20:06 23 Settembre 2018
Giuseppe Conte

Conte, il premier tecnico di un governo politico

© REUTERS / Alessandro Bianchi
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Tatiana Santi
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“Sarò l’avvocato difensore del popolo italiano” sono le parole di Giuseppe Conte al suo primo discorso ufficiale dopo aver ricevuto dal presidente della Repubblica l’incarico di formare il governo. A molti sconosciuto, attaccato dalla rete e dai media ancor prima di diventare primo ministro, ora Conte è al centro della scena politica.

Professore di diritto privato, avvocato civilista, Giuseppe Conte diventa premier in un contesto anomalo rispetto a tutti i governi italiani precedenti. Si tratta infatti di un premier tecnico di un governo a tutti gli effetti politico.

Sono iniziate oggi a Montecitorio le consultazioni di Conte per dare il via al nuovo governo, nei prossimi giorni potrebbe già essere chiusa la partita dei ministri. Dopo 80 giorni di crisi è arrivata una svolta verso un nuovo governo, molto particolare già in partenza. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Alfonso Celotto, professore di diritto costituzionale all'Università Roma Tre.

Alfonso Celotto, professore di diritto costituzionale all'Università Roma Tre
© Foto : fornita da Alfonso Celotto
Alfonso Celotto, professore di diritto costituzionale all'Università Roma Tre

— Professore Celotto, che idea si è fatto su Giuseppe Conte e sul suo primo discorso ufficiale?

— Il suo primo discorso mi è sembrato molto solido, un discorso aperto ai cittadini, all'Europa, un discorso di garanzia. È stato un discorso impostato bene. Diciamo che la cosa particolare, l'anomalia costituzionale nella costruzione di questo governo è che si tratta di un governo politico guidato da un non politico. È un po'strano, un po'fuori dalla normalità costituzionale, normalmente i governi politici sono guidati da politici. Sarà il 65-imo governo della Repubblica Italiana e finora abbiamo avuto premier politici, i premier non politici hanno sempre guidato governi tecnici.

— Ancor prima di essere incaricato a formare il governo sono piovute da tutte le parti forti critiche nei confronti di Conte. Secondo lei qual è il perché di questo linciaggio mediatico?

— Più che critiche, abbiamo visto un assalto alla curiosità, in fondo è un personaggio poco conosciuto. Gli hanno fatto la radiografia su qualunque cosa, alcuni degli aspetti che sono usciti fuori non sono così gravi come sembrava. I casi capitati qualche anno fa, cioè di Giannino e della Fedeli, erano decisamente più vistosi: dichiarare di essere laureata senza esserlo…

Per quanto riguarda Conte probabilmente c'è di mezzo il gusto della rete di assalto, anche eccessivo in alcuni casi. È stato interessante comunque come fenomeno mediatico, la reta fa scoppiare tutto.

— Non ritiene sia una contraddizione che il premier non faccia parte di nessuno dei due partiti?

— Va detto che è una scelta di garanzia dei due partiti. Lega e Movimento 5 stelle hanno scelto una persona che andasse bene per entrambi i partiti. È solo strano, ripeto, che in 65 governi abbiamo avuto solo 5 volte un premier non eletto, in tre casi si trattava di premier tecnico di governi tecnici, cioè Monti, Ciampi, Dini. Negli altri due casi si trattava di leader politici: Amato e Renzi. Questa volta abbiamo una situazione combinata: leader tecnico di un governo politico.

— Dovremmo definire Conte come un premier tecnico quindi e non politico?

— Tecnico significa non eletto e non appartenente ai partiti. Allo stesso tempo tecnico vuol dire esperto, perché Monti, Ciampi, Dini o anche altri ministri non eletti hanno avuto e hanno capacità tecniche forti. È una cosa assolutamente plausibile. Questa è una situazione anomala, perché il governo in questo caso è politico. Quindi non è illegale, semplicemente si tratta di una prassi, un'abitudine.

— Possiamo dire che solo ora inizia la vera partita politica?

— La vera partita politica inizierà secondo me quando il governo comincerà a funzionare. L'Italia ha bisogno di un governo, ci sono molte decisioni serie da prendere. Credo che la prossima settimana avremo il giuramento dei ministri e la fiducia. Il programma è molto ricco, vi sono tante scadenze importanti anche europee, finanziarie. Sono tante le cose da fare. Dopo una crisi di 80 giorni con tante particolarità, l'Italia ha bisogno di un governo, questo è il punto centrale. Governiamo e vediamo che cosa succede!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Intervista, Elezioni politiche 2018 in Italia, Lega, M5S, Giuseppe Conte, Italia
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