07:04 15 Agosto 2018
Donetsk

Giovani europei uniscono le forze per la fine della guerra in Donbass

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Marina Tantushyan
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Nella giornata del prossimo 6 aprile a Donetsk si terrà, su iniziativa del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, una conferenza degli studenti del Donbass in collegamento con coetanei da Italia, Grecia, Francia e Finlandia, dove si sono già costituiti centri di Rappresentanza della DNR.

In questo importante e innovativo evento i giovani di Donetsk si confronteranno con quelli delle nazioni europee su come trovare soluzioni concrete alla guerra in Donbass con gli strumenti della Youth Diplomacy.

Maurizio Marrone
© Foto : fornita da Maurizio Marrone
Maurizio Marrone

Per maggiori informazioni su questo evento importante Sputnik Italia si è rivolto a Maurizio Marrone, presidente della Rappresentanza DNR in Italia.

— Maurizio, potrebbe raccontare come nasce il progetto Youth Diplomacy per Donbass?

— Youth Diplomacy è un'iniziativa promossa dal Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare di Donetsk, che metterà a confronto il giorno 6 aprile, con una conferenza in collegamento online, studenti delle Università del Donbass con coetanei europei, radunati contemporaneamente in Italia, Grecia, Francia e Finlandia presso le Rappresentanze DNR già costituite in questi Paesi. Il centro di Rappresentanza italiano ospiterà a Torino studenti universitari che rappresentano intere Facoltà dei loro Atenei, eletti nei rispettivi Consigli di Dipartimento con la lista FUAN.

— Qual è lo scopo principale dell'incontro che avrà luogo in questo clima di nuova guerra fredda contro tutto il mondo russo?

— Il messaggio consiste proprio nella necessità di infrangere le barriere di odio culturale, sanzioni economiche e provocazioni diplomatiche con cui Stati Uniti e Regno Unito stanno tentando oggi di schierare innaturalmente l'intero Occidente contro il mondo russo: questa nuova guerra fredda purtroppo è ancora "calda" in Donbass con vittime civili e pesanti conseguenze umanitarie, tra cui il limbo burocratico cui sono condannati i cittadini delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, almeno finché queste non otterranno pieno riconoscimento internazionale. Ma Internet non conosce barriere e permette ai nostri giovani di confrontarsi liberamente e unire le forze, senza muri di carta o trincee a dividerli.

— I giovani rappresentano la speranza di un futuro differente. A Suo avviso, come valutano loro la guerra in Donbass? Come i giovani europei guardano a questo conflitto nel cuore del Vecchio continente?

Maurizio Marrone, Consigliere regionale e Consigliere comunale di Torino
© Foto : fornita da Maurizio Marrone

— I giovani europei si informano molto sulla rete, riuscendo con maggiore facilità dei concittadini più anziani ad infrangere la cappa di censura calato dai maggiori media occidentali sul conflitto in Donbass. Vedono con i propri occhi i video dei bombardamenti ucraini, osservano sui social network la quotidianità dei coetanei che vivono a Donetsk, capiscono che questo dramma accada vicino a loro, dove si era giocato il campionato europeo di calcio appena nel 2012. E non a caso le bandiere della DNR sventolano dalla curva dello stadio Olimpico di Roma quando gioca lo Shakhtar. I giovani vivono nel mondo reale, lo vedono senza filtri e confini su Internet: su di loro la retorica e stantia propaganda antirussa non ha effetto.

— A Suo avviso, Youth Diplomacy potrebbe essere uno strumento più efficace che la diplomazia tradizionale?

— Finché viene negato il riconoscimento internazionale alle Repubbliche Popolari del Donbass è molto difficile attivare strumenti di diplomazia ufficiale con gli Stati membri dell'Unione Europea, tanto che i partiti appiattiti sulle direttive atlantiche ricorrono addirittura ai tribunali, finora con scarsi risultati, per chiudere autoritativamente le Rappresentanze europee della Repubblica di Donetsk. Invece nelle Università è possibile tentare una Youth Diplomacy con forme di cooperazione ufficiale. Gli Atenei hanno tradizioni più antiche degli stessi Stati, godono di una certa autonomia dalla politica dei Governi e costituiscono quindi un campo di libertà su cui provare a seminare dialogo.

— Alla conferenza parteciperanno studenti italiani delle facoltà universitarie di Scienze Politiche, Giurisprudenza ed Economia. Qual è potrebbe essere il loro contributo?

— Gli studenti italiani sono già operativi con iniziative concrete, dalla cooperazione per pubblicare articoli accademici sul bollettino della Donbass Law Academy alla richiesta formale di riconoscimento in Italia dei titoli di studio emessi dalle Università della DNR, che sarà inoltrata al prossimo governo nazionale. Ma l'obiettivo più ambizioso della Youth Diplomacy è sul lungo termine, consiste nel creare un'amicizia solida tra le future classi dirigenti degli Stati europei e della DNR: il migliore antidoto anche contro future eventuali guerre di destabilizzazione create a tavolino.

— Fra qualche settimana l'Italia avrà un nuovo governo che molto probabilmente sarà composto dai rappresentati del centrodestra e Movimento 5 Stelle — forze politiche hanno una visione diversa sui rapporti con la Russia e conflitto ucraino. Si può sperare che il nuovo esecutivo riuscirà finalmente a condurre una politica esterna più equilibrata e più razionale da tutti i punti di vista?

— Qualsiasi governo si costituirà sarà fondato su compromessi tra forze politiche diverse e fino ad oggi contrapposte, dubito avrà la solidità necessaria a compiere scelte coraggiose in discontinuità, come riconoscere la riunificazione della Crimea alla Federazione Russa o l'indipendenza del Donbass, perché si troverebbero schierati contro partners NATO troppo influenti. Si può essere maggiormente ottimisti sull'interruzione — o quantomeno sull'affievolimento — delle sanzioni economiche, siccome il 70% delle forze rappresentate in Parlamento ha espresso contrarietà a questo strumento e potranno influenzare la linea del futuro governo in Europa, quantomeno per accontentare l'imprenditoria italiana agricola e manifatturiera che perde miliardi di euro in esportazioni mancate ogni anno.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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relazioni internazionali, Intervista, Lugansk, Repubblica Popolare di Lugansk, Repubblica popolare di Donetsk, Donetsk, Italia, Russia, Ucraina
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