione di oggi sembra più gestibile rispetto ai momenti peggiori della Guerra Fredda all'inizio degli anni '80. La Russia non è più un avversario ideologico, nel panorama della tensione attuale la situazione a mio avviso è meno pericolosa. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Intervista, relazioni internazionali, Guerra, Esercitazioni, NATO, USA, UE, Russia, Svezia
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