04:17 11 Dicembre 2018
il balletto del teatro Bolshoi si esibisce nella metropolitana di Mosca (foto d'archivio)

In Italia si inaugura il Festival “Le Stagioni Russe”

© Sputnik . Valeriy Melnikov
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Marina Tantushyan
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Il 14 gennaio, presso l’Accademia Nazionale Santa Cecilia a Roma, si svolgerà la cerimonia d’apertura del festival “Stagioni Russe”, patrocinato dal Governo della Federazione russa e varato sotto la supervisione del ministero della Cultura russo.

"Le Stagioni Russe" è un nuovo grandioso festival della cultura russa che nel 2017 con un grande trionfo si è tenuto in Giappone e nel 2018 verrà organizzato in Italia. Il Festival, che vedrà la partecipazione delle più famose compagnie teatrali russe, artisti, pittori, musei e esponenti del mondo cinematografico, sarà realizzato sotto il patronato del Governo della Federazione Russa e il Ministero della Cultura della Federazione Russa. Il Festival avvicinerà inoltre il pubblico italiano ai "miti" dell'arte russa come i teatri Bolshoi, Mariinskij e Aleksandrinskij, le orchestre Filarmonica di Mosca e San Pietroburgo, il museo Ermitage, quello di architettura Shiusev e molti altri ancora.

Alla cerimonia parteciperanno la Vicepresidente del Governo della Federazione Russa Olga Golodets, il Ministro della Cultura Vladimir Medinsky, l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov, nonché numerose altre personalità sia italiane che russe.

Dopo la Cerimonia di apertura del Festival si terrà il concerto dell'Orchestra del teatro Mariinskij diretto da Valery Gherghiev. In programma due sinfonie di Čajkovskij.

Sputnik Italia si è rivolto a Roberto Giovanardi, direttore generale dell'Ater (Associazione Teatrale Emilia Romagna), il noto impresario che da molti anni organizza in Italia esibizioni di artisti russi.

— Dott. Giovanardi, quali sono le Sue aspettative per questo evento grandioso?

— Le aspettative sono ovviamente tante perché sappiamo che si tratta di un evento che porterà tante cose interessanti su piano artistico a partire già da questo grande concerto dell'Orchestra del teatro Mariinskij, del Maestro Gherghiev. L'apertura meglio non poteva essere! Quindi la mia aspettativa è quella, come è già successo nel 2003, nel 2011, in tutti questi anni in cui ci sono stati queste occasioni di presenza della cultura russa in Italia tutto sia di grande livello.

— Negli ultimi anni l'interessamento nei confronti della cultura russa è notevolmente cresciuto in Italia basta guardare ai numerosi cartelloni con i nomi dei artisti che coprono quasi tutte le grandi città italiane. Come potrebbe spiegare questa tendenza?

— Prima di tutto con la qualità. Una volta, quando io ero più giovane, qua negli anni 50-60-70 c'era anche un aspetto ideologico. Il mondo era diviso per i blocchi e anche per le ideologie, quindi si poteva dubitare che la grande passione degli italiani per la cultura russa fosse dovuta agli aspetti appunto ideologici e politici. Adesso no, adesso è puro riconoscimento della qualità e del grande livello. Abbiamo appena fatto la tournee del balletto di Mariinskij a Torino per 10 recite e il teatro era esaurito in ogni posto. Una cosa pazzesca! Abbiamo inoltre cominciato la vendita di biglietti per quello che riguarda la tournee di Slava Polunin ed una cosa ugualmente incredibile e potrei continuare. Quindi, è un riconoscimento alla grande arte, alla grande cultura di altissimo livello. A mio avviso, è qualche cosa di dovuto ed esclusivamente meritato dalla qualità artistica.   

— Nell'ambito del Festival complessivamente verranno organizzati 255 eventi culturali in 40 città italiane. In quel lunghissimo elenco, potrebbe evidenziare l`iniziativa che, secondo la Sua esperienza, sarà il culmine delle "Stagioni russe"?

— Io mi limito a quelli che conosco nell'ambito dello spettacolo dal vivo perché poi ci saranno naturalmente gli eventi che riguardano mostre, cinema e altri aspetti della cultura. Per quello che riguarda la presenza dal vivo, metterei al primo posto il Teatro Bolshoi che arriva con il suo balletto a La Scala nel mese di settembre, metterei la presenza del balletto di Moiseev che nel mese ottobre-novembre dovrebbe toccare diversi teatri italiani, vorrei sottolineare la presenza, a parte di quella di Mariinskij del quale ho già parlato, dei teatri di prosa come Bolshoi Dramaticheskij teatr di San Pietroburgo, il teatro Vakhtangov guidato da Rimas Tuminas, sicuramente il teatro di marionette di Obraszov. Insomma tanti, tanti artisti che si fa fatica ad elencarli tutti per cui credo che la Russia porterà il meglio di quello che è la sua capacità produttiva nell'ambito dello spettacolo. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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