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    I gendarmi francesi vicino al supermercato dopo la presa degli ostaggi a Trebes, Francia.

    Terrorismo fai da te, l’eredità Daesh in Europa

    © REUTERS / Regis Duvignau
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    Tatiana Santi
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    Per la Francia, colpita da un ennesimo attentato jihadista, l’incubo terrorismo non è mai cessato. Dopo la sconfitta di Daesh in Siria, l’eredità lasciata da al-Baghdadi si traduce in attentati improvvisati con lo scopo di colpire gli “infedeli” con qualsiasi mezzo disponibile. Terrorismo fai da te, l’eredità Daesh in Europa.

    È un terrorismo tutto fatto in casa quello che colpisce nuovamente la Francia, questa volta fra le cittadine Carcassone e Trèbes nel sud del Paese. Il modus operandi dei seguaci del Califfato è lo stesso: attaccare con ogni strumento possibile, utilizzando un'automobile, un'arma da fuoco o un coltello.

    La rivendicazione arriva immediatamente e in diverse lingue, segnale indispensabile per la propaganda Daesh per ricordare al mondo della propria esistenza dopo la sconfitta sul campo in Siria. Marzo un mese cruciale per gli attentati jihadisti in Francia e in Belgio: il 22 del 2012 marzo toccò a Tolosa, esattamente due anni fa fu il turno di Bruxelles.

    Il terrorista del recente attentato nel sud della Francia, Radwan Lakdim, era un soggetto sotto osservazione della sicurezza francese per le sue frequentazioni su forum radicali, caso che ricorda molti altri attentati precedenti sul territorio francese. Quali sono le particolarità degli attentati jihadisti improvvisati in Europa? Quali sono i rischi legati al terrorismo per l'Italia, in particolare a ridosso delle celebrazioni di Pasqua? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Giovanni Giacalone, analista per ITSTIME (Centro di ricerca sul terrorismo all'Università Cattolica di Milano).

    Giovanni Giacalone
    © Foto : fornita da Giovanni Giacalone
    Giovanni Giacalone
    — L'incubo terrorismo in Francia non finisce. Giovanni Giacalone, come commenterebbe il recente attentato fra Terbes e Carcassonne?

    — Quest'attentato è stato compiuto esattamente 6 anni dopo l'uccisione di Mohammed Merah, artefice dell'attentato di Tolosa del 22 marzo 2012, inoltre esattamente due anni dopo gli attentati di Bruxelles all'aeroporto e alla metropolitana, era il 22 marzo 2016. È un primo elemento curioso da notare.

    Come accade molto spesso il personaggio era già noto alla sicurezza francese sia per i suoi precedenti, per spaccio, ma era anche sotto osservazione in quanto soggetto radicalizzato e assiduo frequentatore di forum radicali. Non è quindi un personaggio che esce fuori a sorpresa. Quanti ne abbiamo avuti così in Francia?

    Vi sono degli aspetti che ci possono fare riflettere e porre alcune domande: per quale motivo Lakdim ha deciso di rubare un'auto? Temeva di essere segnalato nel caso ne avesse noleggiata una, perché sotto osservazione? Ha sparato contro il conducente e il passeggero, poi ha sparato contro due agenti di polizia che facevano jogging. A me sembra che abbia fatto di tutto per attirare l'attenzione.

    — La minaccia arriva dall'interno, l'ha detto anche il presidente Macron, che si trovava a Bruxelles. Si tratta di attentati fai da te da parte di residenti in Francia da anni. Attentati di tipo spontaneo potrebbero avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. È una prospettiva abbastanza preoccupante, no?

    — Sicuramente. L'attentato di cui parliamo ha tutte le caratteristiche di un'improvvisazione. È la strategia del Daesh morente che si basa sull'attivazione spontanea dei suoi seguaci nei vari Paesi. Credo che in realtà non ci sia nulla di nuovo, al-Baghdadi disse di colpire con tutti gli strumenti a disposizione, dalla macchina al coltello.

    Al momento ci troviamo comunque in una fase post-Daesh, il quale è stato pesantemente sconfitto in Siria, soprattutto dopo l'intervento russo. L'eredità di Daesh che notiamo è la propaganda da una parte, dall'altra vediamo attacchi spontanei che vengono immediatamente rivendicati. Questa volta non è passata neanche un'ora e Daesh ha rivendicato subito in arabo, poi in francese, italiano, inglese e russo. Daesh o quello che ne rimane ha tutto l'interesse a rivendicare per mostrare che è ancora in grado di colpire. L'eredità di Daesh è proprio il modus operandi che abbiamo visto ora in Francia, un attacco improvvisato.

    — Si è parlato anche di un allarme in Italia, non solo per una segnalazione su un tunisino pronto a compiere un attentato a Roma, fra l'altro informazione recentemente quasi smentita, ma più in generale per l'avvicinarsi della Pasqua. Roma nei video di Daesh è da anni fra gli obiettivi da colpire. Qual è il vero rischio per l'Italia secondo lei?

    — Separerei i due aspetti. Roma come obiettivo di Daesh la prenderei per mera propaganda. Per quanto riguarda gli allarmi concreti è un altro paio di maniche. Gli allarmi che arrivano dalla Tunisia vengono presi sempre con serietà, perché è un Paese con una forte penetrazione del terrorismo jihadista. Nello specifico, una lettera anonima senza ulteriori prove resta una segnalazione molto incerta. Ovviamente è un allarme che va comunque preso con la massina serietà.

    È interessante che la missiva sia partita dalla Tunisia e questo personaggio, da quanto è emerso, si trova in Tunisia. Se questo soggetto fosse a Roma, perché la missiva arriva dalla Tunisia all'Ambasciata italiana? Se il soggetto invece è davvero in Tunisia il quadro potrebbe forse essere un po'più chiaro, anche se necessitiamo di più elementi per capire di che cosa si tratti veramente.

    Per quanto riguarda la Pasqua a Roma vi è un alto tasso di presenze turistiche, le misure di sicurezza a Roma erano state rafforzate prima degli allarmi. Come è già avvenuto anche per Natale, c'è nervosismo, vi è stato un allarme questi giorni alla Rinascente. L'allerta è alta, com'è normale che sia. Una cosa che ci terrei a sottolineare è il soft target dei bersagli preferibili, vediamo in particolare i supermercati. È un dato interessante.

    — Vorrebbe aggiungere qualcos'altro?

    — Anche questo tunisino segnalato aveva dei precedenti per droga e reati minori. Ancora una volta emerge il nesso fra crimine e jihadismo, sempre se poi venga confermato che questo soggetto stesse effettivamente preparando un attentato. L'abbiamo visto comunque nel caso di Lakdim e in tanti altri attentati…

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    antiterrorismo, lotta contro il terrorismo, terrorismo, ISIS, Europa, Roma, Italia, Francia
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