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    Vittoriano ospita capolavori dell'Accademia di Mosca

    © Foto : Ufficio Stampa del Polo Museale Lazio
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    Marina Tantushyan
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    Nello splendido contesto del Vittoriano, al chilometro zero di Roma, è stata inaugurata una eccezionale mostra intitolata "Haec est civitas mea. Eto moi mir".

    Pittore russo Ilia Glazunov, 2012.
    © Sputnik . Sergey Guneev
    Pittore russo Ilia Glazunov, 2012.
    Nello splendido contesto del Vittoriano, al chilometro zero di Roma, è stata inaugurata una eccezionale mostra intitolata "Haec est civitas mea. Eto moi mir" in cui sono esposte circa 30 prestigiose opere realizzate dagli allievi e diplomati dell'Accademia Russa di pittura, scultura e architettura fondata nel 1987 da Ilia Glazunov — il famoso pittore, rinomato in tutto il mondo.

    "Le esposizioni dei nostri diplomati hanno grande successo in Russia e all'estero, e oggi io ho l'onore di presentare le loro opere a Roma, la Città eterna. È una gioia constatare che la nostra Accademia sia divenuta oggi il centro di tutela della scuola nazionale. I nostri professori e studenti condividono l'amore per la classicità, e come tutte le persone di talento sono originali e poliedrici. È bellissimo che giovani pittori, scultori e architetti contemporanei non abbiano smesso di vivere l'ispirazione sprigionata dal contatto con le grandi tradizioni della scuola classica e con le immagini della storia russa; ed è bellissimo che guardino al presente attraverso la tradizione", — ha sottolineato Ivan Glazunov, curatore della mostra, Rettore pro tempore dell'Accademia russa di pittura, scultura e architettura di Il'ja Glazunov che ha deciso di portare avanti questa iniziativa in omaggio a suo padre, Ilia Glazunov, che aveva fortemente sognato di presentare questa collezione in Italia.

    Ritratto di una ballerina di M. Aldoshin
    © Foto : Ufficio Stampa del Polo Museale Lazio
    "Ritratto di una ballerina" di M. Aldoshin

    La mostra che è stata organizzata dal Governo della Federazione Russa, il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, l'Ambasciata della Federazione Russa in Italia, il Centro dei festival cinematografici e dei programmi internazionali, l'Accademia russa di pittura, scultura e architettura "I.S. Glazunov", la Fondazione Internazionale Accademia Arco e il Centro Studi sulle Arti della Russia dell'Università Ca' Foscari di Venezia promossa dal Polo Museale del Lazio  - è il primo appuntamento del più ampio progetto culturale internazionale Stagioni Russe voluto dai Ministeri della Cultura di Russia e di Italia. È un meraviglioso pretesto per rinnovare la tradizione dell'Imperiale Accademia di Belle Arti e per restituire un'esperienza accumulata nel tempo, presentando giovani artisti di oggi nella Città eterna.

    "La mostra "Haec est civitas mea" è una occasione bellissima per il nostro museo che è per la prima volta ospita una accademia sotto il suo tetto museale. Per la prima volta è stata allestita una sorte del laboratorio d'arte all'interno del Museo. Quindi, si tratta di una mostra che per noi ha sicuramente un valore narrativo legato proprio al racconto della cultura russa e del mondo russo che offre al Museo nuovi spunti di riflessione e stimolanti percorsi di ricerca. I lavori dei giovini ragazzi dell'Academia permettono anche ad un pubblico vastissimo del Vittoriano di poter entrare in contatto con questa dimensione cosi straordinaria legata al mondo della tradizione russa ma anche incredibilmente contemporanea", — ha detto a Sputnik Italia Gabriella Musto, Direttrice del Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano).

    L'argomento della mostra "Haec est civitas mea. Eto moj mir" non è stato scelto per caso. Nella storia russa i pittori italiani svolsero un ruolo importante: nell'Ottocento, come si soleva, i migliori allievi dell'Accademia Imperiale Russa delle Belle Arti venivano mandati, su decisione diretta dello Zar dell'Impero Russo, a soggiornare in Italia anche a lungo tempo, per poter viaggiare e dipingere, studiando le migliori opere dall'antichità alla modernità. L'Italia è diventata la meta del pellegrinaggio artistico russo cementando i nostri legami culturali per dei secoli.

    Natura morte con un samovar di Olga Dolgaya
    © Foto : Ufficio Stampa del Polo Museale Lazio
    "Natura morte con un samovar" di Olga Dolgaya

    "Roma e l'Italia hanno avuto e in parte hanno un ruolo importante nella storia della cultura e dell'arte. Questa mostra è una dimostrazione del peso e della vitalità, dell'efficacia di questo ruolo. Sotto la gestione del Polo Museale del Lazio, il Vittoriano conferma la sua capacità di saper coniugare in termini originali e moderni quel che resta il suo mandato principale, la rappresentazione dell'identità nazionale italiana, nei valori originari di Libertà e Unità", — lo ha dichiarato Edith Gabrielli, Direttrice del Polo Museale del Lazio, che ha auspicato che questa mostra potesse diventare una bella occasione per rinnovare il rapporto tra l'Italia e la Russia.

    L'esposizione presenta giovani pittori russi che hanno assimilato i principi della scuola accademica formatasi, nel XVIII secolo, sulla base della tradizione europea antica e rinascimentale. Con il linguaggio della pittura giovani artisti russi di talento raccontano pagine della propria storia, trasmettono la bellezza della natura nazionale (i grandi paesaggi innevati e la vita nelle campagne), dipingono ritratti di personalità contemporanee da Bulgakov al maestro Rozdestvenskij e le vite dei santi. Tela dopo tela le opere degli artisti dell'Accademia "I.S. Glazunov" sono il luminoso esempio di un grande magistero e della perpetuazione delle tradizioni artistiche nazionali più significative nell'ambito della cultura mondiale.

    Risurrezione di un adolescente da Sergio di Radonezh di Sergey Chikunchikov
    © Foto : Ufficio Stampa del Polo Museale Lazio
    "Risurrezione di un adolescente da Sergio di Radonezh" di Sergey Chikunchikov

    "Il valore delle tradizioni è una cosa che ci appartiene moltissimo per cui io credo che il popolo italiano e il mondo del turismo sarebbero particolarmente affascinato da questa dimensione che sembra distante and in fondo non lo è. Di certo ci sono i paesaggi, le immagini e le icone, che la Russia racconta, ma quel humus sentimentale che è legato ai valori della famiglia, al culto del lavoro sono esattamente gli stessi della contemporaneità italiana e della disciplina pittorica italiana di tutti i tempi", — ha sottolineato a Sputnik Gabriella Musto.

    La mostra "Haec est civitas mea. Eto moi mir" rimarrà aperta fino al 2 maggio 2018.

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    Tags:
    Arte, pittura, Ilia Glazunov, Italia, Russia
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