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    Esperto: “L’esclusione degli atleti russi fa comodo a tutti”

    © AP Photo/ Lee Jin-man
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    Marina Tantushyan
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    Quali paesi possono guadagnare dall'umiliazione della Russia? E chi sta dietro questo gioco che non ha niente a che fare con lo sport?

    Solo 169 atleti russi hanno ricevuto il permesso di gareggiare alle prossime Olimpiadi invernali Pyeongchang, in Corea del Sud. Però lo faranno senza rappresentare il loro paese, la cui nazionale è stata esclusa dalle competizioni al termine di una grossa indagine antidoping. Gli atleti che potranno gareggiare hanno dovuto dimostrare di non aver avuto problemi con il doping durante la loro carriera e si presenteranno semplicemente come "Atleti olimpici dalla Russia".

    Inoltre emergono i nomi dei 111 russi non invitati ai Giochi. La lista è prestigiosissima. Dal Viktor An, fenomeno dello short track, che vanta ben sei medaglie d'oro alle olimpiadi, dal fondista Sergey Ustiugov, due ori e tre argenti ai Mondiali di Lahti 2017 a Anton Shipulin del biathlon (due medaglie olimpiche), Valeri Nichuskin, noto giocatore di hockey sul ghiaccio, e ancora i pattinatori Yuskov, Kulizhnikov e molti altri.

    Quali paesi possono guadagnare da questa umiliazione della Russia? E chi sta dietro questo gioco che non ha niente a che fare con lo sport?

    Per capire che tipo di conseguenze potrebbe avere questo terremoto olimpico sui prossimi Olimpiadi invernali, Sputnik Italia si è rivolto a Lorenzo Vendemiale, giornalista sportivo del Fatto Quotidiano.

    — Cosa, a Suo avviso, sta succedendo alla nazionale Russa?

    — La tesi del complotto è quella che la Russia crede che sia avvenuto. È chiaro che dall'esterno è difficile sposare questa idea. Nel senso che qualcosa sicuramente è successo. Leggendo quello che è stato il rapporto McLaren e le carte dello scandalo doping che si è trascinato negli ultimi anni, su cui sono state delle decisioni parziali già a Rio, è impossibile far finta di nulla. E altrettanto difficile dall'esterno farsi un'idea precisa di quanto davvero sia successo di illegale e di illecito e poi di quanto invece questa situazione si è stata montata per colpire la Russia in un particolare momento politico e sportivo.

    — Come ha reagito a questo scandalo la stampa italiana?

    — La stampa italiana si è divisa tra quelli che si hanno schierato di più dalla parte della colpa dei russi (questa la linea maggioritaria della stampa italiana) e quelli che hanno invece ombrato la possibilità che effettivamente qualcosa sia stato ingigantito per colpire la nazionale russa. A mio avviso, la soluzione di ammettere gli atleti senza bandiera, abbia in qualche maniera dato un segnale alla Russia sull'obbligo di rispettare determinate condizioni di legalità e di trasparenza e abbia anche tutelato gli atleti, che fino a prova contraria, sono innocenti.

    — Crede ci possa esser stato un progetto per sfavorire la nazionale russa lasciandola senza medaglie proprio nelle discipline in cui è più temibile?

    — Sicuramente i nomi degli esclusi hanno fatto molto rumore perché cadono nei settori su cui la Russia è tradizionalmente forte — sci di fondo, il biatlon e soprattutto l'hockey sul ghiaccio dove, come sappiamo, la nazionale russa è una vera e propria istituzione. Vedere la Russia menomata dei 111 atleti, che più o meno un quinto della spedizione, sicuramente vedrà calare in maniera proporzionale, forse anche di più, le possibilità di medaglia della nazione russa. Però tutto sommato, come dicevo prima, l'idea che gli atleti puliti della Russia possono partecipare ai giochi in una maniera o nell'altra sia comunque una maniera per tutelare lo sportivo e lo sport. Dopodiché stabilire chi sia davvero pulito e chi non, sarà una cosa molto difficile. 

    — Quali paesi possono trarre vantaggio da questa esclusione?

    — Chi ci guadagna è presto detto — Canada, Stati Uniti, Germania, Norvegia, Paesi Bassi. Insomma, tutte le grandi potenze delle olimpiadi invernali che aspirano vincere il medagliere di Pyeongchang e che senza la Russia, avranno sicuramente più possibilità di farlo. È evidente che dal punto di vista prosaico e dei conti delle medaglie a tutti fa comodo una Russia in meno in gara. Non è un mistero, ad esempio, che l'esclusione di Ustiugov, chi è il grande rivale del nostro Federico Pellegrino, e chi rappresenta forse la più grande speranza di medaglia d'oro d'Italia in questi Olimpiadi, è sicuramente una buona notizia per la nostra nazionale. Senza Ustiugov Pellegrino forse diventa il favorito numero uno dello sprint tecnica classica. Ma poi ci sono anche i nostri atleti di biatlon, che non sono in grandissima forma, ma senza Shipulin sicuramente avranno qualche possibilità in più di salire sul podio. Quindi, a tutti fa comodo di non avere la Russia in gara!


    Nel frattempo, il Tas di Losanna cancella le sanzioni imposte dalla Commissione Oswald nei confronti di 28 atleti russi presenti a Sochi 2014. La decisione consente loro in teoria di competere ai Giochi se il Cio deciderà di accettare la loro iscrizione cosa che potrebbe non avvenire per il tempo ristretto mancante al via dei giochi.

    Fra di essi si leggono i nomi dei fondisti Alexander Legkov, Maxim Vylegzhanin e Nikita Kriukov, degli atleti dello skeleton Aleksander Tretiakov ed Elena Nikitina, della pattinatrice Olga Fatkulina, nonché degli slittinisti Albert Demchenko e Tatiana Ivanova. Di conseguenza la Russia recupera 9 delle 13 medaglie revocate dal Cio.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    sospensione, doping, sport, Olimpiadi di Pyeongchang 2018, Olimpiadi 2018, Giochi Olimpici, CIO, Tribunale Arbitrale per lo Sport di Losanna - TAS, Russia
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