09:37 21 Aprile 2018
Roma+ 15°C
Mosca+ 14°C
    Bambola barbie

    Chirurgia plastica, allarme sindrome “Barbie e Ken”

    © AFP 2018 / PAUL J. RICHARDS
    Opinioni
    URL abbreviato
    Tatiana Santi
    140

    “Vorrei assomigliare a Barbie”, si diffonde sempre più la folle richiesta negli studi dei chirurghi plastici, non si tratta di una moda, bensì di un vero e proprio disturbo psichiatrico. Chirurgia plastica, allarme sindrome “Barbie e Ken”.

    Molte persone si rivolgono ai chirurghi plastici per ritoccare alcune parti del proprio corpo, per rifare il seno, i fianchi o il naso, ma a volte, assecondando i desideri dei pazienti, si superano i limiti della realtà. Spesso i pazienti presentano delle richieste fuori dal normale, come ad esempio la possibilità di assomigliare a Barbie o a Ken, cioè alle famose bambole con cui si giocava da piccoli.

    Professore Carlo Gasperoni, chirurgo plastico, docente di chirurgia estetica della faccia presso diverse università italiane
    © Foto : fornita da Carlo Gasperoni
    Professore Carlo Gasperoni, chirurgo plastico, docente di chirurgia estetica della faccia presso diverse università italiane
    Fanno parlare di sé le persone che hanno modificato interamente il proprio corpo sottoponendosi a decine di operazioni chirurgiche per assomigliare ad un ideale, un modello o una bambola. Fra tutti vi è l'eclatante caso del brasiliano Rodrigo Alves, che ha affrontato ben 60 interventi chirurgici stravolgendo interamente il proprio corpo.

    Come dovrebbe agire un chirurgo plastico di fronte a questi casi? Com'è possibile evitare abusi nella chirurgia plastica fra i pazienti? Dov'è il limite da non oltrepassare, soprattutto quando si tratta di giovani ragazzi insoddisfatti del proprio corpo, che soffrono spesso evidentemente di disturbi psichici piuttosto che fisici? Sputnik Italia ne ha parlato con il professore Carlo Gasperoni, chirurgo plastico, docente di chirurgia estetica della faccia presso diverse università italiane.

    — È sempre più diffusa nella chirurgia estetica la sindrome di "Barbie e Ken", quando le ragazze e i ragazzi vogliono assomigliare a delle bambole. Professor Gasperoni, che idea si è fatto personalmente di questo fenomeno?

    — Secondo me si tratta di persone che non hanno soddisfazioni di altro genere nella vita. Questi ragazzi pensano che se diventano come le bambole, amate da tutti, piaceranno anche loro. È un problema di identità, sono persone non maturate, è una questione psichiatrica e non chirurgica. Cercano una cosa quasi irraggiungibile, anche se qualcuno ci riesce, però è una cosa falsa. I chirurghi che riescono a ottenere quei risultati sono bravissimi tecnicamente, ma sono dei pessimi medici, perché invece di indirizzare una persona verso il raggiungimento di una pazzia dovrebbero indirizzare i pazienti verso uno psichiatra.

    — Come dovrebbe agire un chirurgo estetico in questi casi?

    — È un problema di una società che ha perso i valori, anche i medici da un punto di vista morale non sono più come una volta. Per prima cosa il medico dovrebbe tenere fede al giuramento di Ippocrate, cioè fare il bene del paziente, riconoscere la patologia del paziente. Non si può correre appresso ad un loro desiderio estetico se questo desiderio è completamente fuori dalla normalità.

    — A lei personalmente sono capitati dei pazienti che volessero assomigliare a qualcuno, ad un modello o ad una bambola?

    — Una volta un ragazzo è venuto con dei disegni nei quali ho riconosciuto il volto del cantante Sting, era uguale. Non ha portato la foto del cantante, ma i disegni erano veramente identici, il paziente evidentemente voleva assomigliare al suo idolo. Mi sono capitati un paio di casi soltanto, niente di simile a ciò che vediamo in televisione.

    Il problema è che nella televisione italiana mostrano delle persone le quali assomigliano a Barbie e a Ken, li fanno apparire, invece non andrebbero mostrati. In questo modo creano degli esempi per altre persone che si trovano in una situazione psicologica non chiara. A mio avviso questo non andrebbe fatto in televisione.

    — Al di là della sindrome "Barbie e Ken", molti adolescenti si rivolgono ai chirurghi estetici per dei ritocchi, c'è chi vuole modificare il naso, rifare il seno e i fianchi. Secondo lei è giusto che la chirurgia estetica riguardi anche i ragazzi, spesso non sono soddisfatti del proprio corpo?

    — Ogni persona vorrebbe far parte della società nella maniera migliore possibile. Certe cose rendono palesemente la vita difficile, ad esempio una ragazza molto grassa con delle liposuzioni potrebbe tornare ad una normalità in maniera da poter essere accettata, poter trovare un ragazzo e così via. Il naso è un'altra cosa particolare, ci sono persone con un naso molto brutto, hanno difficoltà a trovare un'amicizia o un amore. È chiaro che devono risolvere questo problema.

    Un'altra storia sono le ragazzine che vogliono avere il seno grande, ciò significa voler crescere improvvisamente. Non bisogna assecondare il desiderio delle bambine di mettersi le protesi al seno, è una follia. Infatti in Italia le hanno vietate fino ai 18 anni di età, dopo quest'età in teoria si è maturi e quindi si possono fare diverse scelte. Vi sono anche delle bambine di 12 anni con una quinta di seno e questo condiziona psicologicamente, ma anche fisicamente, perché avere davanti un peso di 3-4 chili può far storcere la colonna vertebrale. Non si può generalizzare dicendo che la chirurgia estetica non può riguardare i ragazzi tout court. Bisogna vedere caso per caso.

    — Quando un chirurgo ha davanti a sé una ragazza giovane e bella, insoddisfatta di qualche dettaglio del suo corpo o con il desiderio di avere un seno più grande, che cosa deve fare il medico: spiegare alla ragazza che è bella com'è o passare all'operazione, dov'è il limite?

    — Il chirurgo deve essere anche un po'psicologo per capire se è una cosa obiettivamente evidente oppure se si tratta di sciocchezze, in quest'ultimo caso la persona va indirizzata da uno psicologo. Bisogna capire perché la persona è insoddisfatta. Per prima cosa bisogna essere medici, non siamo esecutori dei desideri altrui.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

    Tags:
    Chirurgia plastica, Chirurgia, Intervento chirurgico, Italia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik