00:44 19 Giugno 2018
La solidarietà verso i migranti

“Osare il ritorno”, il libro guida per i migranti africani

© AFP 2018 / Jonathan Nackstrand
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Tatiana Santi
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Quello di Karounga Camara, imprenditore senegalese, è uno sguardo nuovo e originale sull’immigrazione. È facile partire per l’Europa con il sogno di una vita migliore, che non sempre si avvera; tornare nella propria patria richiede coraggio, ma è possibile. “Osare il ritorno”, il libro guida per i migranti africani.

Al contempo del fenomeno migratorio dall'Africa verso l'Europa, spesso segnato da eventi tragici nel Mediterraneo, vi sono migranti che desiderano tornare in patria, ma una simile scelta incute paura. Come essere accettati dalle proprie famiglie senza passare per dei falliti?

Karounga Camara, dopo 7 anni trascorsi in Italia con un lavoro a tempo indeterminato ha capito che la sua vita è in Africa e in Senegal può essere davvero utile. Fondato un business con altri connazionali, Karounga ha deciso di condividere la propria esperienza attraverso un libro guida che spiega praticamente un modo per tornare in Africa.

Karounga Camara
© Foto : fornita da Karounga Camara
Karounga Camara

Un continente che offre tantissime possibilità, l'Africa è il futuro del mondo secondo Karounga. "Gli africani che tornano e creano un business di successo renderà chiaro ai giovani africani che è possibile realizzarsi stando in Africa, demolendo gradualmente il mito dell'Occidente" ha sottolineato in un'intervista a Sputnik Italia Karounga Camara, imprenditore, coach di imprenditoria, autore del libro "Osare il ritorno" (edito da Celid).

— Karounga Camara, com'è stata la sua esperienza di vita in Italia?

— Mi sono trovato benissimo a dire la verità. Non ho avuto un'immigrazione difficile, sono arrivato in Italia nel 2009 con il visto di un anno, poi ho fatto il permesso di soggiorno e ho trovato un lavoro. Durante i 7 anni che ho trascorso in Italia mi sono formato, ho lavorato e ho ottenuto anche un contratto a tempo indeterminato alla Residenza Buonarroti della Cattolica di Milano. È stata una bella esperienza.

Osare il ritorno
© Foto : fornita da Karounga Camara
Osare il ritorno

— Perché ad un certo punto ha deciso di tornare?

— Vorrei citare due fattori. Durante un incontro sulla metro una signora italiana mi ha consigliato di non diventare un immigrato in Africa, "il futuro sarà più bello in Africa che in Europa", ha proseguito la signora. Da quel momento ho iniziato a rifletterci, poi nel 2011 ho perso mia mamma, sono stati dei giorni durissimi, perché non sono riuscito neanche ad andare al suo funerale. A quel punto ho capito che l'Italia era un mezzo per vivere, avevo imparato molte cose, ma non era la ragione per cui io vivo. La ragione era in Africa, in Senegal. Mi sono fissato così l'obiettivo di tornare in Senegal entro la fine del 2015 e mettere su una mia attività. Ho passato tre anni a prepararmi e ho scoperto tantissime cose, che vi sono tantissime opportunità in Africa. Ho capito che potevo essere molto più utile vivendo in Senegal piuttosto che in Italia.

— Di solito si pensa che altrove si viva meglio. In Africa evidentemente immaginano che in Europa la vita sia migliore, ma in realtà non è scontato. Che ne pensa?

— Questa mentalità esiste, in realtà non ci poniamo la vera domanda: l'Africa offre opportunità? La risposta è sì, l'Africa offre tantissime opportunità, più di ogni altro continente, perché tutti i settori sono quasi vergini e non sfruttati. Il mito dell'Occidente è ancora molto forte in Africa, quindi ecco perché tornare è più difficile che partire. Vi sono molti africani che vivono una situazione molto precaria in Europa, hanno voglia di tornare però non tornano, perché hanno paura. Quando lasciamo l'Africa non abbiamo questa paura perché per molti l'Occidente è l'Eldorado, partiamo quindi con il coraggio dell'ignoranza. Tornare indietro è difficile, perché quando vai in Europa tutti si aspettano un rientro da vincitore. Io descrivo nel mio libro un metodo e un percorso per riuscire a tornare.

— Ci parli del suo libro "Osare il ritorno". È una sorta di guida per le persone che si decidono a tornare in patria, ma hanno paura?

— Non è un romanzo né una biografia. È una guida, perché mi sono basato sulla mia esperienza e sui miei errori. Ho capito che potevo condividere la mia esperienza con gli altri, perché io conosco tanti africani che mi dicono di voler fare la mia stessa scelta, cioè tornare nel proprio Paese. Loro non sanno però come fare. Ho pensato che scrivere questo libro potesse servire agli immigrati africani in Italia. Il mio libro offre una visione anche più globale: il futuro è l'Africa, gli africani hanno un ruolo da giocare. Le sfide globali di questo secolo a mio avviso si giocano in Africa. Il mondo intero l'ha capito. Tanti occidentali infatti stanno andando ad investire in Africa.

— Dopo la pubblicazione del suo libro degli immigrati si sono rivolti a lei per chiedere consigli su come tornare in patria?

— Sì, mi ha fatto molto piacere. Il giorno dopo della presentazione del libro al salone del libro di Torino ho incontrato la comunità senegalese. È stata una bella esperienza, molte reazioni mi hanno colpito. Tutti hanno comprato il libro dicendo: "anche io voglio tornare". Anche durante la presentazione a Milano gli africani presenti hanno fatto tante domande e hanno preso contatti. Io non ho solo scritto questo libro, in Senegal abbiamo fondato una rete di imprenditori senegalesi con esperienza all'estero. Questo per creare un luogo di scambio per beneficiare delle esperienze di ciascuno. Negli ultimi tempi tanti miei compaesani hanno aderito all'associazione. È una rete che favorisce scambi fra senegalesi espatriati desiderosi di tornare e quelli che sono già tornati fondando un proprio business. Stiamo lavorando anche con imprenditori occidentali che vogliono investire in Africa, che sarà il futuro del mondo.

povertà
© Sputnik . Valeriy Melnikov

— Il suo punto di vista e anche il suo libro vanno decisamente contro corrente rispetto alla vulgata della stampa, solitamente si ritiene che l'emigrazione africana verso l'Europa sia un fenomeno normale. Il suo libro non ha ricevuto delle critiche?

— La maggioranza delle critiche sono positive. Molti hanno avuto dei pregiudizi quando hanno visto un libro che dice agli africani di tornare in Africa. Io ho spiegato più volte che il mio libro non dice politicamente di tornare a casa, come fanno alcuni partiti di estrema destra. Secondo me restare, partire, tornare è una scelta. Ognuno ha la scelta di vivere dove vuole: ci sono tanti italiani, francesi, russi che vivono in Africa. Deve essere una scelta e non una situazione obbligata.

Io parlo di africani che vivono in Italia, ma si sentono infelici e che non tornano in patria. Io voglio solo dire loro che ci sono le possibilità di ripartire da zero, gli espatriati africani sono un patrimonio di cui non si immagina il vero valore. Nonostante i mass media continuino a parlare di crisi migratoria, tantissimi africani stanno tornando dopo lunghi anni all'estero. Credo che accompagnarli seriamente nel realizzare i propri progetti nella direzione opposta potrebbe ridurre l'immigrazione clandestina. Gli africani che tornano e creano un business di successo renderà chiaro ai giovani africani che è possibile realizzarsi stando in Africa e demolendo gradualmente il mito dell'Occidente.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Migranti, Intervista, libro, Africa, Italia
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