08:57 17 Ottobre 2018
Bandiera italiana

Dall’euro alle tasse, la ricetta economica della Lega

CC BY 2.0 / muffinn / Italy - Tuscany - Florence - Italian flag
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
7294

Più investimenti, meno tasse e soprattutto meno Europa. I punti del programma leghista passano attraverso il prisma dell’interesse nazionale. Lega convinta: la moneta unica un errore a danno dell’Italia. Dall’euro alle tasse, la ricetta economica della Lega.

I vincoli europei secondo la Lega sono una gabbia per l'economia italiana e sulla moneta unica il segretario del Carroccio ribadisce chiaramente che si tratta di un "esperimento fallito". Gli interessi italiani prima di tutto, questa è la chiave del programma di Matteo Salvini.

Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord
© Foto : fornita da Claudio Borghi
Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord

Durante il suo viaggio a Bruxelles Berlusconi ha rassicurato che per il centrodestra l'Europa è imprescindibile e che il 3% del rapporto deficit/pil verrà rispettato. Emergono quindi divergenze di vedute fra Forza Italia e Lega per quanto riguarda i rapporti con l'Europa. In che cosa consiste il programma economico della Lega? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Claudio Borghi, responsabile economico della Lega.

— Claudio Borghi, quali sono i punti fondamentali del programma economico della Lega?

— Innanzitutto invertire un meccanismo sospinto dall'Unione europea che ci ha portato fra le recessioni più lunghe della storia del Paese. Il primo intento è rimettere soldi nelle tasche degli italiani, quindi migliorare la domanda interna con meno tasse e più investimenti. Bisogna cercare di rilanciare per quanto possibile la domanda interna, in questo momento sta facendo chiudere aziende, negozi e sta tenendo la disoccupazione a livelli altissimi. Dobbiamo intervenire in questo senso.

— Come?

— Innanzitutto con l'introduzione della flat tax simile a quella che c'è in Russia, con il pagamento immediato di tutti i debiti che ha la pubblica amministrazione, utilizzando lo strumento dei titoli di Stato di piccolo taglio. Questo sarà necessario per mettere in circolo denaro. Dall'altra parte bisognerà cercare di aumentare gli investimenti che sono stati praticamente tagliati quasi a zero nei governi precedenti: quindi parlo per esempio di manutenzione delle ferrovie, avete visto che c'è stato un incidente anche recentemente, e tanti lavori tuttora da completare.

— Salvini ha delle posizioni molto ferme sulla moneta unica europea, l'euro non ha funzionato secondo il segretario della Lega. Berlusconi è sulla stessa lunghezza d'onda? Che cosa farà il centrodestra con l'euro?

— Anche Berlusconi è convinto che l'euro non ha funzionato. La divergenza d'opinioni è la seguente: c'è chi pensa, nonostante la moneta non funzioni, di tenersela e chi invece, come noi, pensa che prima o poi bisogna uscirne. Penso tutti e due saremo d'accordo e non credo si farà fatica nel dire che in ogni caso bisogna prepararsi, perché l'euro potrebbe far riemergere i problemi del passato. Se per esempio la Banca Centrale smette di comprare i titoli di Stato e si ricomincia con lo spread, così come era successo nel 2011, dobbiamo reagire in maniera differente rispetto al passato. Bisogna essere pronti a mettere in sicurezza i nostri conti.

— Questo significherebbe in futuro tentare assieme ad altri Paesi europei di uscire dall'euro?

— Finché un Paese non controlla la propria moneta non è libero, è evidente che la cosa è tanto più facile quanto più è coordinata con altri Paesi, quindi cercheremo per quanto possibile di avere questo coordinamento. Se non dovesse essere possibile e se fossimo sotto attacco magari con lo spread in una maniera o nell'altra ci difenderemo.

— Si è parlato molto in questi giorni del famoso 3% fra deficit e pil e del viaggio di Berlusconi a Bruxelles. Per la Lega l'Europa è "imprescindibile" come lo è per Berlusconi?

— No, non è imprescindibile. Noi siamo in Europa, pensiamo che l'Unione europea prima di Maastricht andasse benissimo, vale a dire Paesi con tante relazioni commerciali, è giusto che vadano d'accordo. Tutto ciò però avendo sempre come idea centrale l'interesse nazionale. Se l'Europa invece di aiutarmi a fare il mio interesse mi fa stare peggio si può fare anche senza l'Europa a mio avviso.

— Abbassare le tasse, il punto centrale del programma leghista. Perché gli altri partiti criticano questo progetto?

— Perché gli altri partiti hanno sempre eseguito quello che diceva l'Europa. L'Europa diceva che dovevamo fare i compiti a casa, dovevamo alzare le tasse. I governi filoeuropei, come ad esempio Monti, hanno sempre eseguito senza neanche discutere. Gli altri partiti esitano per questo motivo.

Noi siamo veramente convinti che in un Paese come l'Italia, dove c'è tanta evasione, dove il sistema fiscale è complicatissimo e se sei ricco hai molte possibilità di eludere, la flat tax riporta un mondo di grande semplicità. Parliamo di un sistema dove non ci sono regole pazzesche per pagare le tasse e alla fine risulta un compito conveniente e semplice per tutti.

— L'abolizione delle sanzioni alla Russia è contemplata nel programma delle Lega?

— Assolutamente sì, è una delle nostre priorità. Consideriamo la Russia un Paese amico, non abbiamo nessun interesse ad imporre sanzioni contro un Paese amico, sono ben altri i Paesi che ci destano preoccupazioni. È evidente comunque che non ci conviene, la Russia è un partner commerciale perfetto per noi, perché noi compriamo gas e risorse naturali dalla Russia, vendiamo i nostri prodotti ai russi, per cui le sanzioni convengono solo ad altri. Per noi non hanno nessun senso e quindi assolutamente le toglieremo.

L'opnione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Intervista, Economia, Elezioni politiche 2018 in Italia, Lega Nord, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik