08:48 19 Ottobre 2018
Made in Italy giornali

Sanzioni alla Russia, è guerra contro tutti

© Fotolia / lorenzot81
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
12232

È forte e chiaro l’appello della Coldiretti: dopo 4 anni di danni economici all’Italia stop alle sanzioni contro la Russia. In un contesto di tensioni internazionali e di un ritorno alla logica dei dazi, le misure restrittive antirusse rappresentano un colpo durissimo per il Made in Italy. Sanzioni alla Russia, è guerra contro tutti.

Come da prassi, l'Unione Europea proroga per l'ennesima volta il quarto anno consecutivo le sanzioni alla Russia, per gli imprenditori e per gli agricoltori italiani però la situazione diventa critica. Perdite per le esportazioni pari a 3 miliardi di euro l'anno, danni all'immagine del Made in Italy e un mercato, importante come quello russo, difficile da recuperare.

Dalla Coldiretti arriva un monito diretto all'Unione Europea con l'obiettivo di eliminare le misure adottate nei confronti di Mosca, in un periodo difficile per gli scambi commerciali. Da oltreoceano infatti arrivano i primi dazi imposti ai prodotti europei e sempre negli Stati Uniti vengono firmate in queste ore nuove sanzioni alla Russia. Una vera e propria guerra economica che alla fine danneggia letteralmente tutte le parti. A quale pro? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Lorenzo Bazzana, responsabile economico della Coldiretti.

— Le sanzioni alla Russia sono state nuovamente prolungate dall'Unione Europea. Lorenzo Bazzana, qual è la posizione della Coldiretti in merito?

— La Coldiretti rispetto a queste misure ha fatto un ragionamento semplice. Tali misure sono state approvate quasi 4 anni fa, è passato diverso tempo ed è cambiato anche il quadro internazionale. Riteniamo che questa situazione non sia riproponibile, anche alla luce del nuovo scenario a livello internazionale con gli Stati Uniti che iniziano ad imporre dei dazi. Bisogna rivedere tutta l'impostazione su questi temi, noi crediamo che debba essere sicuramente promossa quella che è la libera circolazione delle merci e ovviamente misure di questo tipo non vanno nella direzione giusta.

— In questi 4 anni di sanzioni antirusse quanti danni ha subito l'agroalimentare italiano?

Sebastopoli
© Foto : Eliseo Bertolasi
— Noi stiamo parlando delle reazioni alle sanzioni dell'Unione Europea, ovvero sia dell'embargo russo e del suo effetto sulle nostre esportazioni. Il livello delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani nell'anno precedente alle sanzioni era superiore di 3 miliardi. In sostanza possiamo quindi quantificare il danno subito in 3 miliardi all'anno verso il mercato russo a partire dal 2014. È un tema importante che va affrontato in una maniera assolutamente diversa, perché riteniamo che le guerre commerciali non portino a nessun tipo di vantaggio né per chi le decide né per chi le subisce.

— Si tratta di 3 miliardi persi all'anno in esportazioni, ma se contiamo anche il danno all'immagine del Made in Italy e le sostituzioni dei prodotti italiani con merce da altri Paesi i numeri salgono, no?

— Questo sicuramente, perché lo sviluppo sul mercato russo dei prodotti di imitazione ha provocato un danno all'immagine del Made in Italy, alcuni prodotti italiani sono stati sostituiti. Sarà ben difficile recuperare negli anni se ci dovesse essere un'eliminazione delle sanzioni. Il sistema produttivo italiano nel corso degli anni aveva molto investito sul mercato russo in termini di partecipazione ad eventi, fiere, pubblicità e missioni. Nella sostanza tutto ciò può essere considerato buttato via con queste misure.

— La tensione internazionale che si è creata, dalle sanzioni ai dazi, quanto danneggia il terreno commerciale ed economico fra i Paesi? Alla fin fine non conviene a nessuno una guerra economica, a quale pro si continua su questa strada secondo lei?

— A mio parere è un tentativo di dare visibilità a delle situazioni che erano state oggetto della campagna elettorale, per cui oggi bisogna dare conseguenza alle affermazioni fatte. Andare a mettere dei dazi significa magari guadagnare sotto un aspetto, ma perdere da un altro punto di vista. Non è solo un problema dell'agroalimentare, settore che osserviamo noi, c'è anche l'industria, la sfera manifatturiera, la moda e via dicendo.

Il tentativo che viene portato avanti con il WTO è quello di avere un sistema sufficientemente libero per garantire i commerci mondiali. Politiche troppo difensivistiche, dazi e situazioni che alterano la concorrenza possono poi portare a delle distorsioni di mercato. Il ritorno all'ipotesi dei dazi, cioè la chiusura delle economie, credo possa portare danni per tutti.

— Secondo lei con il nuovo governo ci potranno essere dei cambiamenti in merito alle sanzioni antirusse oppure non dipende dal singolo governo italiano?

— Probabilmente non dipende molto dal governo italiano. L'Italia fin dall'inizio ha tenuto una posizione dicendo che non condivideva questo tipo di impostazione. All'interno di un'unione di Stati si deve mantenere l'unità della maggioranza, però non era il tipo di percorso che poteva essere valido. Credo che il nuovo governo, qualsiasi esso sia, esprimerà nuovamente questo concetto, bisogna vedere se all'interno del consesso dei 28 Stati membri si troveranno maggiori voci concordi su questo tipo di approccio.

Rimane il rammarico, perché il mercato russo è molto interessante, abbiamo un bel rapporto anche con il turismo russo, che nel nostro Paese è sicuramente importante. Dispiace non poter raggiungere i turisti russi con i nostri prodotti per via di questa situazione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Relazioni italo russe
CNBC: le elezioni in Italia le ha vinte la Russia
Italia-Russia: ripartono i rapporti economici, alla faccia delle sanzioni
L’Italia vende moda e veste la Russia
Italia: inaugurati giorni della cultura spirituale della Russia
L'Italia supera la Francia nella TOP-10 dei paesi partner della Russia
Tags:
relazioni Italia-Russia, Sanzioni, Sanzioni contro la Russia, Coldiretti, Italia, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik