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    Il voto italiano: è tutta colpa di Sputnik?

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    Marina Tantushyan
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    Ad un giorno dal silenzio elettorale sull’autorevole giornale italiano La Repubblica è uscito un pezzo firmato da Sara Bertuccioli che, citando il quotidiano spagnolo El Pais, sostiene che l'Agenzia Sputnik News sta condizionando le elezioni in Italia.

    "La guerra informatica scatenata dalla Russia per influenzare la politica e le elezioni nelle democrazie occidentali ha un fronte anche in Italia. Lo scrive il quotidiano spagnolo El Pais, che ha pubblicato i risultati di uno studio sui messaggi diffusi attraverso i social media (in particolare Twitter) da una rete che ruota attorno al sito Sputnik (Sputniknews.com), agenzia internazionale di informazione — ma secondo molti analisti sarebbe meglio dire disinformazione — con base a Mosca e disponibile in diverse lingue, tra cui l'italiano", —  sottolinea Bertuccioli.

    Su quali fonti è basata questa forte affermazione? E perché questo pezzo rivelatore è stato pubblicato alla vigilia del voto?

    Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito giornalista Luca Ribustini.

    —  Luca, quali sono stati le tue prime impressioni dopo aver letto questo redazionale?

    — C'è stato un po' di stupore ma anche al tempo stesso mi ho sentito molto infastidito da questa notizia perché le notizie che riguardano la Federazione Russa sono in Occidente a senso unico. La Russia viene presentata come un paese che interferisce e entra nel merito delle questioni interne di paese. Tutto questo è un po' fastidioso perché in realtà non è una informazione a 360 gradi e non la trovo come una informazione equlibrata.  

    — Questo pezzo è uscito sul quotidiano di sinistra proprio alla vigilia del voto. Si tratta di una coincidenza oppure è stato un atto strategico e ben programmato?

    — Non credo che sia coincidenza. Io penso che i principali media occidentali abbiano pianificato da tempo una strategia molto precisa nei confronti della Federazione Russa, una strategia che ricorda un po' la guerra fredda e che vuole dipingere la Russia come uno stato che in maniera subdola avrebbe interesse cambiare dei sorti degli stati nazionali. Credo che dietro queste logiche ci sono sempre gli interessi economici — l'Occidente non vuole che la Russia si sviluppi, che la Russia cresca e restauri i rapporti con altri paesi.

    Io trovo questo un'enorme fesseria per una serie di ragioni. Prima di tutto, secondo me, la Federazione Russa non ha alcuna intenzione di cambiare la politica di nessuno. E poi, a mio avviso, questo approccio è pericolosissimo. Cioè relegare in un brutto angolo la Federazione Russa è un problema perché è pericoloso e rischioso perché mina i rapporti dell'Occidente con la Russia, quando invece sarebbe necessario destinare gli stessi sforzi per costruire un dialogo con la Federazione Russa, con paese così diverso ma così importante per l'Occidente.  

    —  La Repubblica cita la ricerca condotta da febbraio a luglio 2017 dalla società Alto Data Analytics su un milione di post e tweet condivisi da circa 100 mila profili, sottolinea il rischio che "la propaganda russa polarizzi e orienti gli elettori verso la xenofobia e il populismo è reale". A tuo avviso, questi dati possono essere affidabili tenendo presente che Sputnik Italia ha solo 45 mila fan su Fb e circa 6 mila su Twitter? 

    — I dati cosi più o meno autorevoli ne girano tanti girano su Internet. Io credo che questi dati non abbiano né capo, né coda, semplicemente perché io ritengo che la Russia non abbia nessun interesse ad avere vicini di casa deboli, fragili e scompaginati al loro interno. Io sono convinto che non sia questo l'obiettivo della Federazione Russa. La Federazione Russa non ha l'obiettivo di rompere l'Europa. Al di là di questi dati, io non ho mai visto nessuno russo finire in galera perché ha tentato di orientare e di interferire nella politica interna di un paese. Quindi, sono tutte ipotesi delle quali si usa il condizionale.

    —  Lo slogan principale di Sputnik News è "quello che gli altri non dicono".  Però El Pais e la Repubblica sostengono che il materiale di Sputnik "è condiviso soprattutto da utenti che dimostrano di appoggiare le idee di Casa Pound, Lega e a volte M5S". Cosa ne pensi?

    — Se fosse cosi, per me non c'è alcun problema. Per quanto mi riguarda come giornalista, io leggo Sputnik soprattutto perché dice quello che gli altri non dicono e questo mi consente di formarmi un'idea molto obiettiva delle cose, molto ragionata, un'idea che vede tutto quello che viene detto in giro dai vari organi di informazione internazionale.

    —  So che in questi giorni preelettorali tu hai collaborato con la rete televisiva russa RT che, come Sputnik, molto spesso viene chiamata come "strumento della propaganda russa". Ci potresti raccontare la tua esperienza? Hai notato qualche comportamento sbagliato da parte dei giornalisti russi in questi giorni decisivi per l'Italia?

    — Da parte dei colleghi, dai giornalisti della redazione di Mosca del RT ho trovato un comportamento molto professionale. Basta pensare che i due mesi che hanno preceduto le elezioni del 4 marzo, sono stati pieni di scambi di email e di messaggi tra me e i colleghi di Mosca, in cui loro mi chiedevano cosa potevano fare e cosa non si poteva fare. Mi hanno addirittura mandato il link del AGCOM che disciplina i programmi di informazione e la comunicazione politica in fase elettorale. Il giorno dopo dell'intervista a Luigi Maio, che hanno fatto i colleghi di Londra, mi ha scritto una collega di Mosca dicendo: "Abbiamo intervistato di Maio, non è che per caso questa intervista potrebbe essere considerata come squilibrata perché non abbiamo sentito anche gli altri?". Allora gliel'ho detto che non c'è nessun problema — sentite anche quelli del Partito Democratico e tutti gli altri per equilibrare la situazione. Questo vuol dire che la preoccupazione dei giornalisti russi in merito alle nostre elezioni è una preoccupazione vera, non è una preoccupazione di facciata. Cioè la loro attenzione è stata quella di dare una informazione il più equlibrata possibile rispetto al voto italiano. 

    —  Qualche giorno prima del voto Sky ha dedicato il pomeriggio a un servizio sugli hacker russi che aiuterebbero la Lega. Secondo te, adesso dopo la vittoria del Movimento 5 stelle e della Lega (i partiti che sono stati vicini a Mosca negli ultimi anni), cosa scriveranno i giornali italiani? Diranno, come sempre, che questo risultato è stato ottenuto per colpa dei russi e della stampa russa?

    — Per fortuna fino adesso non ho trovato nessun articolo in questa direzione. Non so se uscirà… Però c'è una cosa da dire: non è che si può dare sempre colpa ai russi di tutte le cose che accadano nell'Occidente. Se l'Occidente sta andando verso la xenofobia e verso insofferenza rispetto alla diversità, non è colpa dei russi, è colpa dell'Occidente stesso che ha fatto delle politiche stagliate, che ha preso delle decisioni sbagliate. E proprio il mondo Occidentale che sta cambiando e non è sempre colpa dei russi, questo è evidente. E poi in tutto questo lungo periodo di tempo, in cui giornali sono impegnati ad attaccare la Russia, dicendo che interferisce nella politica Occidentale, io non ho visto neanche un singolo articolo in cui i media occidentali hanno parlato invece delle interferenze pesantissime che fanno gli Stati Uniti nei confronti dei governi occidentali. La storia del nostro paese è frutto delle interferenze del governo americano e della Cia per orientare le nostre scelte nell'intesse economico e politico degli Stati Uniti. Ci sono dei documenti di archivio che in modo ben chiaro parlano di questo fatto.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    propaganda, Elezioni politiche 2018 in Italia, Lega, Movimento 5 Stelle, M5S, RT, Sputnik, Occidente, Russia, Italia
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