20:33 17 Agosto 2018
Donetsk, Giorno della VittoriaDonetsk, Giorno della Vittoria

Donetsk festeggia “la Giornata della Vittoria”

© Foto : Eliseo Bertolasi © Foto : Eliseo Bertolasi
1 / 2
Opinioni
URL abbreviato
Eliseo Bertolasi
5311

Il 9 maggio, la Russia come nella maggior parte dello spazio ex-sovietico si celebra la Giornata della Vittoria, la vittoria sul nazi-fascismo nella Grande Guerra Patriottica.Una festa grandiosa, profondamente sentita da tutti.

Il ricordo di quell'ecatombe è ben vivo nella memoria individuale e collettiva, in quegli anni il popolo sovietico pagò un tributo altissimo di vite umane per respingere l'invasione nazista, stime approssimative parlano di oltre venti milioni di morti. Non c'è famiglia che in quegli anni drammatici non perse qualcuno dei propri cari. Commemorare questa vittoria è pertanto una questione d'onore, di rispetto non solo verso i propri cari caduti, ma in generale verso tutti coloro che diedero la loro vita per liberare il Paese.

Purtroppo questo attaccamento alla memoria, alla storia, non è più prerogativa di tutti i popoli del ex-URSS. Le autorità ucraine figlie di Euromaidan, impegnate a riscrivere la storia del loro paese in chiave antirussa, hanno già ripudiato questa festa, di fatto, buttando nel dimenticato il contributo altissimo di vite umane, il sacrificio che l'Ucraina pagò per l'invasione e l'occupazione nazista. Nel Donbass, al contrario, le due Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk, rimangono ben salde alle tradizioni patriottiche e alla storia gloriosa.

© Foto : Eliseo Bertolasi
Donetsk, Giorno della Vittoria
Anzi è proprio in queste due Repubbliche che il ricordo della Grande Guerra Patriottica di liberazione dal nazi-fascismo è più che mai attuale. I militari che sfilano nella parata della Vittoria arrivano dal fronte, dopo la cerimonia, deposte le uniformi da parata, ritornano al fronte. Davanti alla prima linea le truppe ucraine si muovono minacciose, la guerra che da quattro anni insanguina il Donbass non è mai terminata ed è ancora in atto. Per tal ragione la festa del Giorno della Vittoria a Donetsk è particolarmente sentita, non solo come momento di ricordo, ma come realtà.
© Foto : Eliseo Bertolasi
Donetsk, Giorno della Vittoria

Anche quest'anno la cerimonia è stata imponente. Già in mattinata, di buon ora, migliaia di persone si accalcavano intorno alle transenne ai lati del boulevard Artema, in centro, per veder sfilare la parata militare delle forze armate della Repubblica. Tutta la piazza Lenin, era gremita di gente, gli impianti audio che diffondevano le celebri canzoni patriottiche sovietiche creavano un'atmosfera altamente suggestiva.

Il capo della autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk Alexander Zakharchenko il Giorno della Vittoria.
© Foto : Eliseo Bertolasi
Il capo della autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk Alexander Zakharchenko il Giorno della Vittoria.

Tra la gente, molti i ragazzini e le ragazzine che indossavano le casacche militari color cachi di fattura sovietica col tipico copricapo a bustina.

Sono arrivati poi i veterani, ormai tutti ottuagenari, nella loro uniforme ricoperta di medaglie; a loro sono stati resi i più alti onori per aver combattuto e vinto nella Grande Guerra Patriottica: "spasibo vam".. "Grazie a voi" per aver combattuto, per aver sofferto, per aver scacciato l'invasore.

© Foto : Eliseo Bertolasi
Donetsk, Giorno della Vittoria

Alle nove in punto è iniziata la parata militare. Nella più grande esultanza tutti i presenti hanno acclamato il passaggio delle varie unità militari lanciando loro mazzetti di fiori: prima i reparti appiedati, poi quelli meccanizzati e corazzati: blindati, tank, sistemi lanciamissile..

Il momento più commovente, tuttavia, è stato quando, dopo il passaggio delle unità militari, è partito il corteo del "Reggimento degli immortali": un interminabile fiume di persone di tutte le età che sfilando innalzavano le fotografie dei propri cari che combatterono sui vari fronti della Grande Guerra Patriottica. Tutti con appuntato sul petto il nastrino di San Giorgio dai colori nero e arancione, il simbolo della vittoria.

© Foto : Eliseo Bertolasi
Donetsk, Giorno della Vittoria

In questa processione della memoria e dell'onore sono stati ricordati anche i caduti del presente. Dietro lo striscione "Reggimento degli immortali del Donbass", con le lacrime agli occhi, hanno sfilato anche coloro che hanno perso i propri cari in questi ultimi anni di guerra con l'Ucraina.

La cerimonia si è poi spostata nel parco davanti al memoriale, dove in un tripudio di bandiere della DNR (dalle tre fasce: rossa, azzurra, nera) e sovietiche sono stati deposti fiori ai caduti.

Petro Poroshenko
© Foto : Press-service of the President of Ukraine
All'orizzonte si stanno addensando concrete prospettive che la guerra possa presto riaccendersi in maniera intensa. Alla fine di aprile il presidente ucraino Poroshenko ha terminato l'ATO (Operazione Antiterrorismo) nei territori dell'Ucraina orientale, per passare ora il comando delle operazioni per "liberare i territori momentaneamente occupati" (s'intende dalla Russia) direttamente nelle mani delle Forze Armate ucraine.

Le pressioni da parte dell'esercito ucraino sulla linea di contatto tra l'Ucraina coi territori delle due Repubbliche sono sempre più palesi, sembrano indicare che Kiev si stia accingendo a liquidare la questione del Donbass con la forza.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

A Mosca commentate le opzioni di Kiev per risolvere il conflitto nel Donbass
Perché l’Occidente non capisce il Giorno della Vittoria
Tags:
Grande Guerra patriottica, Reggimento Immortale, Seconda Guerra Mondiale, Lugansk, Donbass, Ucraina
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik