09:52 23 Luglio 2018
Madonna di Kazan, una delle più celebri icone russe

Festival “ImagoRussia” a Padova, un’occasione di dialogo

© Sputnik . Сергей Кузнецов
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Tatiana Santi
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A Padova il 23 marzo ha preso il via la seconda edizione di ImagoRussia, festival dell’arte russa, una vera occasione di dialogo, confronto e arricchimento fra culture. Il pubblico avrà la possibilità di scoprire l’anima russa attraverso gli occhi di artisti italiani. Tornare quindi all’arte, alla cultura, all’anima per conoscersi meglio.

Nella raffinata cornice del Festival ImagoRussia sarà possibile far dialogare attraverso le loro opere Giotto e Rublev, il grande scrittore russo Nicolai Gogol verrà raccontato dal poeta e drammaturgo italiano Stefano Benni. La seconda edizione del festival, organizzato dall'associazione culturale "Luna" in collaborazione con il Comune della città, offrirà un viaggio nell'anima russa dove il pubblico sarà protagonista.

Un programma ricco di eventi dalla letteratura alla danza e al cinema fino ai profumi degli oli essenziali della Siberia, raccontati da un italiano che vive a Krasnoyarsk. Non mancheranno appuntamenti legati alla filosofia e ai messaggi umani lasciati da Pavel Florentskij, Andrej Rublev e Andrej Tarkovskij.

Accantoniamo per un attimo i titoli dei giornali, i troppi stereotipi e le solite storie sulle spie e gli hacker russi. È ora di conoscersi e il festival, che durerà fino al 4 maggio, è un'occasione da non perdere. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Natasha Pirogova, direttrice artistica del Festival.

ImagoRussia
© Foto : fornita da Natasha Pirogova
ImagoRussia

— Inizia la seconda edizione del Festival ImagoRussia, tanti eventi che spaziano dalle icone alla letteratura e alla danza. Natasha Pirogova, quali sono le particolarità di quest'edizione?

— È la seconda edizione ed il Festival ha preso più importanza in città, da quest'anno è appoggiato anche dalla nuova giunta comunale, il Comune ci ha prestato servizi, aiuti e contributi. Il tema che fa da filo conduttore del Festival è il dialogo, perché abbiamo pensato di raccontare alla città di Padova l'arte e la cultura russa vista con gli occhi di un occidentale, un italiano. Saranno gli artisti, gli scrittori e gli esperti italiani a parlare dell'arte russa. È un approccio particolare, perché di solito ai festival russi sono gli stessi russi a raccontarsi.

Nel nostro formato c'è già il dialogo in partenza, per esempio avremo Stefano Benni che racconterà di Gogol', quindi è uno sguardo filtrato attraverso la concezione della realtà e attraverso la missione poetica di uno scrittore italiano.

— Gli eventi del Festival sono un modo per conoscere meglio la cultura russa, ma allo stesso tempo quindi un'occasione di dialogo e di conoscenza reciproca?

— Ovviamente, è un'occasione per trovare punti di contatto, ma anche le differenze fra di noi, il tutto per trovare un arricchimento reciproco.

— Com'è nata l'idea di creare un Festival sulla cultura russa?

— In realtà l'idea è nata fra noi amiche russe che ci frequentavamo a Padova. C'è una pittrice, io mi occupo della danza, un'altra amica è scrittrice, abbiamo deciso di mettere assieme due-tre appuntamenti per presentare le nostre arti. L'idea di creare un vero e proprio festival mi ha catturato e quindi ho cominciato ad occuparmene seriamente, ho dato il nome al progetto, ImagoRussia, e l'ho portato avanti. La prima edizione è nata in modo spontaneo, mentre la seconda edizione è un lavoro già maturato in un'intera stagione.

— In un periodo in cui sui giornali non si fa altro che parlare di Russia, di spie e hacker russi, il suo festival è un modo per approfondire che cos'è la vera Russia, tornando alla cultura?

— Io userei la parola anima, vorremmo andare oltre ai titoli dei giornali, oltrepassare i confini che vengono costruiti fra la Russia e le ex Repubbliche sovietiche. Il nostro festival nasce assolutamente in strettissima collaborazione ed amicizia fra l'Ucraina, la Bielorussia e la Moldova. Noi andiamo al di là dei confini grazie al ritorno all'arte, all'anima della lingua e della cultura russa.

  • L'inaugurazione del festival ImagoRussia
    L'inaugurazione del festival ImagoRussia
    © Foto : fornita da Natasha Pirogova
  • L'inaugurazione del festival ImagoRussia
    L'inaugurazione del festival ImagoRussia
    © Foto : fornita da Natasha Pirogova
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© Foto : fornita da Natasha Pirogova
L'inaugurazione del festival ImagoRussia

— Si parla sempre di Russia, ma spesso non si conosce la sua immensa cultura. È ora di conoscersi e festival come ImagoRussia vanno nella direzione giusta, no?

— Esattamente, siamo anche stanchi delle solite matrioshke e degli orsi. Abbiamo scelto di dare un tocco più raffinato al festival. Anche la città di Padova offre un pubblico raffinato, un pubblico pensatore.

— Vorrebbe aggiungere qualcosa sul programma del Festival?

— Il programma è molto vario, vi è una tematica dedicata alla Siberia, verrà proiettato il film di Dmitrij Vasjukov che parla della Taiga, avremo un relatore italiano, Marco Pighin, da Krasnojarsk, il quale ci parlerà degli oli essenziali estratti dalle piante della Siberia, secondo lui portatori dell'anima di una terra, quindi di un popolo. L'ultima serata dal titolo "Fratello Sole, Sorella Luna", ospiterà il concerto di Sainkho Namtchylak, cantante proveniente dalla Repubblica di Tuva, siamo in piena Siberia Meridionale. La musica ci porterà un vento di sensibilità verso la terra, verso il rapporto fra l'uomo e la natura, la stessa cosa di cui parlava Francesco d'Assisi.

Forse non è molto evidente, ma c'è una cornice di tutta la manifestazione che si apre con Andrei Rublev e Giotto e si chiude con "Fratello Sole, Sorella Luna", la frase del cantico delle creature di Francesco d'Assisi. La sostanza del festival è proprio la sensibilità, parleremo anche di Tarkovskij, che ci spingeva sempre a guardarci dentro e verso la relazione fra l'essere umano e la terra. Proprio le parole di Andrei Tarkovskij aprono la seconda stagione e danno la chiave di lettura del festival:

"Io ritengo che il mio dovere consista

nel far sì che l'uomo avverta in sé 

l'esigenza di amare, di donare il proprio amore,

che senta il richiamo al Bello…"

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
festival, cinema, cultura, relazioni Italia-Russia, Siberia, Italia, Russia
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