18:27 21 Giugno 2018
Vaticano

Qual è il ruolo delle donne nella Chiesa?

© Sputnik . Natalia Seliverstova
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Tatiana Santi
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Sfruttate, spesso ridotte a servitù. È forte la denuncia della rivista “Donne Chiesa Mondo” de L’Osservatore Romano, secondo cui il ruolo delle suore non sarebbe riconosciuto da una gerarchia maschilista. Qual è il ruolo delle donne nella Chiesa?

Ha suscitato non poche polemiche l'inchiesta contenuta nell'inserto de L'Osservatore Romano "Donne Chiesa Mondo" che riporta testimonianze di suore frustrate dalla disparità di trattamento all'interno della Chiesa. Sulla condizione delle suore è intervenuta anche suor Carmen Sammut, che in un'intervista al Corriere della Sera ha parlato di vera e propria servitù nei confronti dei preti. "In Vaticano non veniamo mai consultate" ha sottolineato la Sammut.

Lo stesso Papa Francesco ha espresso a più riprese la preoccupazione per una certa mentalità maschilista presente nella Chiesa. Ebbene, il ruolo della donna all'interno della Chiesa è cambiato negli anni? Le suore possono avere un peso nei processi decisionali? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Andrea Gagliarducci, vaticanista presso ACI Stampa e Catholic News Agency.

Andrea Gagliarducci
© Foto : fornita da Andrea Gagliarducci
Andrea Gagliarducci

— In un'intervista al Corriere della Sera suor Carmen Sammut ha risollevato un vecchio tema: il ruolo delle suore nella Chiesa, che è ridotto spesso a servitù, secondo la Sammut. Andrea Gagliarducci, che ne pensa di queste dichiarazioni?

— Trovo le dichiarazioni un po'esagerate da molti punti di vista. Le suore nella Chiesa hanno un grandissimo compito. Se parliamo delle suore che prestano servizio presso case di arcivescovi o cardinali, può succedere che qualche cardinale sia più scorbutico o le tratti in maniera più maschilista. Ci sono suore però che in Vaticano comandano i cardinali a bacchetta e hanno ruoli importanti, l'ho visto con i miei occhi.

Posso capire l'idea, ad un certo punto però mi sembra diventi un discorso politico che punta ad avere le quote rosa nella Chiesa. Suor Sammut diceva nell'intervista che le suore non hanno l'omelia per parlare di Dio. Non è vero fino in fondo, loro non hanno l'omelia perché non dicono messa, ma quante suore hanno gruppi giovanili e hanno un ruolo importantissimo nella comunità? Io sono stato cresciuto personalmente da una suora, che faceva più catechesi del sacerdote. Quindi dipende sempre dalle situazioni particolari, non nego che ci possano essere casi di maschilismo forte, però sono casi specifici.

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© Foto : Ufficio Stampa del Polo Museale Lazio

Ovviamente la suora non è un sacerdote, non è un vescovo. Quando si dice che le suore dovrebbero partecipare al sinodo dei vescovi, ci si dimentica che il sinodo è dei vescovi. Quando Lucetta Scaraffia dell'Osservatore Romano dice che non vi sono suore a consigliare il Papa nel Consiglio dei cardinali, è ovvio, perché è un consiglio dei cardinali.

— Lo stesso Papa Francesco però è tornato su questo tema esprimendo la sua preoccupazione per il ruolo della donna in una Chiesa maschilista.

— In linea generale ci può essere un sostrato di maschilismo in alcune mentalità, ma è una questione che va vista caso per caso. Si parla molto oggi della "rivoluzione rosa" di Papa Francesco, ma già con Giovanni Paolo II c'erano varie donne nei dicasteri, oggi abbiamo una suora Sottosegretario alla comunicazione di Vita Consacrata, era una suora anche nel 2005. Il Sottosegretario del dicastero per lo sviluppo umano integrale è una donna. Le donne hanno un peso nella Chiesa.

Non parlerei comunque di maschilismo, il sacerdote ha un ruolo organizzativo che lo porta a gestire dei settori. Può succedere che le suore vengano maltrattate, ma è un'esperienza che io non ho visto. Intervistando moltissimi cardinali ho visto come le suore che governavano la casa avevano un peso molto superiore a quello di molti altri consiglieri.

— Il ruolo della donna nella Chiesa con gli anni è cambiato, come si è sviluppato?

— È ovvio che piano piano il Vaticano non era più tabù per le donne. Già nel '34 Pio XI assunse la prima donna, Hermine Speier, che era tedesca e fra l'altro anche ebrea. All'epoca creò moltissimo scandalo. Dal '34 ad oggi sono stati fatti moltissimi passi in avanti, le donne sono anche ufficiali all'interno delle congregazioni, hanno ruoli consultivi, non si tratta di sole suore, ma anche di donne laiche.

Man mano che le donne accedono nel mondo a posti di responsabilità, accedono a posti di responsabilità anche in Vaticano. La situazione si sviluppa di pari passo con la società. Resta invariato il discorso sul sacerdozio, che citavo prima, ma vi sono sempre più donne in generale. Oggi abbiamo addirittura una donna in qualità di direttore dei Musei Vaticani, è la prima volta in assoluto. Quindi con un maggiore ruolo della donna nella società anche in Vaticano vi sono più possibilità di scelta.

— Secondo lei le donne potranno avere in futuro un peso maggiore nei processi decisionali della Chiesa o la gerarchia attuale non lo permetterà?

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© Sputnik . Iliya Pitalev

— La struttura riguarda i capi dei dicasteri. Il potere decisionale non è tutto lì, non solo i capi dei dicasteri decidono, né la struttura del sinodo o, con Papa Francesco, il Consiglio dei Cardinali. Ci sono moltissimi livelli, dipende da quanto si fidano le persone all'interno di ogni struttura delle donne presenti e da quanto vengono consultate. Sono importanti gli organismi consultivi nel mezzo, perché i capi cambiano. Nella Santa Sede parlo degli ufficiali, cioè dei membri dell'ufficio, i consultori. Magari c'è qualche donna di cui il Papa di fida. Giovanni Paolo II per esempio aveva un'amica, Wanda Poltawska, una donna laica, che aveva una grande influenza sul Papa ed era sempre presente.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Chiesa, Intervista, donne, Italia
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