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22:54 23 Ottobre 2019
Una veduta su Yalta

Se non puoi abbatterle, aggirale

© Sputnik . Alexey Malgavko
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Sono le sanzioni contro la Russia, che l’Europa non accenna a voler annullare. Dal forum economico di Yalta un esempio di come sia possibile aggirarle, sfruttando paesi terzi, vicini all'Italia, come la Tunisia.

Francesco Lo Iudice, presidente della Camera di Commercio Magreb-Russia.
© Sputnik . Riccardo Pessarossi
Francesco Lo Iudice, presidente della Camera di Commercio Magreb-Russia.
Camminando negli spazi del Forum Economico Internazionale di Yalta si fa un piccolo giro del mondo. Del resto è proprio il senso di eventi come questo. Parlare, conoscersi, diventare se non amici o partner commerciali, almeno provarci attraverso il dialogo. Nelle sale del Mrya Resort di Yalta oltre al russo, l'arabo risuona molto più spesso, ad esempio, dell'inglese. E non è un caso. In questa intervista a Sputnik Italia lo spiega, portando l'esempio della Tunisia, Francesco Lo Iudice, italiano, presidente della Camera di Commercio Magreb-Russia.

— Qual è il senso della sua presenza al Forum Economico Internazionale di Yalta?

— Sono qui in qualità di presidente della Camera di Commercio Magreb-Russia. Attualmente la Tunisia acquista dalla Russia 800 milioni di dollari di prodotti all'anno, per lo più idrocarburi, cereali e prodotti derivati del petrolio, ma esporta appena 20 milioni di dollari di prodotti, principalmente alimentari e pesce.  Se riuscissimo a raddoppiare da 20 a 40 sarebbe un grande successo. Il mio impegno qui a Yalta e non solo è per poter aumentare l'export verso la Russia. Oltre alla Crimea, abbiamo incontri regolari con le autorità del Tatarstan ed a breve saremo anche in Dagestan. Bisogna farsi conoscere, senza dimenticare un altro fattore, quello religioso. La Tunisia è sunnita ed in Russia ci sono circa 20 milioni di musulmani sunniti, il che apre un canale non dico privilegiato, ma importante di sicuro.

— In che modo la Tunisia può essere un fertile «campo neutro» per coltivare gli scambi tra l'Italia e la Russia al di fuori delle sanzioni?

— La Tunisia è fuori da quel sistema così chiuso e compiacente dei paesi europei che hanno scelto una linea dura verso la Russia ed agiscono in questa maniera,rinnovando sempre le sanzioni. Queste sanzioni non dicono che possono essere aggirate, ma ci sono altri mercati. Quella tra Italia e Tunisia non è solo una vicinanza territoriale ma  di continuità storica. Gli italiani sono stati sempre promotori di iniziative nel settore agricolo e pesca, hanno esportato il nostro know how, sono andati a produrre e coltivare le terre, pescare: hanno insegnato ai tunisini la possibilità di sfruttare al meglio le loro risorse. Ora tramite la Tunisia vino, formaggi, agroalimentare possono essere esportati verso la Russia. Non è che stiamo creando nulla di speciale, ma solo sfruttando le potenzialità esistenti.

— Quali sono nel dettaglio?

— Ogni quindici giorni parte una nave cargo da Sfax a Novorossiysk su cui possono salire prodotti agroalimentari anche italiani. Noi non facciamo niente di illegale, perchè non siamo sotto embargo e abbiamo le certificazioni del Servizio russo per il controllo veterinario e fitosanitario. Il problema è che non tutti, anche tra i grandi marchi della distribuzione, non conoscono questa possibilità, quindi il mio lavoro è proprio questo ed essendo italiano, vivendo in Tunisia ed avendo la nazionalità russa per me diventa quasi un obbligo mettere insieme queste risorse e chiudere il cerchio.

— Il detto dice che «chi vive sperando» non fa una bellissima fine. Tutti aspettano la fine delle sanzioni e la chiedono a gran voce, ma purtroppo continua a non cambiare nulla. Anche nel momento in cui venissero tolte, quali speranze possono avere gli imprenditori italiani?

— C'è un altro vecchio detto che dice che per trovare un cliente fatichi dieci anni, per perderlo 10 secondi. Se pensiamo a carne e pollame, ora Brasile e Argentina la fanno da padrone per le esportazioni verso la Russia, mentre prima c'erano altri paesi, come la Francia, dove tante aziende avicole hanno chiuso perchè dalla sera alla mattina si sono trovati i mercati chiusi. Bisogna capire che quando perdi dei mercati, quello che è perso è perso, perchè poi chi ha acquisito i nostri mercati li ha acquisiti con prodotti di qualità a prezzi inferiori. Quindi oggi ritornare su queste posizioni e pensare che il giorno che finirà l'embargo li riprendiamo noi, sarà molto difficile, perchè i clienti sono abituati a un prodotto che è valido. Anche se ci fosse un recupero sarebbe a prezzi inferiori. Vendere per perdere soldi non conviene a nessuno.

 

 

— Oltre al settore agroalimentare e vitivinicolo, da imprenditore se dovesse scegliere un settore su cui puntare, quale sceglierebbe?

— La Crimea non dico che l'ho girata a piedi ma quasi e punto sullo sviluppo di un turismo d'elite. In Crimea ad esempio non esiste un campo da golf, un marina privato, che in una penisola con delle strade che vanno migliorate sarebbe un'ottima alternativa ai collegamenti via terra. L'aeroporto di Simferopoli invece nel giro di due anni da aeroporto di campagna è diventato ultramoderno ed ho notato che ci sono già i desk per il controllo passaporti, quindi vuol dire che a breve sarà aperto anche ai voli internazionali. Insomma il lavoro da fare è ancora molto e bisogna vedere chi avrà la lungimiranza di proporre i progetti a cui ho accennato. Realizzarli significa avere delle competenze e non sono convinto al 100% che in Russia ci siano. Perciò possono arrivare da fuori. 


Il IV Forum Economico Internazionale di Yalta si svolge dal 17 al 21 aprile presso il Mrya Resort e lo storico palazzo di Livadya a Yalta. Il tema dell'edizione 2018 è "Il Futuro del Mondo. Futuro della Russia". Sputnik è media partner ufficiale dell'evento.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Sanzioni contro la Russia, commercio, Forum Economico Internazionale di Yalta (Yief), Sanzioni alla Russia, Tunisia, UE, Italia, Russia, Yalta, Crimea
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