21:13 18 Novembre 2018
Al Vertice G20 ad Amburgo

Trump minaccia Iran, Macron è già stato in USA e la Merkel ci sta andando

© Sputnik . Михаил Климентьев
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Mario Sommossa
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Fra poco il presidente americano Trump incontra il presidente francese Macron e la cancelliera tedesca Merkel. I temi principali dei colloqui riguardano la questione dei dazi americani sulle merci europee e quella dei rapporti con l’Iran sia a proposito del Trattato sul nucleare sia in merito al suo programma di missili balistici.

In pochi giorni il presidente americano Trump incontra a Washington il presidente francese Macron e la cancelliera tedesca Merkel. Senza alcun dubbio, i temi principali dei colloqui riguardano la questione dei dazi americani sulle merci europee (decisione solo temporaneamente sospesa) e quella dei rapporti con l'Iran sia a proposito del Trattato sul nucleare (JCPOA) sia in merito al suo programma di missili balistici. La prima cosa da notare è che, ancora una volta, queste due visite di leader europei dimostrano che l'Europa non esiste e che il potere negoziale, che avrebbe potuto essere molto forte, è in realtà indebolito perché il peso di ciascun membro dell'Unione da solo vale infinitamente meno del potere ottenibile da una voce europea unica.

Per quanto riguarda i dazi doganali è evidente che ciò che più preoccupa gli americani è la bilancia commerciale con la Germania, per loro fortemente sfavorevole. Non si può escludere, comunque, che un qualche accordo possa essere raggiunto, magari con l'impegno tedesco ad importare più prodotti americani. (Quel che ciò possa significare per l'import/export italiano e per temi delicati come gli OGM è tutto da considerare).

Il problema di piu' difficile soluzione è quello che riguarda i rapporti con l'Iran e su questo argomento si possono ipotizzare alcuni scenari alternativi tra loro.

Primo. Trump decide che il 12 maggio non rinnoverà la sospensione delle sanzioni americane contro l'Iran ma non imporrà nulla contro gli eventuali affari economici di terzi verso quel Paese. Non attiverà quindi le cosiddette "sanzioni extra territoriali" e gli interscambi tra Iran e Paesi europei potranno ripartire. In questo caso, se l'Europa la Russia e la Cina continueranno a rimanere fedeli al JCPOA, anche l'Iran continuerà a rispettare l'accordo limitando le reazioni alla fine del possibile dialogo con gli Stati Uniti sullo Yemen e alla cessazione di ogni collaborazione in Afghanistan.

Secondo. Trump e l'Europa non si ritirano dal JCPOA ma vengono emesse nuove sanzioni limitate al programma dei missili balistici iraniano. In questo caso l'Iran potrebbe continuare a rispettare il Trattato, ma reagirà in qualche modo contro l'Occidente, accentuando le proprie relazioni con Russia, Cina e India.

Terzo. Trump denuncia il Trattato e, reimponendo tutte le sanzioni precedenti, includerà anche rappresaglie contro tutti quei Paesi che vorranno continuare a fare affari con l'Iran. È questa la soluzione che metterebbe la parola fine alle speranze di chi vedeva nel mercato iraniano un nuovo bengodi. Soprattutto le aziende europee che hanno qualche interesse nel mercato americano si guarderanno bene dal fare affari con Teheran per paura di diventare vittime delle ritorsioni di Washington. La risposta iraniana sarebbe quella preannunciata dal Ministro degli Esteri Zarif: sarà ricominciato l'arricchimento dell'uranio con l'intento di passare in soli quattro giorni dal 5 (previsto dal Trattato e garantito dall'AIEA) al 20%. In questa eventualità, poiché' la colpa del non rispetto degli accordi non sarebbe imputabile agli iraniani, potrebbe innestarsi una maggiore collaborazione con Russia e Cina anche in merito al proprio programma nucleare.

Quarto. Trump denuncia il JCPOA, rinnova tutte le sanzioni e fa di tutto per aumentare pressioni di ogni genere su Teheran, compresa l'ipotesi di minacciare, e forse preparare, una guerra. Avrebbe dalla sua parte Israele e Arabia Saudita mentre i Paesi europei assumeranno posizioni diverse tra loro. La conseguenza peggiore riguarderà la politica interna iraniana con un rafforzamento dell'ala dura del regime. I Pasdaran e gli altri "falchi" accuseranno Rohani e le "colombe" di aver tradito il Paese con l'impedirgli di sviluppare il "necessario" programma nucleare. Porteranno ad esempio la Corea del Nord che, proprio perché si è dotata in tempo della bomba atomica, si è messa al riparo da ogni attacco ed ha obbligato Washington a scendere a patti.

Quinto. Questo scenario è quello che, pur non potendo essere escluso, sembra il più improbabile: Macron e la Merkel riescono a convincere Trump ad accettare l'applicazione totale e definitiva del JCPOA. Se, nonostante l'opposizione di Israele ed Arabia Saudita, questa sarà l'opzione che avrà successo si apriranno nuovi scenari di negoziazione anche in merito alle altre crisi regionali quali Yemen, Afghanistan e Siria. Non si potrebbero escludere nemmeno conseguenze favorevoli nella crisi palestinese, con Hamas cui verrebbero tagliati supporto, aiuti e finanziamenti. Questa quinta ipotesi è anche l'unica che garantirebbe concretamente la realizzazione di tutti quegli affari che tante aziende europee e tanti imprenditori iraniani avevano ipotizzato insieme di poter attuare. Occorre notare che, di là dall'entusiasmo iniziale scaturito dalla firma del JCPOA, ben pochi affari sono stati davvero finalizzati, causa l'incertezza che ha pervaso tutti dopo le minacce Trumpiane contro il Trattato. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
dazi, Iran, Sanzioni Iran, Angela Merkel, Emmanuel Macron, Donald Trump, Europa, Germania, Francia, Iran, USA
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