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    Frattini: “E’ inutile organizzare i vertici sulla crisi ucraina senza la Russia”

    © Sputnik . Konstantin Chalabov
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    Marina Tantushyan
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    Dal 1° gennaio 2018 l'Italia presiede l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). Una delle priorità principali della Presidenza italiana sarebbe quella di contribuire alla ricerca di una soluzione alla crisi ucraina.

    "La crisi in Ucraina ha posto in questione i principi sui quali si basa l'Osce. L'Italia continuerà a sostenere tutti gli sforzi dell'Ocse verso una risoluzione pacifica del conflitto ed esorta tutte le parti ad implementare pienamente gli accordi di Minsk. È inaccettabile che questa situazione rimanga così, nel cuore dell'Europa, e credo che ciascuno debba fare il proprio dovere fino in fondo per andare oltre e risolver[la]", — a dirlo è il Ministro degli Esteri, Angelino Alfano, nell'assumere per l'Italia la presidenza dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.

    Riuscirà l'Italia a svolgere un ruolo pragmatico e politicamente importante nell'ambito dell'OSCE, puntando sulla risoluzione della guerra in Ucraina che continua a uccidere? Con questa domanda Sputnik-Italia si è rivolto a Franco Frattini, l'ex ministro degli Esteri, rappresentante speciale dell'OSCE per la Transnistria.

    Franco Frattini
    © Foto : Ufficio stampa SIOI
    Franco Frattini

    — Presidente Frattini, l'Italia ha assunto la presidenza dell'Osce il 1° gennaio 2018, indicando come priorità l'Ucraina. Secondo alcuni esperti autorevoli, l'Italia, alla presidenza di turno dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa nel 2018, potrebbe avere la più grande opportunità della sua recente storia diplomatica di giocare un ruolo chiave nell'evitare i rischi di una nuova escalation, un ruolo di facilitatore del dialogo tra Est e Ovest. Condivide questa visione?

    —Certo. Noi abbiamo assunto questa presidenza nell'Osce indicando alcune priorità tra cui la soluzione di quella situazione che da alcuni decenni riguarda Transnistria e la difficile situazione che si è creata in Ucraina. Il Ministro degli esteri italiano Alfano ha già visitato sia Mosca, sia Kiev. L'Italia, oltre di essere un paese-fondatore dell'Unione europea e un paese mediterraneo, ha sempre esercitato questo ruolo di ponte tra Occidente e Oriente. Non è un segreto che tutti i governi dell'Italia degli ultimi anni hanno avuto una posizione molto aperta al dialogo strategico e alla cooperazione con la Russia pur mantenendo un'alta radice nell'Alleanza Atlantica. Per queste ragioni, credo che la presidenza italiana dell'Osce, possa avere successo.

    — Che tipo di strategia l'Italia vorrebbe realizzare in Ucraina orientale, dove, nonostante il silenzio mediatico in Occidente, il conflitto continua a provocare le vittime?

    —Io credo che la preoccupazione principale debba essere l'interesse del popolo ucraino. Chiaramente il popolo ucraino va rispettato, va aiutato anche perché l'elemento più preoccupante, oltre agli incidenti che provocano vittime, c'è un generale decadenza economica dell'Ucraina, una situazione di crisi molto grave, dove l'Occidente, al di là dello sostegno politico, ha sostenuto molto poco sotto il profilo economico lo stato ucraino. Quindi, le priorità sono: interesse del popolo, aiuti economici, soluzione di questa crisi, sovranità dell'Ucraina ma anche una profonda trasformazione istituzionale, ad esempio verso un modello federale che garantisca l'integrità territoriale del paese e l'identità delle popolazioni di alcune province orientali dell'Ucraina. Il modello federale funziona benissimo in molti paesi del mondo. Quindi, credo che quella strada dovrebbe essere esplorata ulteriormente e chiaramente questo deve essere fatto con la presenza di tutti paesi che hanno un interesse ad una Ucraina unita ma anche ad una Ucraina profitta perché un collasso economico di questo paese sarebbe un grande problema. 

    —  L'Osce ha dispiegato in Ucraina la sua più grande missione speciale di monitoraggio (Smm). Potrebbe brevemente spiegare perché questa missione è considerata "speciale" e quale potrebbe essere il suo valore aggiunto per la risoluzione della crisi ucraina?

    — Si tratta di una missione che anzitutto vuole preservare quello obiettivo fondamentale che è il cessate il fuoco, cioè eliminare, se è possibile del tutto le vittime negli incidenti proprio sull'area del confine, nelle provincie orientali dell'Ucraina. La seconda ragione è quella che questa missione dell'Osce vuole aiutare la ripresa di un traffico trafrontaliero. Perché in quelle zone di confine vivono molte persone che da una parte e dall'altra del confine rischiano di perdere il lavoro, se l'economia nelle zone di confine viene completamente distrutta. Quindi, in questa missione l'Osce ha il dovere e la responsabilità mantenere la stabilità e la sicurezza ma anche permettere la ripresa di tutte le attività quotidiane. 

    — Nel mese di maggio ad Aquisgrana, in Germania occidentale, si potrebbe tenere un vertice dei leader di Germania, Francia e Ucraina, dedicata al posizionamento nelle forze di pace delle Nazioni Unite nel Donbass. Lo hanno riferito fonti nell'amministrazione presidenziale di Kiev al quotidiano russo "Kommersant". Di fatto, si tratterebbe di un incontro del Formato di Normandia con l'eccezione di uno dei suoi membri: il presidente della Russia. Come commenterebbe questa notizia?

    — Io credo che sarebbe certamente un vertice del tutto inutile perché la questione ucraina, com'è stato detto tante volte, va affrontata attraverso gli accordi di Minsk che prevedono la partecipazione della Russia ai negoziati. Quindi, è chiaro che se la Russia non è seduta intorno al tavolo, si cambia la filosofia degli accordi di Minsk, che sono considerati dallo stesso l'Osce come il centro dei negoziati. Tutti possono fare i vertici che vogliono, però io credo che i leader non amino perdere tempo. Quindi, è bene dire con chiarezza che senza la Russia è del tutto inutile parlare della soluzione di questa crisi.

    — Dopo la formazione del nuovo governo di coalizione, quale sarà il prossimo passo dell'Italia nell'ambito dell'Osce per quanto riguarda il conflitto in Ucraina?

    —Io credo che la presidenza italiana dell'Osce continuerà in spirito di continuità, cioè aiutando la soluzione del conflitto ucraino, come l'Italia ha sempre fatto. Certamente io mi auguro, ma questo è un augurio personale, perché non so chi si sarà nel governo, che il nuovo esecutivo riveda la posizione nei confronti della Federazione Russa per quanto riguarda la politica delle sanzioni. A giugno ci sarà una decisione da prendere al Consiglio dell'Ue e mi auguro che in quella decisione governo italiano, che sarà in carica, aprirà una discussione politica per ridiscutere il tema delle sanzioni in uno spirito di cooperazione con la Federazione Russa. Questo è il mio auspicio personale, però ho visto che uno dei leader che ha vinto le elezioni, l'On.Salvini si muove in questa direzione. Credo che farebbe bene a tutti di avere una nuova discussione sulla politica delle sanzioni che francamente, a mio avviso, non è una politica giusta per le relazioni tra l'Occidente e la Federazione Russa.

    — L'Italia si mira a rafforzare il lavoro dell'Osce per affrontare gli altri conflitti attraverso i formati esistenti: le Discussioni Internazionali di Ginevra nell'affrontare le conseguenze del conflitto del 2008 in Georgia, i colloqui 5+2 per una soluzione in Transnistria e gli sforzi dei tre co-presidenti per il conflitto in Nagorno-Karabakh. Quale, a Suo avviso, potrebbe essere il contributo della Russia alle trattative sulla regolarizzazione della Transnistria?

    — L'appoggio e dell'impulso della Federazione Russa è necessario, la Russia è uno dei componenti del 5+2. Ho parlato al telefono con il capo negoziatore russo e anche con il capo negoziatore ucraino per la questione Transnistria, che sono due rappresentanti speciali di rispettivi governi. Dopo visita a Chisinau e a Tiraspol ho ottimismo che tutti i componenti del 5+2 aiuteranno la soluzione del negoziato. Durante la mia visita a Chisinau ho avuto anche un incontro con i partner internazionali e il rappresentante della Federazione Russa era presente intorno al tavolo, dove fra l'altro sedeva l'ambasciatore americano. Quindi questo vuol dire che sulla questione Transnistria c'è una convergenza degli interessi e io mi auguro che le due parti Chisinau e Tiraspol trovino le soluzioni tecniche in poche settimane, in modo che il 5+2 al livello politico possa definire questo aspetto del negoziato. Questo sarebbe molto importante.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Crisi in Ucraina, OSCE, Franco Frattini, Angelino Alfano, Italia, Ucraina, Russia
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