17:06 20 Giugno 2018
Elezioni Politiche 2018

Dopo il 4 marzo tutto è ancora possibile

© Sputnik . Danilo Garsia di Meo
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Germano Dottori
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Il voto italiano dello scorso 4 marzo ha riservato alcune sorprese. In un certo senso, il cosiddetto “Rosatellum” ha funzionato: una legge pensata per impedire a chiunque di vincere le elezioni ha infatti consegnato all’Italia un Parlamento senza evidenti maggioranze.

Ma non tutto è andato secondo le previsioni, perché gli elettori si sono in qualche modo ribellati, producendo risultati che hanno reso impraticabile la via della conferma del quadro politico preesistente, cui molti puntavano. Si è così determinata una situazione imprevista, che rende assai difficile immaginare quando a Roma potrà insediarsi un governo stabile. Gli scostamenti decisivi non sono stati di grandissima entità, ma sono stati sufficienti ad alterare in modo sensibile gli equilibri politici.

Il Movimento Cinque Stelle ha conquistato almeno 3-4 punti percentuali più del previsto, mentre ne sono mancati 4-5 a Forza Italia. Ha perduto voti anche il Partito Democratico, che si presentava agli elettori dopo aver subito una scissione. Nel complesso, però, assorbendo i voti della formazione guidata da Emma Bonino, rimasta al di sotto del quorum, il Pd è riuscito conquistare i parlamentari che più o meno ci si aspettava.

Secondo alcuni esperti, il trionfo dei Cinque Stelle sarebbe maturato ad immediato ridosso dell'apertura dei seggi, quando alcune regioni chiave del Sud Italia hanno improvvisamente cambiato in loro favore i propri orientamenti. Il consenso riscosso specialmente in Sicilia ed alcune zone della Campania, dove i grillini hanno raggiunto o superato la soglia del 50%, è stato talmente anomalo da indurre diversi analisti ad ipotizzare interferenze nel voto da parte di una criminalità organizzata interessata alla destabilizzazione del Bel Paese.

Elezioni politiche in Italia
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All'estero, gli osservatori si sono invece focalizzati sul successo riportato dalle cosiddette formazioni populiste, senza peraltro coglierne le sfumature e le differenze di affiliazione politica. Sono incorsi nell'errore soprattutto gli americani, sia quelli favorevoli alla rivolta contro l'establishment, come Steve Bannon, che i liberal dell'Atlantic Council. Questi ultimi sono riusciti a definire i grillini una formazione di estrema destra, attribuendone il successo agli effetti delle presunte fake news, naturalmente di origine russa. Occorre peraltro riconoscere che non ha aiutato a fare chiarezza l'appartenenza dei Cinque Stelle al raggruppamento europeo in cui si trovava Nigel Farage, in realtà dovuta al respingimento della domanda di adesione dei grillini al gruppo verde e del più recente rifiuto opposto dai liberali.

Per le stesse ragioni, l'affermazione congiunta del partito di Luigi Di Maio e della Lega di Matteo Salvini ha generato in Russia la speranza di una svolta anti-europea ed anti-atlantica dell'Italia, con annessa rimozione delle sanzioni imposte contro Mosca.

E' però difficile che le cose vadano così. In primo luogo, perché Lega e Cinque Stelle hanno matrici differenti, essendo la prima una forza sovranista e gli altri un movimento globalista. Di Maio ha inoltre impresso una svolta moderata al suo partito, cercando l'interlocuzione con gli ambienti liberal di Washington e la finanza londinese, prima di proporre per il Ministero degli Esteri un'intellettuale a lungo attiva sul fronte della cooperazione e del dialogo tra le religioni, spesso vista ai meeting antirussi svoltisi a Krynica in Polonia.

Va poi ricordato come la normalizzazione delle relazioni con la Federazione Russa sia desiderata dal grosso del sistema politico italiano. Persino Matteo Renzi e Paolo Gentiloni hanno più volte cercato negli scorsi anni di aprire un dibattito in seno al Consiglio Europeo sull'opportunità o meno di prorogare le sanzioni. Il fatto che siano stati sempre sconfitti non consente di affermare che i loro governi non siano stati sensibili a questo dossier.

Cosa succederà ora? Assisteremo probabilmente ad una fase nella quale prevarranno i bizantinismi tipici della tradizione politica italiana. Beppe Grillo e Luigi Di Maio hanno già provato ad aprire al Pd, forse con l'incoraggiamento del Presidente della Repubblica, senza tuttavia ottenere riscontri apprezzabili e scontrandosi anzi con la reazione fortemente negativa di Renzi.

L'opzione dell'asse giallo-verde tra grillini e leghisti non ha ancora trovato alcun sostegno, anche se c'è stato chi ha suggerito di esplorarla.

Elezioni Politiche 2018
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Sta invece prendendo quota l'idea di un governo "di scopo" del centro-destra, ma appoggiato in quale modo esternamente dal Pd e guidato da una personalità designata di comune accordo da Lega e Forza Italia, che dovrebbe cambiare la legge elettorale e condurre il paese ad un nuovo voto entro l'autunno, senza quindi assumere decisioni d'alto profilo in campo internazionale o sul versante della politica economica. Siamo però appena agli inizi delle schermaglie. Tutto è ancora possibile.

L'opinone dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Elezioni politiche 2018 in Italia, Italia
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