23:05 21 Settembre 2018
Raid mirati contro la Siria di USA, Francia e Gb

Giù le mani dalla Siria!

© REUTERS / SANA
Opinioni
URL abbreviato
Marco Fontana
13760

Giù le mani dalla Siria, non mi stancherò mai di ripeterlo.

Giù le mani dalla Siria, non mi stancherò mai di ripeterlo. La prova muscolare in cui si sta producendo l'Occidente in queste ore è surreale. I leader di USA, Gran Bretagna, Francia e purtroppo anche Italia stanno conducendo il mondo alle soglie di una guerra mondiale. E non importa nemmeno più definirla Terza o Quarta, fredda o umanitaria: tanto non cambierebbe l'esito catastrofico. E d'altronde nessuno si indigna. Nessuna manifestazione di piazza. Nessuna bandiera della Pace appesa ai balconi. Nessun arcobaleno ipocrita chiede di deporre le armi. Sui social, l'intellighenzia di regime contagia i faciloni e i conformisti coi suoi appelli monotematici.

Dimostrazione contro il conflitto in Siria
© AP Photo / Matt Dunham
Per l'ennesima volta, dopo quel 1989 che avrebbe dovuto secondo alcuni segnare la fine della Storia, le democrazie liberali hanno intrapreso la strada della violenza contro uno Stato sovrano, piegando il diritto internazionale a proprio uso e consumo. Ma allora a cosa servono le Nazioni Unite, se al Palazzo di Vetro fanno carta straccia dei diritti degli Stati membri… mentre permettono che alcuni "soci" — sempre gli stessi — entrino nell'Aula come fosse un pub per intimare al barista l'alternativa tra il dare il via alla rissa oppure subirla in ogni caso. Una delle ultime volte, i bulli avevano costretto una legittimazione dell'attacco all'Iraq tramite prove false.

Successivamente si è rivelato un "errore" dei loro servizi di intelligence, ma nessuno ne ha pagato il prezzo, nessun Tribunale internazionale è stato istituito, nessuno ha ricevuto l'appellativo di canaglia o sanguinario. Delle scuse a denti stretti, qualche sottile distinguo, ed ecco che i bulli sono ancora lì, convinti di avere il diritto di decidere le sorti del mondo. E ne azzeccassero almeno una, questi soloni! Hanno destabilizzato il Medioriente, hanno spaccato l'Europa orientale, hanno favorito terroristi e trafficanti di uomini. Per ottenere quali risultati, poi? Pozzi di petrolio, aree di transito dei gasdotti, contratti per la ricostruzione: ma ne è salva la pena?

Le anime belle, invece di porsi queste domande scomode, preferiscono passare il tempo a pubblicare i selfie con la bocca tappata. Tanto a loro basta credere che gli slogan riciclati servano a salvare le donne e i bambini martoriati dalle bombe del cattivone di turno. Certo, mica si accorgono che di innocenti ne muoiono tantissimi anche dove cadono le bombe democratiche: forse perchè per pura coincidenza nessuna Ong pubblica immagini strazianti dalle zone in cui sono impegnati i militari occidentali o i loro alleati moderati, con la stessa frequenza con cui diramano le foto o i video (creati ad hoc?) della brutalità del dittatore.

Siamo in balia di governanti che non riuscendo a risolvere i guai interni nazionali, sviano l'opinione pubblica su problemi ad alto livello di emotività (i bambini morti! la democrazia in pericolo!). Prima le vicende ucraine, gli attacchi hacker dei perfidi russi, la tensione in Corea, le spie avvelenate… e oggi gli sceneggiatori in crisi di inventiva riaprono il faldone con la scritta Siria.

Accerchiati da risultati elettorali che non comprendono, scossi dalla carica degli ignoranti che non votano secondo le istruzioni dei giornalisti della Tv di Stato, infastiditi dal popolino che non accetta il modo di vivere progressista e multiculturale che gli viene imposto, i leader azzoppati dell'Europa libera provano ad addomesticare il dissenso crescente deviandolo verso elementi esterni: e se per farlo serve comportarsi come Goebbels, pazienza, tanto le voci dissidenti sono ancora percepite come quelle degli scemi, dei complottisti o persino come degli agit-prop del Nemico. Non sono messi tanto meglio neanche gli americani, a cui piace cimentarsi nella misurazione dei missili: sono più lunghi e potenti i nostri o quelli dei nostri avversari?

Forse vedono la Siria lontanissima, loro che stanno dall'altra parte dell'oceano: ahimé ignorano che la guerra globale del XXI non conosce confini geografici. Noi italiani dovremmo avere molta paura dell’atteggiamento di zio Sam. L'altro ieri l'Iraq, ieri la Libia, oggi Ucraina e Siria: domani un trattamento di mercenari moderati e bombe democratiche potrebbe toccare pure a noi, se dovessimo ribellarci apertamente ai desiderata di Washington e Bruxelles. Finora sono bastati qualche governo eurotecnico, un po' di strozzinaggio finanziario e le basi a stelle e strisce saldamente ancorate alla Penisola.

Ma non voglio pensare a cosa accadrebbe se domani dovessimo nuovamente dire Basta!. Intanto c'è ancora da risvegliare i troppi dormienti che hanno dimenticato presto lo spionaggio sistematico dei nostri politici ad opera del Grande Orecchio, quando era in carica Mister Yes-We-Can. Certo, invece tutti a strapparsi le vesti per la schedatura, ops volevo dire raccolta dati, del bambino prodigio Zuckerberg. Ma quando si tratta di ragionare sui motivi di una guerra che potrebbe scoppiare domani, allora meglio occupare le prime pagine col rigore del Real Madrid.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
crisi in Siria, Bombardamenti in Siria, raid, attacco aereo, Siria
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik