17:37 17 Ottobre 2018
Esorcismo

Intervista al sacerdote esorcista Cesare Truqui

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Opinioni
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Tatiana Santi
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Secondo una recente statistica il numero di italiani che si rivolgono agli esorcisti sarebbe in forte crescita. Ad aprile al Regina Apostolorum di Roma riparte l’iniziativa internazionale promossa dall’Istituto Sacerdos e dal Gris, un appuntamento multidisciplinare sul ministero dell’esorcismo. Di che cosa si tratta?

Dal 16 al 21 aprile l'Ateneo Regina Apostolorum di Roma ospiterà una nuova edizione del corso internazionale sull'esorcismo e sulla preghiera di liberazione, al quale partecipano esperti da tutto il mondo. Lo scopo del corso è affrontare il controverso tema dell'esorcismo da diversi punti di vista, analizzando i suoi aspetti liturgici, sociali, medici, psicologici e giuridici.

Spesso il rituale dell'esorcismo viene immaginato attraverso il prisma cinematografico e la figura dell'esorcista come una persona dai poteri speciali, ma chi è un vero esorcista e in che cosa consiste la sua missione? Com'è possibile distinguere una persona posseduta da una persona affetta da disturbi psichici? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista il sacerdote Cesare Truqui, missionario in Svizzera, esorcista per la diocesi di Coira, allievo di Padre Amorth, autore assieme alla giornalista Santomiero del libro "Professione esorcista", fra i relatori del corso al Regina Apostolorum.

— Padre Cesare, potrebbe parlarci dell'evento che si terrà al Regina Apostolorum di Roma ad aprile al quale parteciperanno esorcisti da tutto il mondo?

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© flickr.com / Mazur/catholicnews.org.uk

— È un corso che si tiene per i sacerdoti dal 2004, fondato a Roma al Regina Apostolorum in collaborazione con il GRIS, il gruppo italiano di ricerca religiosa e sociologica. Il corso fin dall'inizio è stato pensato per la formazione permanente dei sacerdoti, soprattutto dei sacerdoti esorcisti. In precedenza abbiamo pensato di chiamarlo "corso base" perché sarebbe un corso iniziale che tutti i sacerdoti esorcisti potrebbero fare. Il corso dà un'informazione multidisciplinare sulla questione dell'esorcismo e della possessione diabolica. Qui partecipano psicologi, psichiatri, poliziotti, giuristi, medici e sacerdoti. I temi trattati sono la liturgia e tutti gli aspetti legati alla possessione diabolica.

— Lei è uno dei relatori del corso. In che cosa consisterà il suo intervento?

— Mi occupo di un tema cardine del corso, parlo della preghiera di liberazione. Spiegherò la differenza fra l'esorcismo e la preghiera di liberazione, dando così gli elementi essenziali perché sia chiara tale distinzione.

— Si parla poco di esorcismi. Ci potrebbe spiegare esattamente che cos'è un esorcismo?

— L'esorcismo è un rituale all'interno della Chiesa Cattolica, è una pratica istituzionalizzata allo stesso modo come è istituzionalizzato il modo di celebrare un battesimo, un matrimonio o una messa. Il rituale dell'esorcismo è codificato in un libro che si chiama "De exorcismis et supplicationibus quibusdam" promulgato tramite decreto della Congregazione per il culto divino. È un libro di preghiere liturgiche.

Tu potresti andare alla libreria vaticana per acquistarlo, ma in realtà non puoi pregarlo: le preghiere contenute nel manuale sono pensate per soli sacerdoti con il permesso del loro vescovo. Quest'approvazione secondo il diritto canonico deve essere espressa con una licenza, il vescovo lo deve dire espressamente, la cosa ideale che vi sia un decreto, una lettera scritta al sacerdote dove gli viene permesso l'esercizio dell'esorcismo. Questa preghiera deve essere fatta unicamente alle persone possedute, il sacerdote deve avere una certezza morale che nella persona ci possa essere dietro un'azione straordinaria.

— Quanti sono gli esorcisti in Italia, lei ha conoscenza del loro numero?

— In Italia parliamo di circa 300 sacerdoti esorcisti suddivisi in diocesi. Parliamo di una media di un esorcista per diocesi. A Roma vi sono dai 5 ai 10 esorcisti, come nelle più grandi città italiane, quando magari in una diocesi più piccola non c'è nemmeno un esorcista.

— Secondo lei bisognerebbe fare più corsi di formazione in questo senso? Tutti i sacerdoti dovrebbero attraversare un periodo di pratica nella sfera dell'esorcismo?

— Trattandosi di una pratica liturgica dentro la Chiesa penso che tutti i sacerdoti al mondo potrebbero e dovrebbero in una certa misura partecipare ad un corso del genere. Non stiamo dando informazioni segrete ai corsi, si tratta di un rituale istituzionalizzato dalla Chiesa e serve per aiutare le persone con determinati problemi. Se la conoscenza del rituale è riservata ai 300 sacerdoti prediletti stiamo limitando questa conoscenza che servirebbe a tutti. Se tutti i sacerdoti al mondo avessero questa conoscenza superiore alla media riguardo a questo ministero, allora quando le persone si rivolgono al parroco per parlare di questi problemi lui sarebbe il primo a dire di rivolgersi ad un esorcista a ad uno psicologo.

— Come fanno i sacerdoti a capire se difronte a loro vi è una persona posseduta oppure una persona affetta da problemi psichici?

— Parliamo del discernimento degli spiriti, è una pratica spirituale. Il sacerdote esorcista deve parlare di persona con l'individuo "indemoniato" e cercare due cose: da una parte i segni di possessione, come una forza straordinaria oltre alla propria natura, il secondo elemento è quando si parlano lingue morte o lingue non conosciute dalla persona. Vi è anche l'elemento della conoscenza di cose occulte o lontane. C'è anche un quarto segno che non è previsto dal rituale, ma che si riscontra nell'esperienza degli esorcisti, cioè l'avversione al sacro. Tutti questi elementi possono servire al sacerdote.

Un altro fattore non meno importante è la conoscenza psicologica da parte del sacerdote, il quale deve capire se la persona difronte a lui ha un problema psicologico, ha cioè un'ossessione a livello naturale. Nel dialogo inoltre si deve lasciar parlare la persona, senza indurla a dire niente, bisogna solamente capire se la persona è entrata in contatto con l'occulto in una qualsiasi delle sue manifestazioni come la magia o i riti satanici. Con gli elementi elencati il sacerdote può farsi un'idea più o meno veritiera sulla possibilità di una possessione diabolica.

— Lei ha scritto un libro assieme alla giornalista Chiara Santomiero che si intitola "Professione esorcista". Qual è lo scopo principale del vostro libro?

— Innanzitutto lo scopo era presentare alcuni casi di possessione, perché ogni sacerdote esorcista ha i propri casi. Inoltre ritengo che il libro abbia un grande valore perché Chiara è una giornalista molto chiara, come dice il suo stesso nome, allo stesso tempo cerca di essere molto prudente ed equilibrata in ciò che scrive. La giornalista presenta la figura di un sacerdote esorcista come un sacerdote normale, come se fosse il diario di un parroco di campagna. Due anni fa Chiara Santomiero mi ha fatto un'intervista ed ha avuto moltissimo successo, è stata tradotta in molte lingue. La casa editrice Piemme ha contattato Chiara dicendo che gli interessava un libro a riguardo.

— Si può chiamare "professione" quella di un esorcista? Lei con gli anni si è abituato al rituale o ogni volta è un processo traumatico?

— Ovviamente al primo esorcismo al quale partecipi è molto impressionante quando senti parlare il demonio. Quest'esperienza ti lascia un segno, possono passare tanti anni e quando senti una voce cavernosa o un grugnito satanico lo riconosci subito come potresti riconoscere l'abbaiare di un cane o il miagolare di un gatto. L'esorcista esercitando gli esorcismi si abitua a quelle che sono considerate cose straordinarie.

L'altro giorno mi avevano chiesto se avessi visto cose straordinarie e io ho risposto di no. Per me una cosa straordinaria sarebbe vedere lievitare qualcuno, ma che una persona parli in lingue morte o parli con voce cavernosa per me è normale durante l'esorcismo. Quindi più esorcismi si fanno e più ci si abitua. Comunque ogni volta che il demonio si manifesta per la prima volta in una persona che non conosci mi causa impressione, perché non me lo aspetto. Non fa paura come la prima volta, ma continua a provocare una sorta di sorpresa.

— Secondo alcune statistiche il numero degli italiani che si rivolgono agli esorcisti sembrerebbe triplicato. Secondo lei perché?

— Devo dire che mi sono messo ad investigare attorno a questo numero, si parla di mezzo milione di italiani. Tutto ciò arriva da una notizia pubblicata dall'agenzia Adnkronos, che ha intervistato una psicoterapeuta, la quale fa parte dell'Associazione Italiana di Psicologi e Psichiatri cattolici. Si parlava di mezzo milione di italiani che si rivolgono a diversi esorcisti, ma la dottoressa Laura Cantarella ha anche sottolineato nell'intervista che di questo numero ingente di persone sono pochissimi quelli davvero bisognosi di un esorcista. Risulta che agli esorcisti si rivolgono tutti i tipi di persone cercando una benedizione, loro pensano che l'esorcista abbia un potere speciale. Non è così, è falso.

— Quante sono le persone realmente possedute, si hanno dei dati in merito?

— Per poter avere un dato concretissimo dovresti parlare con ogni sacerdote esorcista in Italia. È un'impresa immensa, che nessuno si prenderà la briga di fare. Fra il 100% di persone che si rivolgono all'esorcista solo un 5%, se non un 3%, ha veramente bisogno di un esorcista. È la percentuale che posso dire io. Con me parlano tantissime persone, ma sotto la mia cura spirituale in questo momento ne ho quattro che hanno veramente bisogno. Parliamo quindi di numeri veramente bassi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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esorcismo, Intervista, Italia
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