03:20 18 Ottobre 2018
Vista sul Cremlino di Mosca

Russia verso le elezioni

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Marina Tantushyan
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Tempo di elezioni anche in Russia. Il 18 marzo, nel quarto anniversario della sottoscrizione del trattato a sull’adesione della Repubblica di Crimea alla Federazione Russa, più di 110 milioni di russi si recheranno alle urne per eleggere il nuovo Presidente.

Ufficialmente otto persone sono state registrate come candidati alla presidenza: Sergei Baburin (del partito "Unione popolare russa"), Pavel Grudinin (Partito Comunista delle Federazione russa), Vladimir Zhirinovsky (Ldpr), Vladimir Putin (indipendente), Ksenia Sobchak (Iniziativa civile), Maxim Suraykin (Comunisti di Russia), Boris Titov (Partito della Crescita), Grigory Yavlinsky (Yabloko).

Fino al 2012 le elezioni in Russia si svolgevano ogni quattro anni, mentre ora il mandato presidenziale è stato allungato a sei anni. Rimane comunque il sistema proporzionale e il ballottaggio tra i due candidati più votati al primo turno se nessuno raggiunge la maggioranza assoluta, un sistema simile a quello in vigore in Francia.

Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
© Foto : fornita da Tiberio Graziani
Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
Sputnik Italia ha raggiunto il Presidente di Vision&Global Trends Tiberio Graziani per capire com'è visto questo importante appuntamento elettorale russo in Italia che ha appena vissuto le elezioni parlamentari.

— Dott. Graziani, in queste elezioni presidenziali tutti i fari sono puntati su Vladimir Putin che va verso il suo quarto mandato in Cremlino. Da molti esperti l'attuale presidente uscente è considerato come l'unico candidato credibile a staccare il biglietto per altri 6 anni. Condivide questa osservazione?

— Anche io ritengo che la rielezione di Putin sia la più probabile. A mio avviso, sondaggi a parte, il presidente Putin sarà ancora una volta premiato dagli elettori perché rappresenta la continuità di quel lungo processo di ristrutturazione e ammodernamento della Federazione russa che è iniziato con il suo primo mandato presidenziale, circa 18 anni fa.

L'ultimo sondaggio realizzato dall'istituto VTsIOM e pubblicato in data 9 marzo, vede infatti Vladimir Putin in netto vantaggio rispetto i suoi avversari e ben oltre la soglia della maggioranza assoluta: Vladimir Putin — 69%, Pavel Grudinin — 14%, Vladimir Zhirinivsky — 12%, Ksenia Sobchak — 2%, Sergej Baburin e Grigory Yavlinsky — 1%, Maxim Suraykin e Boris Titov — 0,5%.

— Ci sarà una partecipazione senza precedenti degli osservatori alle elezioni presidenziali in Russia. Sono stati accreditati 1,000 osservatori provenienti da varie missioni del mondo. Però, come si afferma nel comunicato ufficiale, il Parlamento europeo "non osserverà il processo elettorale, pertanto non esprimerà commenti su di esso e sui risultati che verranno resi noti in seguito". Perché, a Suo avviso, gli ufficiali europei hanno deciso di astenersi dalla partecipazione alle elezioni russe?

— Molto probabilmente, il comunicato ufficiale cui lei si riferisce esprime ancora una volta le perplessità dell'Unione Europea nei confronti del presidente Putin e mi sembra in linea con la politica sanzionatoria che Bruxelles ha adottato ormai da circa quattro anni nei confronti di Mosca.

—  Nel frattempo dalla Russia arrivano accuse di ingerenza nelle elezioni agli Stati Uniti. Il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha affermato che le sanzioni statunitensi imposte alla Russia sono state progettate per destabilizzare il paese e incidere sulle elezioni. Come commenterebbe questa informazione?

— Penso che il tema della reciproca influenza sulle rispettive competizioni elettorali sarà un argomento al quale gli addetti ai lavori si dovranno abituare e, mi auguro, trascurare. Dibattervi sopra inizia a diventare veramente noioso e non porta da nessuna parte. Invece, le sanzioni statunitensi imposte alla Russia, come anche il recente caso dell'agente Skripal potrebbero avere qualche effetto, seppur minimo, sulle elezioni.

— Dato il delicato momento internazionale che si sta attraversando, come, a Suo avviso, l'esito della consultazione andrà a incidere sugli equilibri internazionali?

— Se, come sembra essere più probabile, l'esito della consultazione elettorale sarà favorevole al presidente uscente Putin, non penso ci siano ripercussioni sugli equilibri internazionali. Viceversa, occorrerà attendere le indicazioni del nuovo presidente eletto in materia di politica estera. Forse ripercussioni sugli equilibri internazionali si avranno a seguito dell'esito delle elezioni statunitensi di midterm che si terranno il 6 novembre. Come noto queste elezioni costituiscono anche un giudizio politico sull'operato del presidente in carica e, in un modo o nell'altro, influenzeranno le decisioni di Trump anche in campo internazionale e dunque anche i rapporti con la Federazione russa.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Elezioni presidenziali Russia 2018, Maxim Suraykin, Sergei Baburin, Pavel Grudinin, Grigoriy Yavlinskiy, Vladimir Zhirinovsky, Ksenia Sobchak, Boris Titov, Vladimir Putin, Russia
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