10:54 16 Luglio 2018
Londra

Quaranta ricoverati, nessun intossicato: cosa ha avvelenato Skripal?

© Sputnik . Kirill Kallinikov
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Daniele Pozzati
Avvelenamento Skripal (121)
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"Nessun paziente ha accusato sintomi di avvelenamento da gas nervino a Salisbury".

A rivelarlo, in una lettera pubblicata giovedì 15 marzo dal Times di Londra, è il dottor Stephen Davies dell'ospedale di Salisbury.

Davies fa riferimento ad un articolo apparso il giorno prima prima sul Times, in cui si afferma che "quaranta persone necessitano di trattamento medico in seguito all'esposizione al gas nervino".

"In molti si sono recati al pronto soccorso preoccupati di essere stati esposti," si legge nella lettera, "nessuno ha accusato sintomi di avvelenamento. Nessuno ha avuto bisogno di cure. E gli esami del sangue effettuati non hanno mostrato anomalie"

Neil Basu, capo dell'antiterrorismo britannico, aveva quantificato in 35 — oltre a Skripal, a sua figlia Yulia e al poliziotto Nick Bailey — il numero delle persone visitate dai medici del Salisbury NHS Foundation Trust.

Nessuna delle quali è stata contaminata dall'agente in questione, come ribadisce il dottor Davies in chiusura della sua lettera.

L'agente è il Novichok, gas nervino creato nell'ex Unione Sovietica, la cui esistenza fu rivelata nel 1992 dallo scienziato dissidente Vil Mirzayanov, che dal 1996 risiede negli Stati Uniti.

La settimana scorsa, il premier britannico Theresa May ha accusato la Russia di avere impiegato il gas Novichok nel tentato omicidio dell'ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia.

Ma alla richiesta di Lavrov di inviare in Russia le provette con l'agente, e in generale le prove emerse durante l'indagine, Londra non ha finora dato risposta.

Eppure la convenzione sulle armi chimiche(CWC) stipula che in casi come questo la Gran Bretagna deve fornire alla Russia un campione dell'agente nervino impiegato, nonché le prove emerse nel corso delle indagini. E dare alla Russia 10 giorni per rispondere.

Come sottolinea l'ingegnere e scrittore russo-americano Dmitri Orlov, "Theresa May non ha offerto alcuna prova, e ha dato alla Russia 24 ore di tempo per rispondere".

Il quotidiano Guardian ha scritto, citando l'esperto di armi chimiche Hamish de Bretton-Gordon, che il gas Novichok è prodotto solo nell'impiato chimico di Shikhany in Russia.

Ma come rivelò nel 1999 il New York Times, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti prese parte, insieme alle autorità locali, allo smantellamento, in Uzbekistan, dell'impianto chimico di Nukus, dove appunto veniva prodotto il gas Novichok.

Quindi gli USA hanno avuto accesso al Novichok sin dal 1999.

La Russia ha inoltre completato la distruzione del suo arsenale di armi chimiche il 27 settembre 2017. Per l'occasione Ahmet Üzümcü, direttore generale dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), dichiarò:

"Il completamento della distruzione verificata del programma di armi chimiche della Russia è una pietra miliare nel raggiungimento degli obiettivi della Convenzione per le armi chimiche. Mi congratulo con la Russia e con tutti gli esperti russi coinvolti per la loro professionalità e la loro dedizione".

Per contro, sia gli Stati Uniti sia la Gran Bretagna dispongono tuttora di un programma di armi chimiche. Quello americano sarà smantellato solo nei prossimi cinque anni.

Alla luce delle dichiarazioni del dottor Davies, potremmo trovarci di fronte a un'altra fiala di Colin Powell. Quella delle presunte armi chimiche di Saddam.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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gas nervino, Armi chimiche, Organizzazione per l'interdizione delle armi chimiche (Opcw), Sergei Skripal, Theresa May, URSS, Gran Bretagna, USA, Russia
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