01:10 17 Agosto 2018
Anche Putin prende parte alla marcia del Reggimento Immortale

Reggimento degli Immortali per ricordare gli eroi della Vittoria si sfilerà in Italia

© Sputnik . Aleksey Nikolsky
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Marina Tantushyan
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In occasione delle Festa della Vittoria la marcia Reggimento degli Immortali di nuovo farà il giro del mondo.

Questo evento è iniziato nel 2012 in Russia per commemorare i soldati sovietici che hanno partecipato alla lotta sul nazismo. Il Reggimento degli Immortali si basa sulla volontà nazionale di ricordare gli eroi del passato, riunendosi in una parata durante la quale i cittadini portano le immagini dei loro antenati che hanno partecipato alla "Grande Guerra Patriottica", la Seconda Guerra Mondiale.

Recentemente questa bellissima iniziativa ha preso piede anche in Italia. Quest'anno grazie allo sforzo delle associazioni culturali italo-russe sparse sul territorio, la marcia si terrà a Roma, Napoli, Milano e nelle piccole città italiane.

Nella città eterna l'evento si terrà il 5 maggio, Sputnik Italia si è rivolto a Irina Vikhoreva, l'organizzatrice del corteo romano.

— Secondo l'ultima risoluzione delle Nazioni Unite, la processione Reggimento degli Immortali è stato definita come un movimento popolare e di iniziativa civica, con l'obiettivo di unire tutti coloro che non sono indifferenti al destino del mondo. Che valore ha questo riconoscimento al livello internazionale per il movimento del Reggimento degli Immortali?

— Il movimento del Reggimento degli Immortali invoca tutte le persone non indifferenti a ricordare che ogni guerra ci porta solo il male e la distruzione. Spetta a noi, i cittadini di oggi, a portare il nostro rispetto davanti ai nostri caduti e verso il nostro futuro sereno e pacifico. Il Reggimento degli Immortali è uno strumento per non dimenticare il passato e che non sottovalutano nemmeno gli alleati, che hanno combattuto insieme ai sovietici. Tra di loro ci sono i discendenti dei paesi della coalizione anti-hitleriana: partigiani italiani, spagnoli, polacchi, ungheresi, bulgari e tanti altri, che uniti tutti insieme sono stati capaci di contrastare ai nazisti, e alla fine della guerra sono divenuti vincitori. 

— Quest'anno si terrà la terza edizione del corteo romano. Come descriverebbe la vostra missione? Cosa vi spinge ad organizzare questo evento di anno in anno? Perché, a Suo avviso, tali atti di memoria sono così importanti? 

— Il prezzo più caro per la Vittoria è stato pagato dal popolo sovietico, che ha perso, caduti, circa 28 milioni di persone. Pensi che in media su 100 giovani della classe 1922-1925 sono tornati vivi dalla guerra soltanto in tre. Perciò la Russia, come erede dei valori sovietici, ha deciso di riunire le forze del bene nel mondo per rafforzare la pace, che, al giorno d'oggi, è fragile. Negli scorsi 5 anni le cerimonie di celebrazione della Vittoria Sovietica si sono tenute presso una delle scuole romane in lingua russa. Ma il movimento del Reggimento degli Immortali sta crescendo e le mura della scuola gli stanno ormai strette. Proprio per dare spazio alle sempre più numerose richieste di partecipazione da parte dei concittadini delle ex-Repubbliche sovietiche gli organizzatori dell'evento sono usciti in strada.

Azione Reggimento immortale (Foto d'archivio)
© Sputnik . Vladimir Vyatkin

— Com'è stata accolta questa iniziativa dalle autorità romane, visto che il vostro corteo attraverserà il centro storico? 

— Le autorità romane sono state imparziali. Gli organizzatori hanno presentato una richiesta in regola con le normative vigenti in Italia ed il centro storico è stato concesso in base al numero delle persone partecipanti. 

— Il numero dei partecipanti della marcia è visibilmente aumentato in tutto il mondo nel corso degli anni. Oggi il Reggimento degli Immortali è diventato un evento senza precedenti. Come vanno le cose in Italia?

— Grazie al coordinamento del Reggimento degli Immortali nel mondo quest'anno le iniziative commemorative sono largamente aumentate. Solo nel Nord d'Italia hanno aderito ufficialmente all'iniziativa le città di Venezia, Bolzano, Bologna, Torino e Milano, ed al Centro-Sud Roma e Napoli. Quest'anno gli organizzatori del Reggimento degli Immortali nel mondo a Roma hanno dichiarato l'adesione di 350 partecipanti. Gli inviti sono stati spediti a 36 ambasciate, firmatari della Risoluzione di Ginevra di cui sopra, a tutte le scuole con l'insegnamento della lingua russa, alle tre università romane, alle due parrocchie ortodosse di Roma, alle varie associazioni culturali che promuovono rapporti bilaterali positivi fra l'Italia e la Russia. Quest'anno, come l'anno scorso, gli organizzatori del corteo, che avrà luogo il 5 maggio 2018 alle ore 15 nei pressi di Castel Sant'Angelo, hanno rispettato la richiesta dei partecipanti che verranno da Perugia, Firenze, Pescara, Aquila, Lamezia, Bari sull'orario pomeridiano di svolgimento, per agevolare i loro spostamenti dalle città italiane. La novità è stata la scelta di sabato invece di domenica per poter permettere ai numerosi credenti ortodossi la loro partecipazione sia al corteo del Reggimento degli Immortali che alla messa mattutina domenicale, fatto trascurato nel 2017.

— Sappiamo bene che questa importantissima pagina della storia mondiale viene molto spesso messa a tacere nell'Occidente. Pensa che siete riusciti in questi tre anni a rompere questo ingiusto silenzio e raccontare agli italiani l'alto prezzo pagato per la pace dai popoli dell'Unione Sovietica?

— Dopo soli 70 anni, la generazione moderna ha dimenticato l'incredibile prezzo che venne pagato per la libertà dell'umanità e, nascondendosi dietro le parole di questa libertà, conduce la rinascita dell'ideologia nazista in Europa, permette di tenere processioni e fiaccolate che inneggiano alle SS sulle nelle vie delle sue città principali. Questo fenomeno crescente può essere fermato solo dagli sforzi congiunti di diplomatici professionisti e diplomazia popolare, la cui vivida espressione è il Reggimento degli Immortali. E noi, nel nostro piccolo, facciamo ciò che possiamo per mantenere viva la memoria di quei tragici e gloriosi giorni.

— Potrebbe ricordare la storia di un eroe russo che La ha colpito di più e che vorrebbe condividere con il pubblico italiano?

— Le racconto la storia di Grishanin Dmitrij Konstantinovich classe 1922. Un giovane ragazzo come altri, semplice servitore della Patria, che si distinse in numerosi atti eroici, tre dei quali furono premiati con medaglie. Il primo atto fu salvare il proprio comandante coprendolo con il proprio corpo e, nello stesso momento, riuscendo a colpire per primo il cecchino nascosto. Il secondo atto di eroismo fu quello di incitare i compagni a lanciarsi in un attacco contro le linee nemiche in un momento di sconforto generale per la mancanza di munizioni. Il terzo, un mese prima della Vittoria, fu richiamare il fuoco dell'artiglieria amica su di sè, mentre era accerchiato dai nemici. Dmitrij Konstantinovich morì qualche mese dopo la fine della guerra a seguito delle numerose ferite subite durante i combattimenti, che risultarono invalidanti e provocarono conseguenze incurabili.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Intervista, relazioni Italia-Russia, Seconda Guerra Mondiale, Roma, Italia, Russia
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