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    La mostra degli artisti russi Sognando lo spazio

    Un nuovo volo su Solaris: Tarkovskij torna a Firenze

    © Sputnik . Рамиль Ситдиков
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    Marina Tantushyan
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    Dopo 46 anni l’atmosfera onirica del film “Solaris” (1972) del regista russo Andrej Tarkovskij torna ad incantare il pubblico italiano.

    Dal 28 maggio al 31 luglio il Centro internazionale per le arti dello spettacolo, che porta il nome del Maestro Franco Zeffirelli, apre le porte della sua prima mostra temporanea internazionale, intitolata "Un nuovo volo su Solaris", realizzata in collaborazione con il Museo Anatolij Zverev di Mosca di Mosca (Museo AZ).

    "Un nuovo volo su Solaris"  ideato e curato da Polina Lobačevskaja  costituisce il finale della trilogia di esposizioni le cui prime due parti, ispirate rispettivamente ai film di Tarkovskij Stalker e Andrej Rublev, sono state presentate nel Museo AZ di Mosca nel 2016 e nel 2017.

    Il terzo progetto unisce il capolavoro di Tarkovskij alle opere più significative degli artisti sovietici anticonformisti provenienti dal Museo AZ e dalla collezione privata di Natalia Opaleva.

    Nello spazio espositivo della mostra in Piazza San Firenze saranno presentati 34 quadri, due sculture e un'installazione video costituita da fotografie e da frammenti cinematografici legati alla biografia di Tarkovskij.

    Il regista sovietico Andrej Tarkovskij
    © Sputnik . Соловьев
    Il regista sovietico Andrej Tarkovskij

    Inoltre, per il progetto espositivo "Un nuovo volo su Solaris", il Museo AZ propone una sua nuova selezione di opere d'arte afferenti a un patrimonio congeniale a Andrej Tarkovskij: si tratta infatti di lavori dei suoi contemporanei, i maestri dell'underground sovietico attivi tra gli anni '60 e gli anni '80 del Novecento.

    Sputnik Italia si è rivolto per un approfondimento a Pippo Zeffirelli, Vicepresidente della Fondazione Franco Zeffirelli.

    —  Signor Zeffirelli, com'è nato il primo progetto internazionale della vostra Fondazione? La scelta dipende dal fatto che l'Italia è legata ai momenti cruciali della biografia di Tarkovskij (Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia per L'infanzia di Ivan, le riprese del film Nostalghia portate avanti insieme a Tonino Guerra) oppure dall'amore di Franco Zeffirelli per la cultura russa?

    —  Questo progetto nasce da un incontro con la signora Natalia Opaleva, direttrice del museo AZ (Anatoly Zverev) di Mosca, uno dei più grandi musei privati russi di arte contemporanea. La signora Opaleva era venuta a visitare la nostra Fondazione a Firenze e in quell'occasione ci ha proposto un progetto con parte della sua collezione, custodita nel suo museo. Poiché la nostra Fondazione dedica degli spazi alle arti dello spettacolo, si è deciso insieme di rappresentare un vernissage dedicato a Solaris di Tarkovskij. La mostra promuove un interscambio culturale tra l'arte cinematografica italiana e quella russa.

    L'amore di Franco Zeffirelli per la cultura russa è antico. Uno dei suoi primi lavori in compagnia di Luchino Visconti fu realizzare le scene delle Tre Sorelle di Cechov nel 1952. Più tardi ha portato diverse delle sue produzioni in tournée in Russia, dalla Lupa con Anna Magnani alla sua spettacolare messa in scena del Romeo e Giulietta con Giancarlo Giannini e Annamaria Guarnieri, riscuotendo un enorme successo di pubblico. Nel 1968 la distribuzione del film Romeo e Giulietta, come nel resto del mondo, toccò il cuore di tutti i giovani russi. I suoi film sono sempre stati apprezzati dal pubblico russo e la mostra dei suoi lavori scenografici esposti al Museo Pushkin di Mosca riscosse un enorme successo. Quindi è con grande piacere che la Fondazione Zeffirelli accoglie all'interno dei suoi spazi una così prestigiosa istallazione ispirata al film di Andrej Tarkovskij Solaris, prodotta e patrocinata dalla direttrice del museo moscovita. Ci auguriamo che tutto questo possa dare adito a un sodalizio di interscambio artistico e culturale tra la Fondazione Zeffirelli e il Museo AZ di Mosca.

    —  Nel 1972 Tarkovskij realizzò Solaris, tratto dall'omonimo romanzo di Stanislaw Lem. Il film narra d'una spedizione scientifica sul pianeta Solaris in cui avvengono strani fenomeni: si scopre che l'oceano del pianeta è una vera e propria entità senziente che materializza il passato e i ricordi. In Italia Solaris fu affidato alle cure di Dacia Maraini che gli impose importanti tagli, oltre a profondi e arbitrari cambiamenti privi del consenso di Tarkovskij. Che impressione ha avuto dopo aver visto questo film?

    Il regista sovietico Andrej Tarkovskij (al centro), l'attore Donatas Banionis (a sinistra) e l'attrice Natalija Bondarchuk girano un episodio del film Solaris.
    © Sputnik . Рудольф Алфимов
    Il regista sovietico Andrej Tarkovskij (al centro), l'attore Donatas Banionis (a sinistra) e l'attrice Natalija Bondarchuk girano un episodio del film "Solaris".

    —  Non avendo mai visto la versione originale, ma solo quella riadattata dalla Maraini, ho comunque valutato che il film aveva un grande impatto verso il pubblico, che infatti lo ha apprezzato molto. Il messaggio che ho colto è il valore filosofico del film, che individua nell'arte uno strumento universale di conoscenza per l'umanità.

    • Il film Solaris da Andrej Tarkovskij
      Il film "Solaris" da Andrej Tarkovskij
      © Sputnik . В.Мурашко
    • Il film Solaris da Andrej Tarkovskij
      Il film "Solaris" da Andrej Tarkovskij
      © Sputnik . Рудольф Алфимов
    • Il film Solaris da Andrej Tarkovskij
      Il film "Solaris" da Andrej Tarkovskij
      © Sputnik . Рудольф Алфимов
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    © Sputnik . В.Мурашко
    Il film "Solaris" da Andrej Tarkovskij

    —  Una delle mission della Fondazione Zeffirelli è divulgare la cultura legata all'arte e al cinema. Che valore ha per voi la mostra "Un nuovo volo su Solaris", l'ultima della trilogia dedicata ad Andrej Tarkovskij e ai suoi contemporanei, artisti provenienti dal mondo della cosidetta "arte non ufficiale"?

    —  Trovo giusto che a Firenze, culla dell'arte e del Rinascimento, si promuova una mostra come questa, che vuole dare spazio ad artisti che hanno avuto il coraggio di esprimere la loro arte nonostante gli impedimenti del regime.

    SFINKS
    © Foto : Provided by Moscow Design Museum
    —  Potrebbe raccontare il concetto principale della mostra?

    —  Il concetto dell'esposizione è entrare all'interno di un'ipotetica navicella spaziale, dove vengono esposte appunto 32 quadri e 2 sculture di vari artisti appartenenti appunto a quel periodo degli anni '60-'80, considerato il Rinascimento Sovietico.

    — A Suo avviso, che tipo di pubblico potrebbe essere interessato a questa installazione futuristica che ricorda una stazione spaziale? A Firenze ci sono ancora rimasti gli ammiratori della creatività artistica di Andrej Tarkovskij?

    —  Tarkovskij è un nome che suscita enorme interesse e curiosità a Firenze, dove lui ha vissuto per diversi anni, e il pubblico fiorentino lo ricorda con grande ammirazione. A mio avviso questa installazione susciterà un interesse generale da parte del pubblico sia toscano che internazionale. Con la signora Opaleva stiamo discutendo e programmando una continuità di rapporto per altre collaborazioni future. 

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    mostra, Arte, cinema, cultura, relazioni Italia-Russia, Italia, Russia
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