11:30 24 Settembre 2018
Palazzo del Quirinale, Roma

Chi ha paura del governo Lega-M5S?

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Tatiana Santi
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato l’incarico al professore Giuseppe Conte, ma il nuovo governo Lega-Movimento 5 stelle ancor prima di nascere ha subito forti pressioni da Bruxelles. I media stranieri bacchettano Di Maio e Salvini. Governo Lega-M5S e le ingerenze europee.

Dal Financial Times, che ha paragonato le due forze politiche vincitrici a dei barbari all'attacco su Roma, al francese Libération e a al quotidiano Die Welt, le critiche al nascente governo non si sono fatte aspettare. La Commissione Europea non è da meno in quanto a lezioni da impartire all'Italia: il vicepresidente Valdis Dombrovskis ha ricordato a Roma del suo debito pubblico. Bruxelles ha anche auspicato che non vi siano cambiamenti nelle politiche migratorie dell'Italia.

Antonio Maria Rinaldi
© Foto : fornita da Antonio Maria Rinaldi
Antonio Maria Rinaldi
Si accusa spesso e volentieri i russi di interferire nella politica di altri Stati, ma sul nuovo governo italiano la Russia è stato uno dei pochi Paesi a non aver espresso alcun giudizio. Fra i punti del contratto di governo firmato da Salvini e Di Maio a suscitare particolare preoccupazione fra gli alleati italiani è il capitolo riguardante l'eliminazione delle sanzioni antirusse. Ebbene, chi teme il governo Lega-Movimento 5 stelle? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Antonio Maria Rinaldi, economista, professore di finanza aziendale all'Università "Gabriele D'Annunzio" di Pescara, segretario di Alternativa per l'Italia.

— Diversi giornali stranieri come il Financial Times, Liberation e Die Welt si dicono preoccupati per la formazione del governo Lega-Movimento 5 stelle. Professore Rinaldi, come commenterebbe queste reazioni e queste preoccupazioni?

— Io capisco il loro punto di vista, ma mi dispiace non colgano un punto importantissimo: il cambiamento che sta avvenendo in Europa. Non è solo un problema italiano, coinvolge bensì moltissimi Paesi europei.

Evidentemente purtroppo l'élite dell'Unione Europea non riesce a capire che questo disagio in tutta Europa non deve essere contrastato, ma assecondato. Perché non capire che cosa c'è alla base del malcontento? Irrigidirsi senza modificare nulla nel sistema, senza ascoltare le giustissime istanze che provengono da tutti i Paesi penso sia un atteggiamento non corretto. Invece di fare i soliti rimbrotti nei confronti dell'Italia si apra un dialogo estremamente costruttivo fra i partner dell'Unione Europea per poter trovare degli accordi condivisi da tutti nell'interesse di tutti.

Il prossimo anno a maggio vi saranno le elezioni europee, è necessario che con molta trasparenza, umiltà e lungimiranza tutti quanti si mettano ad un tavolo. Questo per garantire la vita futura all'Europa. Non è possibile che l'Unione Europea si chiuda nei confronti di qualcuno rispetto ad altri. Si deve giungere ad una ridefinizione concordata con dei criteri di reciprocità per poter camminare meglio insieme.

— Non solo i giornali. Ad esprimere preoccupazioni, o per meglio dire pressioni, è anche la Commissione Europea in termini di bilancio, ma anche di politiche migratorie. Che ne pensa?

— Proprio in questi punti bisognerà arrivare ad una condivisione. Alla fine sono cose che dicono anche se con sfumature diverse Macron e la Merkel, a fine giugno si vedranno per mettere nero su bianco una diversa governance da parte dell'Unione Europea. L'Italia è il secondo Paese come forza manifatturiera d'Europa, un Paese fondatore, vogliamo solo avere la pari dignità. Anche noi vorremmo sederci negli stessi tavoli e condividere con i nostri partner le stesse proposte.

— Secondo lei queste pressioni sull'Italia da Bruxelles che abbiamo visto questi giorni si possono ritenere come delle ingerenze nella politica italiana?

— Sicuramente sono delle ingerenze, anche un po'goffe. Non mi risulta che mai nessun politico italiano abbia interferito in momenti delicati della politica di altri Paesi. Sono ingerenze che stonano nei rapporti. Non riescono a capire che è anche nel loro interesse giungere ad una più ampia condivisione nell'ambito dell'Unione Europea. Non è possibile che vi siano Paesi i quali impongono la loro volontà nei confronti degli altri. Le regole devono essere proficue per tutti. È una sintesi difficile, ma proviamoci, fino adesso nessuno l'ha fatto.

— A preoccupare gli americani, ma anche Bruxelles, è il punto del contratto di governo Lega-M5S sull'eliminazione delle sanzioni antirusse. Il prossimo governo secondo lei riuscirà a portare avanti questa scelta avendo contro l'Ue e gli Stati Uniti?

— Per mia cultura sono sempre stato orientato ad andare d'accordo con tutti, nessuno escluso. Ragionando in maniera pacata, costruttiva con gli altri partner europei è possibile superare anche questo scoglio. L'Italia ha dei rapporti commerciali e di amicizia storici con la Russia, sappiamo benissimo che a causa delle sanzioni antirusse l'Italia ha avuto enormi svantaggi in determinate aree. Viviamo in un momento di crisi. Il fatto di superare politicamente questo problema che pesa sulla nostra economia sarebbe un enorme vantaggio per noi. Nell'ambito delle alleanze il fatto di riprendere dei colloqui costruttivi rappresenta un enorme passo avanti. Me lo auspico, ma questo andrebbe sempre nell'interesse comune.

Un'Italia debole dovrebbe preoccupare l'Europa. Mi auguro che l'Italia nei confronti della Russia e di chiunque abbia dei rapporti normali. Altri partner europei, nonostante le sanzioni, hanno continuato a fare affari con Mosca. La storia insegna che le sanzioni hanno comunque sempre portato ad effetti negativi. Siamo un Paese esportatore che si rivolge ai mercati internazionali, è giusto che la grandissima fetta rappresentata dalla Russia venga riattivata.

— Con il prossimo governo Lega-M5S come si immagina i rapporti fra Italia e Russia? Vi sarà un miglioramento?

— Indipendentemente dalle sanzioni, i rapporti con la Russia sono sempre stati ottimi. Purtroppo l'Italia fa parte di una certa area geopolitica e per solidarietà ha dovuto prendere delle iniziative. Speriamo presto vengano rimosse nell'ambito di una collaborazione internazionale sempre più ampia. Sono convinto che al di là delle tensioni tutto si risolva per il meglio, ma soprattutto nell'interesse comune. Noi abbiamo bisogno della Russia, la Russia ha bisogno di noi. Dobbiamo collaborare in piena amicizia. È un discorso generale: l'Italia non deve avere nemici, solo amici, per il bene di tutti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Lega, Movimento 5 Stelle, UE, Italia
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