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03:41 22 Settembre 2019
Fake news

Gli italiani ormai sono vaccinati contro le fake news di certa stampa

CC BY 2.0 / Mike MacKenzie / Fake news
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Si sta avvicinando il fatidico 4 marzo, quando l'Italia sarà chiamata a rinnovare il Parlamento, e nel frattempo i media nazionali sono già impegnatissimi nel tentativo di orientare l'esito del voto.

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© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Non è una novità. In America i giornalisti vicini ai Democratici avevano avvelenato per mesi il dibattito tra i due candidati dando addosso a quello che poi sarebbe divenuto Presidente contro ogni aspettativa: ma la loro azione era più caccia alle streghe che giornalismo. Lo stesso copione è stato seguito sull'altra sponda dello stagno atlantico, dove la Brexit veniva descritta come l'apocalisse o il crollo della civiltà, mentre oggi la Gran Bretagna continua a esistere serenamente. Idem col referendum costituzionale italiano, in cui il No veniva stigmatizzato con gli epiteti peggiori, e con le elezioni in Catalogna. Oggi ci dicono che in queste votazioni, dietro ai successi dei nemici della libertà e della democrazia, c'erano proprio loro… i russi. Ma chi accusa la Russia aveva a suo tempo effettuato un giro elettorale del mondo, corredato di foto promozionali con Obama, Merkel e Holland… bah, sarà solo una buffa coincidenza, ovvio!

E allora non stupiscono più le inchieste del quotidiano La Stampa, che nello spazio di pochi giorni ha infangato M5S, Lega Nord e Forza Italia con articoli contenenti accuse tanto violente quanto poco ortodosse deontologicamente. I primi due partiti, definiti populisti (termine che in neolingua ha un'accezione estremamente negativa) sarebbero stati foraggiati con fondi segreti provenienti dalla Russia, come si evince da un dossier presentato dai Democratici americani. Va bene, e dove sono le prove? Quelle vere, si intende, non delle semplici deduzioni tratte dalla constatazione di legittimi rapporti tra forze politiche di Paesi diversi, annodati alla luce del sole. Tanto più che, se un esponente politico italiano mette piede negli States per incontrare un collega americano, sulla stampa mainstream nessuno si sogna di accusarlo di finanziamenti occulti. Mentre è proprio ciò venne sollevato addirittura in Parlamente, quando un'interrogazione contro il governo Renzi rivelava i finanziamenti a beneficio della Fondazione Clinton per non meglio precisate partecipazioni a convegni. Quindi: soldi dei contribuenti italiani per influenzare le elezioni americane. Siamo davvero il Paese dei paradossi ridicoli!

Ed era tanto, troppo tempo che il Cavaliere non veniva attaccato a mezzo stampa, così appunto La Stampa ha parlato di riciclaggio di denaro per far acquistare il Milan da un prestanome, ipotizzando persino il capo di reato e l'avviso di garanzia.

Purtroppo, il procuratore capo di Milano Francesco Greco ha bocciato l'ipotesi: Allo stato non esistono procedimenti penali relativi alla compravendita dell'AC Milan. Non c'è un fascicolo, nemmeno a modello 45. Se un fascicolo esistesse lo avrei assegnato al nuovo dipartimento del dottor De Pasquale e ne sarei quindi informato.

L'importante, per gli alfieri della santa battaglia contro le fake news, era mettere in prima pagina un'inchiesta (e, dandone notizia, con eventuale inquinamento delle indagini, le quali potevano essere in corso) a poche settimane dal voto contro un avversario politico di cui si conosce bene l'amicizia con la Russia.

Tuttavia, in modo inaspettato il giornale è stato sommerso di proteste. Ecco qualche commento che esemplifica il tenore della reazione dei lettori:

Che sonno stamattina — scrive Fabrizio — sarà colpa della Russia… Invece di fare i lacchè agli americani spendendo una marea di soldi per la Nato (inutile) pensassimo a fare affari con la Russia sarebbe decisamente più utile… invece no, siamo succubi di una nazione guerrafondaia che semina odio e guerra nel mondo finanziando rivolte e rovesciando governi… Solo io lo trovo indecente?

Birgit spiega: Prima di andare in pensione, facevo lo spedizioniere doganale a Milano. Sapete quanto lavoro hanno fatto perdere alle aziende italiane queste sanzioni? La stampa dovrebbe fare delle indagini su questi argomenti…invece di sparare le solite monate.

Carlo aggiunge: Oh, sti russi han voglia e soldi da buttare in politiche estere che guarda… E soprattutto la mancanza di prove è una costante.

Roberto denuncia: Ma come si fa a dare credito a queste stupidaggini? Poi anche fosse, gli USA hanno finanziato per anni la DC e nessuno ha mai parlato di interferenze e rincara Se Lega e M5S aumentano i voti la responsabilità è del PD che invece di dare ai suoi cittadini lavoro stabile, benessere e sicurezza ha fatto l'esatto contrario. Altro che hacker russi.

Cristina chiede: Ora che persino la Procura stessa di Milano ha smentito che ci sia un'indagine in corso, qualcuno avrà la decenza di scusarsi e rettificare in egual misura?

Saranno commenti scritti da hacker russi?

A noi sembrano scritti da cittadini italiani che si sono finalmente vaccinati contro le notizie false, falsate o fuorvianti propinate dai mass media a tiratura nazionale. Provare a orientare l'opinione pubblica con articoli di fondo è legittimo, ma per favore piantatela con le accuse campate in aria o suggerite da forze politiche stranierie: questa sì che si chiama ingerenza in un Paese estero.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
fake news, Ingerenze, hacker, elezioni, Elezioni politiche 2018 in Italia, Elezioni in Catalogna, M5S, Lega Nord, Forza Italia, François Hollande, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Angela Merkel, Barack Obama, Catalogna, Gran Bretagna, Italia, USA, Russia
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